Ha destato un certo stupore e anche un po' di comprensibile amarezza, l'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di Pistoia, previsto per lunedì 7 settembre alle ore 14 a Palazzo di Giano.
Di solito, infatti, si dice sempre: "ne parliamo a settembre", "decidiamo a settembre", "incontriamoci a settembre", "settembre sarà decisivo", e le agende, normalmente, si riempiono a velocità doppia, tripla rispetto al normale.
Non dimentichiamo poi che sul mese di settembre sono state scritte canzoni bellissime, come quell'"Impressioni di settembre", portata al successo dalla Premiata Forneria Marconi (Pfm) e poi rilanciata, tra i più giovani (relativamente ormai) dai Marlene Kunz.
E' vero, però, che siamo in tempi di cambiamento climatico, assistiamo ad un'estate prolungata, e che la Giunta guidata da Capecchi (Giovanni) conta i suoi primi cento giorni, unica al mondo, derubricando i sabati e le domeniche e il ferragosto.
A questo punto, però, la convocazione quasi farsesca del consiglio comunale di Pistoia prevista per lunedì si poteva davvero evitare/rimandare.
Quei malevoli dell'opposizione (a proposito: Pistoia Rossa-Potere al Popolo dove sei finita? Batti un colpo! Ripigliati!) pensate un po', hanno fatto due più due (risultato: quattro...) e hanno realizzato che lunedì 7 settembre, a Santomato, alla festa comunale del Pd di Pistoia, scenderà in campo, all'ora dell'happy hour, niente popò di meno che il figliol prodigo, il senatore "saudita" di Rignano (e della "rinascimentale" Riad...) Matteo Renzi.
Anche per l'effetto curiosità-amarcord si confida in un bel pienone a Santomato.
Soprattutto dopo che venerdì 4 settembre la Giunta Capecchi, quasi al completo (mancavano le assessore più "leggere" e il sempre bilanciato, quasi chetogenico, curiale, oserei dire vaticano Mattia Nesti) si è confrontata, imbeccata, blandita, coccolata dal maestro di cerimonia Alberto Vivarelli, con non pochi vuoti nella, già non amplissima, area conferenze del circolo Arci.
Il tutto sulla via ("inceneritoria"...) di Montale (a proposito un plauso vero e riconoscente ai volontari e alle volontarie della festa).
Non va poi dimenticato che l'attuale Presidente del Consiglio Comunale, il "riformista-villabaggese", anche lui figliol prodigo nel Pd, Paolo Tosi, fu,nel 2017 di tomasiana memoria, il recordman di preferenze della lista renzian-local-sovranista "Prima Pistoia", compagine che sosteneva a spada tratta come candidato sindaco il renzianissimo, avvocatissimo, quasi venerabile Roberto Bartoli.
Uno che, ricordiamolo insieme, lanciò la sua candidatura in funzione antibertinelliana e anti Pd, utilizzando sobriamente il buon Bruce Springsteen in "Born to run"...
Quegli iper malevoli dell'opposizione di destra hanno adombrato che il Tosi (e non da solo) si sia fatto prendere dai richiami della nostalgia e della gioventù e che, quindi, abbia appositamente cucinato un odg più fiacco che più fiacco non si può.
Un ordine del giorno, diremmo, alla faccia dei Righeira, davvero pienamente ferragostano: nessuna delibera, solo generiche e scarne comunicazioni all'inizio e alcune interpellanze.
Insomma un odg adatto per arrivare in tempo e in prima fila da Matteo (Renzi...) a Santomato, con striscioni, mazzi di fiori, majorette e selfie d'ordinanza.
Una potenziale comitiva magari arricchita dalla neo-renzianissima assessora capecchiana Olimpia Banci, ex sostenitrice di Alessandro Tomasi, il fascistissimo dagli occhi celesti (copyright della presentatrice Lavinia Ferrari, al comizio finale pre-primarie di Giovanni Capecchi in Piazza Spirito Santo il 9 aprile 2026...)
Si sa, specialmente quando cambiano le maggioranze e i contesti, succede anche che mutino le proprie idee politiche e il proprio schieramento (cambiare opinione a volte è segno di intelligenza, a volte di mero opportunismo...).
Soprattutto, però, non si può non notare come certi ambienti/persone, magari aiutati da qualche parentela illustre, passino improvvisamente da reietti o almeno distantissimi, a sinergici, utili, utilizzabili anche a scapito di figure degnissime, esperte, di indiscusso valore, ma con il difetto di non essere acritici/acritiche yes man o, soprattutto, yes woman.
Intendiamoci, all'odg del consiglio comunale di lunedì 7 ci sono anche temi assolutamente importanti, come, tra gli altri:
- gli impianti sportivi del Legno Rosso e le loro relative modalità di riapertura;
- il comitato cittadino per i gemellaggi (che, come ha giustamente ricordato il consigliere quasi Pd Tommaso Braccesi, attende di essere attuato da oltre tredici anni, manco fosse il Ponte sullo stretto di Messina o la qualificazione dell'Italia ai mondiali di calcio...);
- la questione, davvero spinosa, dei costi esosi e forse impropri (a detta dei consiglieri perfidi, cattivoni e magari anche un po' fascisti Dario Baldassarri e Matteo Pomposi...) di tutto lo staff del sindaco.
Al di là degli screzi individuali che nessuno nega, non si tratta di una battaglia ossessiva contro una persona (sarebbe troppo facile...), ma della constatazione che certe promesse elettorali di rinnovamento non solo dei contenuti, ma soprattutto dei modi, della postura della politica e dell'esercizio del potere sono venuti immediatamente e tristemente meno, a urne ancora calde.
Mi riferisco, non nascondiamoci dietro a un dito, alla questione peculiare e dirimente del social media manager comunale tuttofare, l'eterno studente (per citare Francesco Guccini, non si pensi male...), più o meno matricola di Letteratura con tutor illustre, il serravallino Alessio "Ghianda" Dolfi.
Anche qui non si tratta solo di parentele illustri o presunte tali, ma di scelte politiche e amministrative più che discutibili, certamente inopportune, forse illegittime.
Si tratta del fatto, evidentissimo a chi lo vuole vedere e molto grave a mio, e non solo mio, parere, che lo stesso, millimetricamente identico, lavoro/impegno svolto da Alessio Dolfi per Giovanni Capecchi, prima in occasione della proposizione della candidatura, poi nella campagna elettorale per le primarie, e infine in quella relativa alle elezioni effettive, e che veniva correttamente pagato dal candidato e/o dal suo comitato, o svolto in forma gratuita e volontaria, è oggi finanziato, non poco, tramite i soldi pubblici dei cittadini e delle cittadine di Pistoia.
Non si tratta, quindi, di una "questione secondaria", di un'"ossessione malvagia di pochi livorosi", di un "grave scadimento dei toni del dibattito pubblico", di una "politica a testa bassa" (copyright, Alessandro Errigo-Lista Capecchi) ma di un fatto davvero dirimente, se si sono creduti seriamente gli impegni e le promesse di Giovanni Capecchi in campagna elettorale, compresi quelli sulla compressione, non populista, dei costi della politica.
Se si vuole anche, oserei dire, essere fedeli alle Speranze suscitate in tanti e tante.
Impegni e promesse che, è opportuno ricordarlo, prevedevano anche la, ora apparentemente e silentemente derubricata, riduzione volontaria, ancora sempre possibile, del proprio stipendio da sindaco da parte di Giovanni Capecchi, una volta eletto primo cittadino.
Consiglierei ai dottissimi sacerdoti della Lista Capecchi una lettura molto utile: "Il potere dei senza potere", uno dei saggi politici più influenti del XX secolo, scritto nel 1978 dal drammaturgo, dissidente e poi presidente cecoslovacco Václav Havel.
Tornando al consiglio comunale di lunedì, il problema vero, appare poi essere legato al fatto che lo strumento dell'interpellanza, per i vari temi, è molto limitante e debole in sè.
L'interpellanza, infatti, permette solo un batti e ribatti tra proponente e rispondente, senza un vero e proprio dibattito e confronto consiliare.
Sul caso Capecchi-Dolfi, all'interno della questione, più ampia e non meno delicata, Capecchi-staff, che ha anche visto, in queste ore, esponenti di primo piano e di garanzia del Pd pistoiese esplicitare pubblicamente, onestamente e trasparentemente tutte le loro perplessità, credo che, al di là delle polemiche politiche e di opportunità, dovrà, inevitabilmente, pronunciarsi la Corte dei Conti.
Mi permetto di aggiungere che, se è vero che la legislazione di riferimento da allora è mutata, visti i precedenti molto negativi della giunta guidata da Renzo Berti, non credo ci sia da stare tranquillissimi, poi chissà...
Insomma, in attesa del video-post, forzatamente di quindici secondi, cucinato dal fido Alessio Dolfi, a latere del prossimo ricco consiglio comunale di Pistoia, la linea sembra pronta per passare alla regia, pardon a... Santomato-Rignano-Renzieland...
Che si deve fare per vincere un'elezione., penso con sincera empatia al povero e atletico sindaco Giovanni "Condor" Capecchi, difeso con una certa arroganza e aggressività dalla sua Lista Civica e stretto in una politica dell'abbraccio avvolgente e, ormai, permanente, con Dolfi e Renzi, Renzi e Dolfi...
Ma soprattutto, mi chiedo io, che ci si deve inventare poi per sopravvivere e per tenere in piedi, pardon "vivo" il Pd e il creativissimo, sempre amabile e sorprendente, "campo extra-extra-extra large"... dividendosi tra Pistoia e Santomato e barcamenandosi tra riformisti, autonomisti, nenniani, schleiniani, quasi civici, arcisti, mohican branchettiani, bottacciani, cotti, crudi, etc.
Ai prossimi, imminenti, autunnali congressi l'ardua sentenza... (on. Marco Furfaro e Maurizio Acerbo permettendo, s'intende... mentre Fratoianni e Bonelli no, loro, come nel Pcus sovietico che piace tanto a giornalisti spin doctor del sindaco Capecchi, paiono, invece, nominati a vita...)
Se davvero si vuole, anche in vista delle prossime, ormai imminenti, scadenze elettorali nazionali, essere realmente alternativi e non solo episodicamente vincenti, rispetto alla destra e alle destre, occorre, soprattutto, essere credibili.
Pienamente.
Francesco Lauria






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