Arriviamo all'ultima tappa del nostro viaggio nel mondo della partecipazione e della democrazia nel lavoro!
Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana
martedì 31 marzo 2026
RAPPRESENTANZA E LAVORO: E' IL MOMENTO DI UNA LEGGE? PROPOSTE E PROSPETTIVE
lunedì 30 marzo 2026
GIOVANNI CAPECCHI, JUST DO IT!...(TRA PISTOIA, PARMA E IL MONDO INTERO: OLTRE IL BUNKER). Prima parte.
1. Tra Pistoia (Candeglia) e Parma, tra Berlinguer e i "matti" di Vigheffio.
C'è stato un momento, ieri sera, al Circolo Arci di Candeglia, a Pistoia, gremito oltremisura per l'occasione, un momento preciso in cui ho pensato a Mario.
E' stato quando Giovanni Capecchi ha ricordato i propri valori di fondo, le sue prime esperienze politiche, quelle dopo le elementari e la petizione, rivolta principalmente alla sua mamma, per salvare dal forno un piccolo coniglietto.
Il Centro di Documentazione, cui ho regalato, appena arrivato a Pistoia, nel 2011, il mio volume sulle 150 ore per il diritto allo studio; l'obiezione fiscale alle spese militari; le mobilitazioni per la Pace negli anni Ottanta e Novanta; il doposcuola sulla scia di Don Lorenzo Milani; il primo, importantissimo (e perduto) Centro Stranieri della città.
In quel momento lì, proprio in quel momento lì ho pensato a Mario: Mario Tommasini, l'eretico dei sogni e delle lotte, la persona che, quando Enrico Berlinguer, da leader carismatico del Pci giungeva a Parma, andava a salutare per primo, a Vigheffio, alla sua fattoria dei matti, saltando a piè pari il "Bunker", la sede, in cemento armato, del Pci locale, allora luogo assoluto del potere provinciale.
2. Il "Bunker"
domenica 29 marzo 2026
PISTOIA: NON VOTERO' ALLE PRIMARIE MA... IN DIFESA DELLA GENEROSA TRASPARENZA DI GIOVANNI CAPECCHI E DELLA SUA SCELTA
Qualche giorno fa, essendo stato costretto, per ragioni di forza maggiore (o meglio per l'aumento del costo dei biglietti aerei a seguito del conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele contro la teocrazia iraniana...) ad anticipare il mio viaggio sul Cammino di Santiago del Nord, ho realizzato che il 12 aprile, con ogni probabilità, non potrò votare alle primarie del centrosinistra (largo, largo...) a Pistoia.
Il 12 aprile, infatti, mentre i volontari e le volontarie del centrosinistra (che ringrazio) allestiranno i tanti seggi per le primarie (Pistoia è un comune molto esteso anche se non popolatissimo), se tutto va bene, mi sarò lasciato alle spalle le bellissime spiagge di San Sebastian e mi starò spostando a piedi verso Gernika, dove, in un luogo simbolicamente significativo in questi tempi di guerra, fonderò, in collegamento online con alcuni amici e amiche, l'Associazione Sognare da Svegli sui temi del lavoro, della democrazia e della rappresentanza.
Dopo la petizione che ho lanciato per il voto ad immigrati e sedicenni e diciassettenni, rispetto alla quale non mi sono trovato in accordo con Giovanni Capecchi, ho provato, scherzando, a proporre a Riccardo Trallori, il voto per posta, come per le primarie negli Stati Uniti, ma la risposta facciale del suo volto, esaurito da banchetti, volantinaggi, girocircoli, mi ha fatto capire che (anche giustamente) con ogni probabilità non fosse il caso di insistere...
Insomma non posso essere tacciato, certamente, di una identità ultras per l'uno o per l'altra candidata.
Aspetterò il confronto di questa sera o, al massimo, quello di domani, per dare, per quel che vale, una mia indicazione, pur in prospettiva di futura contumacia.
A me sembra che i pistoiesi (in qualche caso me compreso), compresi molti sostenitori di Capecchi, non abbiano ancora compreso appieno tutto il valore, scientifico e civile, della sua figura.
Può risultare simpatico o meno, votabile o meno, ma la ricchezza e l'ampiezza del suo Cv aggiornato che si può scaricare qui: https://www.unistrapg.it/sites/default/files/docs/people/curriculum/curriculum_vitae_giovanni_capecchi_gennaio_2026.pdf parlano da sole.
Oppure, pur con l'aggravante che si tratta di una pagina finanziata da Giorgio Tesi Group, in modalità meno formale qui: https://pistorienses.it/portfolio/giovanni-capecchi/
Perchè scrivo questo? Perchè il curriculum vitae di Giovanni Capecchi è ricco e non conosciuto pienamente anche da un punto di vista politico e, soprattutto, amministrativo: Capecchi è stato, infatti, consigliere comunale a Pistoia fin dall'età di 23 anni (1994-1998, 1998-2002 e 2007-2008) e, tra il secondo e il terzo mandato, anche Assessore alla Cultura sempre del Comune di Pistoia (2002-2005).
Ha appartenuto, per un periodo, ad una forza politica, i Verdi, che certamente hanno scontato tra i propri leader Carlo Ripa di Meana e Alfonso Pecoraro Scanio, ma che, nel 1994, quando Giovanni Capecchi entrava in politica, erano rappresentati, in Italia ed in Europa, soprattutto da Alexander Langer, figura eccezionale, costruttore di ponti e di pace, valicatore di muri, che abbiamo peraltro ricordato a Pistoia, con un partecipato convegno, lo scorso settembre.
Insomma, arrivato alla potenziale quinta esperienza amministrativa, con un impegnativo e importante lavoro all'Università per Stranieri di Perugia è normalissimo, a mio parere, che Capecchi, in caso di sconfitta alle primarie, pur sostenendo il centrosinistra pistoiese e Stefania Nesi, rinunci a candidarsi al consiglio comunale.
Credo che pesi, su questo annuncio, la, immagino sofferta, decisione di dimettersi dal Consiglio Comunale, dove siedeva come candidato sindaco non eletto, nel 2008.
Semmai Giovanni Capecchi dovrebbe chiarire, perchè politicamente rilevante, se farà la stessa scelta in caso di vittoria di primarie, ma di sconfitta alle elezioni.
Chiarisco anche questo; non mi pare che Federica Fratoni abbia svolto un ruolo significativo nel consiglio comunale pistoiese e lo stesso si può dire di Samuele Bertinelli, dopo le due amare e nette sconfitte di entrambi.
Però, ne sono sicuro, Giovanni chiarirà se rimarrà, o meno, a guidare l'opposizione in consiglio comunale, anche se tutti e tutte ci auguriamo, ovviamente, che, in caso di vittoria alle primarie, anche grazie alle primarie e alle energie (in gran parte, non del tutto, positive) che hanno scatenato, ci sia anche la vittoria contro il centrodestra di Annamaria Celesti (ovviamente lo stesso ci si augura in caso di vittoria alle primarie di Stefania Nesi).
In sintesi.
Smettetela, peraltro da posizioni di centrosinistra, di sparare su Giovanni Capecchi.
Io ho scritto alcune cose discutibili su Stefania Nesi (pur confermando che, almeno come esperienza, la sua è imparagonabilmente inferiore a quella di Capecchi) e me ne sono pentito, scusandomi, anche personalmente, con lei.
Ma ero proprio arrabbiato per come si era chiusa, in un mattino, con l'alzata di sollievo di un sopracciglio, la stramba, ma apparentemente fortunata raccolta fime per Simona Laing. Ciò era avvenuto, coincidenza delle coincidenze, proprio un attimo dopo l'indicazione Nesi candidata sindaca, da parte della maggioranza dell'Assemblea Comunale del Pd di Pistoia.
Insomma, nessuno/a può scagliare la prima pietra (e in primis io, che nemmeno potrò votare alle primarie, a meno che si adotti che ne so, il regolamento del Vermont...) ma cerchiamo di smettere di farci del male.
Nessuno, infatti, volente o nolente, può essere in grado di sminuire il valore assoluto come persona, come docente e come amministratore di Giovanni Capecchi.
Suggerisco, come altri, di valorizzare, invece, anche in prospettiva, visto che lei rimarrà in lista anche se sconfitta alle primarie, le qualità di Stefania Nesi, che ci sono, come le docente pistoiese ha dimostrato in queste ultime settimane e in questi ultimi giorni.
Uniti per vincere. Per Pistoia!
Francesco Lauria
P.S: questo post è arricchito da tre foto "pistoiesi" di Giovanni Capecchi piuttosto recenti, ma pubblicate ben PRIMA della sua ultima candidatura.
IL CASO SBARRA, TRA CDA, BANDI; FINANZIAMENTI. UNA LUNA DI MIELE INFINITA TRA IL GOVERNO MELONI E LA CISL (ALLA FACCIA DELLA MEMORIA DI MARINI, PASTORE E DOSSETTI)
sabato 28 marzo 2026
PERQUISIZIONE SALIS: DIRITTI CHE RIGUARDANO TUTTI E CULTURE SINDACALI ANDATE AL MACERO. ACOCELLA PEGGIO DI ALMIRANTE?
Sono rimasto molto colpito durante il convegno nazionale della Cub: "Caos globale - Economia di guerra", dalle notizie che giungevano sulla perquisizione di polizia, disposta alle prime luci dell'alba nell'albergo in cui alloggiava, nei confronti dell'Eurodeputata Ilaria Salis.
La vicenda, molto grave, è ben riassunta da questo articolo di Avvenire: urly.it/31f95r (non ho citato Lotta Continua eh...).
Ho pensato subito che, al di là di come la si pensi su Ilaria Salis, questa menomazione dei suoi diritti con un'azione che appare sostanzialmente intimidatoria (al di là delle spiegazioni fornite ex post dalla Questura di Roma...) colpisce tutti e tutte.
Non ha davvero senso poi separare diritti sociali e diritti civili, i diritti sono tali, proprio perchè spessissimo intrecciano queste due dimensioni.
Persino Pina Picierno la Deputata europea della destra Pd (ex Sinistra per il sì, al referendum) ha totalmente solidarizzato con Ilaria Salis, chiedendo, con urgenza, spiegazioni.
Mi ha colpito, indignato, raccapricciato il commento del Rettore dell'Università telematica, Giustino Fortunato, già vicepresidente del Cnel, già segretario generale della Cisl Università e già direttore del fu mitico Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze: Giuseppe Acocella.
Acocella che è un cultore della separazione netta tra diritti sociali e diritti civili (e se la prende sempre, con veemenza, peraltro, anche contro gli ambientalisti, pur moderati...) ha sottolineato: "Il primo errore dell'Onorevole Picierno, basta con i privilegi!". (Nota per Acocella: inutile cancellare come fai di solito i messaggi di cui ti penti, questo è stato letto e commentato da centinaia di persone...)
I privilegi...
I diritti costituzionali dei parlamentari (Articoli 67, 68, 69 della nostra Carta Fondamentale) sarebbero dei... privilegi!
Non stupisce che Acocella, oltrepassando a destra persino la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, sia stato uno dei principali animatori dei c.d. "cattolici per il sì", allo scorso Referendum Costituzionale, memore, magari, del suo ruolo significativo, a fianco di Camillo Ruini, nell'animare il Comitato: "Scienza e Vita".
Che brutta fine, almeno dal mio punto di vista, per uno che aveva cominciato con i Cristiani per il socialismo (fu tra coloro che intervennero nel convegno nazionale di Bologna del settembre 1973) e che, successivamente, aveva animato l'osservatorio sindacale sulla camorra.
Io mi sono formato ad un'altra scuola: opposta a quella di Giuseppe Acocella, quella di Pippo Morelli.
Morelli da segretario nazionale della Fim Cisl e della Flm unitaria animò, pur da credente, l'impegno nei consigli di fabbrica per il NO all'abolizione del divorzio.
Lo motivò in due modi: le visioni della Vita e i valori si testimoniano concretamente, non si impongono agli altri e, soprattutto, il divorzio veniva visto come uno dei vari diritti sociali (e civili) che furono costruiti, rivendicati, difesi, dal movimento dei lavoratori negli anni Settanta.
Altro che divisione tra i diritti!
Per puro caso, oggi mi trovavo a Milano proprio con Eugenio Losco, avvocato di Ilaria Salis, intervistato proprio nell'articolo di Avvenire.
Davvero una cultura sindacale laica, protesa verso il futuro come era quella della Cisl di Pierre Carniti e Pippo Morelli, ma anche, riflettendo in particolare su una forte ispirazione cristiana, vissuta in piena laicità, di Sandro Antoniazzi, è stata mandata al macero.
Siamo ad un analfabetismo di ritorno, civile e sociale, senza precedenti.
Come si fa, infatti, ad essere educatori, addirittura Magnifici rettori, e poi confondere diritti costituzionali con privilegi di casta?
C'è davvero chi si è consegnato, a mio parere, a disvalori conservatori, peraltro tutt'altro che testimoniati concretamente, se si pensa che, proprio nel 1974, Giorgio Almirante, leader del Movimento Sociale Italiano, faceva, con enorme faccia tosta, campagna per il sì all'abolizione del divorzio, pur dopo aver divorziato in Brasile, al fine di sposare "donna Assunta", addirittura nel 1969.
Al peggio, però, non c'è mai fine, tanto che oggi il "Magnifico" Giuseppe "Pino" Acocella, ci ha fatto quasi rimpiangere, con le sue improvvide e pubbliche esternazioni, l'ex funzionario mussoliniano, già Capo di Gabinetto, ai tempi del fascismo, del Ministero della Cultura Popolare.
Francesco Lauria
venerdì 27 marzo 2026
IL TESTO UNICO SULLA RAPPRESENTANZA è ancora ATTUALE????
Sono passati più di 10 anni dalla firma del Testo Unico sulla Rappresentanza (10 gennaio 2014). Ma quelle regole sono ancora in grado di rispondere alle sfide del mercato del lavoro attuale?





.jpg)


.png)








.jpg)

.jpg)