Rileggendo il bellissimo discorso di mia cugina Raffaella Lauria, in occasione dei cento anni del Liceo Dante Alighieri di Bressanone (dove Raffaella è dirigente scolastica) ho riletto una frase di Don Lorenzo Milani, da lei scelta: “il sapere
serve solo per darlo”. (il testo integrale qui:
Questa frase - affermava Raffaella nel suo intervento del centenario - racchiude l’essenza più autentica dell’educazione: la conoscenza non come privilegio individuale, ma come bene da condividere, come strumento per costruire comunità, solidarietà e futuro.
La citazione mi ha fatto venire in mente un passaggio dell’introduzione alla terza edizione del mio volume: “Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana. Don Milani e il mondo del lavoro”, che riprende il discorso svolto dal cantautore e romanziere italo-albanese Ermal Meta, pronunciato a Taranto, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, esattamente a cinquanta anni dalla pubblicazione del testo: “Lettera a una Professoressa”:
“Ho imparato a disobbedire a scuola. Non in senso negativo.
Parlo di disobbedienza culturale. Per disobbedire bisogna conoscere, bisogna sapere, bisogna studiare.
Sono diventato culturalmente, mentalmente disobbediente proprio tra i banchi di scuola, perché ho avuto l’occasione conoscere me stesso, di imparare.
Se avete questa possibilità, e ce l’avete, cercate di imparare il più possibile. Soltanto attraverso la cultura si può imparare a dire dei sì, dicendo di no. Scegliendo la propria dimensione, la propria strada (…)
C’è sempre spazio dentro di noi per tutto quello che è stato e quello che c’è.
La cultura fondamentalmente è questo: crearsi dei varchi nella vita, come tante piccole finestre. Più cose sai, più finestre hai attraverso le quali guardare il mondo (…)
Bisogna essere migliorativi: se non si è migliorativi si tende a fare del male al pianeta in cui viviamo.
Quando dico pianeta intendo anche le persone che ci stanno intorno: il mondo siamo noi, siamo migranti del tempo.
Attraversando questo tempo, dietro di noi lasciamo delle tracce e il modo migliore per lasciare tracce è il cuore delle persone, le loro menti, i destini degli altri (…)
Fate in modo, ragazzi, di non
sprecare nemmeno un’ora del vostro tempo.”
Il fine dell’istruzione (ma con la formazione sindacale e l'educazione degli adulti non peschiamo molto lontano NdR), continuava Raffaella Lauria, è, pertanto, rendere ciascuno capace di dedicarsi al prossimo e di prendersi cura della realtà che lo circonda.
In questo senso - continuava Raffaella - la scuola può essere paragonata a ciò
che la biologa/ecologa canadese, Suzanne Simard definisce “l’intelligenza
del bosco”.



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