sabato 17 gennaio 2026

GLI OCCHI DI SANDRO CI SARANNO A FIRENZE. PER LA CONVERSIONE DELLO SGUARDO DI OGNI SINDACALISTA

 

Sono passati sei mesi dalla scomparsa di Sandro Antoniazzi.

E' davvero difficile spiegare con le parole il suo sguardo dotato di una intelligente dolcezza, il suo grande cuore.

Faremo in modo, non solo attraverso il suo ricordo, per cui Bruno Manghi ci ha già fatto avere alcune riflessioni, che il suo sguardo mai banale, i suoi occhi mai spenti, mai stanchi di credere, ci siano a Firenze, il 31 gennaio, in occasione dell'incontro: "Rigenerare democrazia".

Sandro Antoniazzi (1940 – 2025) è stata una figura storica del sindacalismo italiano, nota anche al di fuori del sindacato stesso per il suo impegno civile e sociale.
Antoniazzi ha dedicato oltre trent'anni alla CISL (e prima alla Fim-Cisl), ricoprendo incarichi di vertice: 
Segretario Generale della CISL Milano: dal 1979 al 1988.
Segretario Generale della CISL Lombardia: dal 1988 al 1992.
Nel 1997 è stato il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, sfidando Gabriele Albertini. Successivamente è stato consigliere comunale dal 2001 al 2006. 
Oltre al sindacato, ha guidato importanti istituzioni milanesi:
Presidente del Pio Albergo Trivulzio (sostituendo il "mariolo" Chiesa) (1992) e della Fondazione San Carlo (1994).
Membro della Commissione "Iustitia et Pax" della Diocesi di Milano.
Fondatore del sindacato inquilini Sicet e dell'associazione Comunità e Lavoro, oltre che della rivista Politica e Amicizia. E di tante, tantissime altre opere, a partire dal "Centro Operaio" negli anni sessanta (tra Sesto San Giovanni e Milano) proprio con Bruno Manghi e Giovanni Bianchi.
È scomparso nel luglio del 2025 all'età di 85 anni. 
Il suo pensiero è raccolto in numerose pubblicazioni, tra cui Lettera ai lavoratori (2014); ricordiamo inoltre il volume Cura e democrazia (2023 che ispira la prima parte dei lavori del 31 Gennaio) Non si può, ovviamente, dimenticare, il suo lascito, la splendida autobiografia: "Combattere la bella battaglia". (2025).
Ripartiamo, seguendo il gradito e opportuno suggerimento della moglie Lea, proprio dalle parole di Sandro, che, concludendo la sua autobiografia, prima dell’appendice, riassumeva l’essenzialità dello spirito del sindacalista:

I lavoratori sono i mandanti e il sindacalista non è un superiore, ma un lavoratore tra i lavoratori, qualcuno che è al servizio dei lavoratori.

La sua si può ben definire una missione, oserei dire una missione messianica: il sindacalista va tra i lavoratori, in mezzo alla gente, e porta un messaggio di solidarietà, giustizia, speranza, convivenza fraterna, che sono tutti beni messianici, quelli della terra promessa.

Per questo essere sindacalisti è un motivo di orgoglio che convive con l’apprezzamento e la considerazione da riservare alla classe lavoratrice, a cui il sindacalista appartiene.”

Per parte mia telefonata non dimenticherò la nostra ultima telefonata, drammatica e dolce allo stesso tempo, il filo flebile della voce:

"Francesco, sta venendo l'ambulanza per portarmi all'Hospice. Saluta gli amici, sono contento, sai, di aver finito il libro. Proprio contento".

Io che sono sempre solo un fiume di parole ho solo balbettato un: "Grazie Sandro, ti voglio bene!".

Le ultime parole che ho ascoltato da Sandro sono state, sempre con un filo minimo della voce: "Anch'io".

Non scenderà il silenzio. E la morte, Sandro, non: "avrà l'ultima Parola".

Te lo prometto.

Francesco Lauria

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