Intervento in vista del seminario nazionale: "Rigenerare Democrazia" (info: https://sindacalmente.org/content/firenze-idee-per-rigenerare-sindacato-e-democrazia/) di Stefano Viviani (per moltissimi anni operatore della Filca Cisl nel territorio della Garfagnana -Lucca -, tra i referenti delle Pastorali Giovanile e del Lavoro della Diocesi di Lucca. Oggi continua, in altra organizzazione, la sua passione per le persone e per la loro cura e tutela sindacale).
Spesso si parla di partecipazione, di centralità della persona e di democrazia nei luoghi di lavoro, ma tra le parole e le pratiche quotidiane si apre una distanza profonda.
In molti contesti emerge una forte ipocrisia: si proclamano ascolto e condivisione, ma poi le persone non vengono realmente coinvolte, né rispettate.
La partecipazione diventa uno slogan, svuotato di contenuto, mentre le decisioni restano concentrate e opache.
Anche il richiamo alla dottrina sociale della Chiesa, che mette la dignità della persona al centro, rischia di ridursi a una formula astratta, se non è accompagnato da relazioni giuste e da comportamenti coerenti.
La persona, allora, diventa una chimera: evocata a parole, ma ignorata nei fatti. Ciò che sembra contare davvero è solo la carriera individuale, il raggiungimento di obiettivi personali, spesso perseguiti a scapito degli altri. In questo modo si svuota non solo la partecipazione, ma anche il senso stesso di comunità.
Rigenerare la democrazia significa allora partire da qui: dalla coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, dal rispetto concreto delle persone e dalla capacità di costruire relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla giustizia.
E' quindi importante riflettere sul rapporto tra ecologia e democrazia: al cuore di una partecipazione che generi futuro.
L'enciclica "Laudato si’" di Papa Francesco ci ricorda che la crisi ecologica non è solo una questione ambientale o tecnica, ma una crisi profondamente morale, sociale e politica.
Come vi si legge:,
«Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale» (LS 139).
Questo significa che il modo in cui trattiamo la terra è intimamente legato al modo in cui costruiamo le nostre relazioni, le nostre istituzioni e la nostra democrazia. Terra e comunità umane condividono lo stesso destino, perché vivono di legami e di interdipendenza.
Non è un caso che la 50ª Settimana Sociale dei cattolici in Italia, del 3 al 7 luglio 2014 celebrata a Trieste, abbia scelto come titolo: “Al cuore della democrazia”.
Trieste, città di confine e di dialogo, ci ha ricordato che la democrazia non è solo un insieme di regole, ma una pratica viva di ascolto, inclusione e partecipazione. Una democrazia che non coinvolge le persone, soprattutto sui temi decisivi per il futuro, rischia di svuotarsi.
La Laudato si’ denuncia con chiarezza il paradigma tecnocratico, che pretende di risolvere problemi complessi affidandosi solo alla tecnica e all’efficienza, escludendo il confronto democratico.
Papa Francesco ci ha avvertito:
«La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia» (LS 189).
Qui si inserisce in modo forte anche il messaggio di Fratelli tutti, che mette al centro il valore della politica come servizio e della democrazia partecipativa.
Sempre Papa Francesco ha affermato con decisione (riecheggiando Paolo VI):
«La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità» (FT 180).
In questa enciclica, rivolta non solo ai credenti, il precedente Papa ci ha messo in guardia contro i populismi, gli individualismi e gli autoritarismi tecnocratici, che concentrano il potere e riducono i cittadini a spettatori. Senza dialogo e senza partecipazione, la democrazia perde la sua anima.
Per questo si ricorda che: «La vera saggezza suppone l’incontro con la realtà» (FT 47), e che tale incontro passa sempre dall’ascolto reciproco.
Come è emerso anche a Trieste, non può esserci transizione ecologica senza transizione democratica.
Lo ha sottolineato il professor Marco Deriu: includere nuove soggettività, riconoscere le relazioni di interdipendenza, creare spazi di partecipazione reale è oggi essenziale per affrontare le sfide ambientali e sociali.
La Laudato si’ e Fratelli tutti ci invitano a non avere paura di questa sfida, ma a riconoscerla come un’opportunità per ripensare la politica come cura, responsabilità e costruzione condivisa del bene comune.
Come ci ha ricordato Papa Francesco: «Tutto è connesso» (LS 91).
Ecologia e democrazia, allora, non sono due strade parallele: o crescono insieme, o insieme si indeboliscono.
Ed è proprio da questo legame, emerso con forza al cuore della Settimana Sociale di Trieste, che può nascere una democrazia capace di futuro.
Nessun commento:
Posta un commento