venerdì 6 febbraio 2026

MATTIA SCOLARI (CUB MILANO): "DIRITTO AL CONFLITTO", NO AL SINDACATO APPARATO. UN MOVIMENTO DI LAVORATORI PROTAGONISTA NELLE LOTTE SOCIALI (Firenze, 31 Gennaio)




Mattia Scolari, segretario generale della Cub di Milano, è una persona a cui sarò grato per tutta la vita.
Quando tutti sparivano e venivano scelte dalla Cisl nazionale per le mie audizioni disciplinari o date impossibili (meno di 24 ore di preavviso mentre mi trovavo per lavoro all'estero) o proprio le date e gli orari in cui la mia avvocatessa era impossibilitata a partecipare, Mattia c'era.

C'era, partendo all'alba da Milano per Roma, per essere al mio fianco in Via Po nel confrontarmi con il non iscritto alla Cisl ex Presidente del Caf Nazionale Danilo Battista e con il responsabile del personale di Via Po e Presidente di Unitas Spa Alessandro Spaggiari.


Al di là della mia vicenda personale sono proprio contento che, facendo tesoro delle relazioni precedenti, Mattia Scolari abbia concluso con una bellissima relazione (unico a rispettare alla lettera i tempi assegnati, nemmeno io l'ho fatto...) l'intesa giornata di Firenze e il convegno: "Rigenerare Democrazia", lo scorso 31 gennaio.

Mattia ci allarga lo sguardo e ci racconta delle nuova linfa del sindacalismo negli Stati Uniti (a partire dal settore dell'automotive) ricordandoci anche il fatto che Tiziano Treu scriveva, negli anni Settanta, che la nostra Costituzione riconosca il: "diritto al conflitto".
Certo un conflitto pacifico e nonviolento, ma un conflitto che nasce da un sindacato partecipato e democratico al proprio interno.

Ma quale sindacato, quale sindacalista e quale sindacalismo nel tempo della frammentazione assoluta e pervasiva del lavoro?
Mattia Scolari segue in particolare i settori del commercio e del turismo, due ambiti in cui i diritti sono calpestati e la sindacalizzazione è difficile e scarsa.

Ascoltatelo.

Penso ai vigilantes che lo buttano spesso fuori o lo portano via di peso dalle aziende, anche a causa delle ristrettissime possibilità di agibilità nei luoghi di lavoro per i sindacati di base in Italia, e che gli dicono, sottovoce: "Bravo, piacerebbe anche a me essere difeso da sindacalisti così!".

Il sindacalista milanese ci parla anche del "ricatto implicito" degli enti bilaterali e dei servizi.
Per mia formazione non sono contrario a prescindere alla bilateralità (quando è "nuovo mutualismo" non "droga" per il sindacato) e penso anche che si possano ripensare i servizi individuali in forme: "collettivizzanti".
Ma è un fatto che ormai le risorse per il sindacato sempre di più vengono non dagli iscritti, ma da elementi esterni che, inevitabilmente, ne minano l'autonomia e la trasparenza, favorendo un sindacato che è mero apparato, non movimento. 
Condizionando, ovviamente, anche l'efficacia della contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro.

E' indubbio anche che ci voglia finalmente una buona legge sulla rappresentanza e che si debba applicare pienamente l'articolo 39 della Costituzione (e il 49 sui partiti politici) e Mattia Scolari, a Firenze, ce lo ha spiegato benissimo.

Di fronte al tentativo di ridurre il diritto di manifestazione e al dissenso con nuovi pericolosi (anche se non ancora del tutto compiuti, per fortuna) decreti sicurezza, rilanciamo un'alternativa radicale e convinta.

Oggi sono, purtroppo solo idealmente, con Mattia e con la Cub alla manifestazione nazionale a Milano che inizierà alle ore 15: "contro queste Olimpiadi".


Non siamo, ovviamente, contro l'idea delle Olimpiadi in sè, anzi, sappiamo bene quanto dovrebbero rappresentare un: "messaggio di Pace".
Ma siamo contro quello che hanno rappresentato e rappresentano in questa ingorda "società dello scarto", in questa terribile economia di guerra.
Non messaggio di fratellanza e cooperazione, ma strumento di sfruttamento: del lavoro, dell'ambiente, della casa, della Vita.

Abbiamo ancora: "il coraggio di volare" che ci ha insegnato decenni fa, proprio a Milano e da Milano, Pierre Carniti.


Come ha ricordato Mattia a Firenze, operiamo nella concretezza dell'amore come ci ha insegnato Padre Camillo Torres (anche al di là di sue scelte individuali operate in contesti diversissimi dal nostro...)

Gridavamo all'inizio degli anni 2000 dopo lo scempio del G8 di Genova, lo urliamo oggi, senza alcuna violenza (a parte quella che subiamo dal potere), ma con grande, ostinata determinata convinzione:

"Un'altra Milano, un'altra Italia, un altro Mondo sono possibili. 
E necessari!"

Francesco Lauria

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