Sono felice di poter essere a Roma oggi, in presenza.
Le vicenda delle 150 ore per il diritto allo studio nella capitale, a partir dalle periferie, come ho scritto in tutte le tre edizioni del mio volume su questa grande esperienza sindacale e formativa di massa, è assolutamente peculiare.
Essa ha riguardato in particolare alcuni temi specifici: dall'emergenza abitativa, alla questione della salute e sicurezza/ambiente, fino all'esperienza delle 150 ore all'Università Sapienza che si conclusero bruscamente, a seguito della celeberrima cacciata del leader della Cgil Luciano Lama dall'Università, ad opera dei c.d. "indiani metropolitani" nel 1977.
Ricostruire, con rigore e documentazione, questa storia, radicalmente riformista che ha permesso ad oltre un milione e mezzo di italiani ed italiane (ma anche di immigrati e immigrate) di raggiungere un titolo di studio, ma non solo anche di "imparare a suonare il clavicembalo" è importantissimo.
E' semplice perdere, smarrire la memoria delle vicende di "costruzione collettiva del bene", mentre i conflitti, persino le sconfitte (pensiamo alla marcia dei quadri Fiat del 1980) si ricordano più facilmente.
Sulle 150 ore, in infame regime di sospensione cautelativa da parte della Cisl, ho svolto la mia ultima lezione universitaria, a Bologna, il 13 ottobre scorso, peraltro durante l'occupazione dell'ateneo.
Il titolo della lezione, nell'ambito del corso del Prof. Emanuele Leonardi, concordato con le ragazze e i ragazzi occupanti è stato, carnitianamente, "Il sapere non ha padrone".
Il prossimo 23 febbraio, in altro corso e con altri studenti e studentesse si replica, sempre con la formula della lezione aperte.
Spero che venga qualche smemorato dirigente della Cisl che, in ambito formativo, neanche tanto tempo fa disse: "Le 150 ore, ma quella non era roba da Cgil?"
L'esperienza emancipatoria dell'educazione degli adulti, in realtà, è stata, insieme alla mobilitazione per la salute in azienda, l'esperienza maggiormente unitaria del sindacalismo italiano.
Dentro alle 150 ore ci sono le intuizioni di Pierre Carniti (con Bruno Manghi, Paola Piva e Pippo Morelli), l'esperienza internazionale di Bruno Trentin, l'intuizione del rapporto con la dimensione di lavoratore-cittadino di Giorgio Benvenuto, ma anche Paolo Freire e la sua pedagogia degli oppressi, Ivan Illich con la sua radicale "descolarizzazione della società", Don Lorenzo Milani e il suo silenzio che, nell'esilio, insieme a bambini e bambine, diventa voce, c'è Antonio Gramsci e il suo invito a studiare andando oltre ogni indifferenza per trasformare la società.
Tutto questo dirigenti sindacali culturalmente analfabeti e un po' fascistoidi non lo possono certo comprendere.
Ragazzi e ragazze che hanno a cuore, non solo il passato e la memoria, non solo le radici, ma anche il proprio e altrui futuro, sì.
Francesco Lauria
P.S. Del seminario mattutino di oggi verrà effettuata una registrazione, in modo da poterla mettere dopo a disposizione sulla pagina YouTube della SISLav. Il link G.Meet permetterà eventualmente anche di seguire il seminario in diretta: meet.google.com/zkq-hbft-ozr .

.png)
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento