La prima volta che sentii parlare dei "MagnaCucchi", così come li definiva in maniera spregiativa Giancarlo Pajetta (con il loro Movimento dei lavoratori italiani e il giornale Risorgimento Socialista) fu molti anni fa.
Poi approfondii la figura in particolare, di Valdo Magnani ( https://it.wikipedia.org/wiki/Valdo_Magnani ) in occasione del centenario di Lucio Libertini (che aveva aderito in gioventù al gruppo dei "MagnaCucchi") evento che molto è stato celebrato a Pistoia.
La storia di Valdo Magnani, partigiano (decorato e medagliato sia dall'Italia che dalla Jugoslavia), già segretario generale della federazione provinciale di Reggio Emilia del PCI, una delle più potenti d'Italia, è bellissima, durissima, terribile e poi rigenerativa, quasi commovente.
Una storia italiana, ma anche emiliana, reggiana, europea, che oggi ho potuto conoscere meglio grazie alla bellissima trasmissione del mio amico Mirco Carrattieri, su Wikiradio.
Magnani che, era cugino primo di Nilde Jotti, fu definito da Togliatti: "un pidocchio" e, insieme ad Aldo Cucchi, espulso dal Partito Comunista, quando, pubblicamente, si schierò contro l'influenza sovietica sul comunismo italiano.
E' il gennaio del 1951 e a Reggio Emilia, al settimo congresso provinciale del Pci, Magnani conclude il suo memorabile discorso con una riflessione a titolo personale che sconvolge tutto e tutti: sottolinea che ci si debba difendere da qualsiasi invasione, compresa quella sovietica.
Uno scandalo incredibile che porta alle dimissioni dal Partito di Magnani e Cucchi (respinte) e, appunto, alla loro ignominiosa e violenta espulsione dal Pci.
La biografia di Magnani e Cucchi evolve con la nascita del Movimento dei lavoratori italiani che nasce tra accuse di tradimento e disprezzo, ma che, in realtà, è fondamentale, l'anno dopo, il 1953, per non far scattare (di pochissimo) il meccanismo del premio di maggioranza ideato dalla Dc e da De Gasperi.
Cucchi e Magnani hanno creduto in un socialismo radicale indipendente e per Magnani valgono anche l'educazione cattolica (uno dei suoi fratelli era stato ordinato sacerdote sempre a Reggio Emilia) e la formazione familiare del socialismo utopistico "prampoliniano".
Grazie all'incontro con i socialisti autonomisti (compreso Ignazio Silone) e con la piccola compagine cristiano-sociale guidata dall'ex costituente Gerardo Bruni: nasce l'USI (L'Unione dei Socialisti Indipendenti).
Magnani entrerà poi nella sinistra del Psi e, dopo una lunga e complicata negoziazione, tornerà nel Pci, nel 1962.
Per anni rimarrà relegato ai margini, fino ad una vera e propria rinascita personale e politica nel movimento cooperativo.
Magnani si impegnerà nella cooperazione in tutta Europa (all'Ovest e all'Est) fino a divenire, nel dicembre del 1977, presidente nazionale della LegaCoop.
In quegli anni si adopererà molto sul rapporto tra impresa e utilità sociale: in una riflessione/azione sull'ibridazione del socialismo e del capitalismo sociale di mercato attraverso la programmazione economica e democratica.
Bellissimo è il ricordo di Mirco Carrattieri del convegno nazionale su Valdo Magnani che si svolge a Reggio Emilia, proprio pochi giorni prima della caduta del muro di Berlino.
Sarà Giancarlo Pajetta, questa volta, a Reggio Emilia, ad essere pubblicamente contestato, un segno della storia che evolve...
Ma di Valdo Magnani mi ha colpito profondamente la terribile e giovanile storia d'amore.
Egli, nel 1943, conosce e si innamora in Jugoslavia di Krunica Sertic, militante comunista.
Torna in Italia, ma promette a lei e a se stesso che si recherà di nuovo in Jugoslavia e la sposerà.
Così farà e, nel 1947, Valdo e Krunica si sposeranno a Sarajevo.
La felicità durerà pochi giorni, giunti a Belgrado Krunica si fermerà (o sarà costretta a farlo...), per ragioni politiche. Il matrimonio tra i due si rivela impossibile: è prossima la rottura tra Tito e Stalin che verrà ufficializzata l'anno successivo.
I diari di Valdo, tornato solo a Venezia, ci racconta Mirco, soni disperati e desolati.
Magnani dirà a tutti che Krunica è morta, ma sarà solo un falso velo su un dolore vero, straziante.
Krunica morirà, in realtà, nel 1982, proprio come Valdo Magnani.
Il comunismo di Stato e la Jugoslavia resisteranno meno di un decennio, ma la politica e l'ideologia erano già riusciti a frantumare un amore bellissimo, nato tra i boschi della guerriglia partigiana, un amore per cui Valdo Magnani aveva imparato anche il serbo croato.
Si, perchè, Magnani parlava quella lingua per amore, non perchè, come falsamente fu accusato dai comunisti stalinisti della sua città, fosse un agente al soldo di Tito.
O peggio, dell'imperialismo.
Credeva, lottava e amava solo per un mondo migliore.
Radicalmente Socialista.
Ma Democratico.
ASCOLTA L'INTERA TRASMISSIONE DI MIRCO CARRATTIERI SU WIKIRADIO:
Francesco Lauria
P.S. Sì, nella mia piccola vicenda personale, legata alla Cisl, forse, ancora non sono stato definito un: "pidocchio", ma diamo tempo al tempo... Togliatti è morto da un bel po! :-)





Nessun commento:
Posta un commento