lunedì 12 gennaio 2026

FIRENZE 31 GENNAIO: SIMONA LAING E IL "COSTO DI ESSERE SCOMODA"

Il 31 Gennaio prossimo la sessione mattutina del convegno: "Rigenerare democrazia" che si svolgerà a Firenze dalle 10 alle 17, sarà introdotta e moderata da Simona Laing, dirigente di lungo corso nell'ambito delle farmacie pubbliche e private.

Tutte le informazioni sull'incontro e per l'iscrizione ad esso possono essere ritrovate sui siti: www.sindacalmente.org; www.il9marzo.it; www.prendereparola.it; www.cubmilano.org 

Ma chi è Simona Laing?

  • Manager e dirigente: ha ricoperto ruoli di vertice in aziende farmaceutiche pubbliche o partecipate, occupandosi di gestione strategica, riorganizzazione, controllo di gestione e sviluppo di servizi innovativi.

  • È stata presidente e amministratore delegato di Farcom SpaLa società che gestisce le farmacie comunali di Pistoia, Direttore Generale presso Farmacap, farmacie comunali di Roma attualmente è Direttore Generale presso le farmacie comunali di Grosseto. 

  • In Toscana è stata nominata coordinatrice della commissione farmacie di Confservizi Cispel Toscana, un ruolo associativo importante per le farmacie pubbliche della regione.

  • Autrice del libro "Burla Ciao" (romanzo no global).

Ma Simona Laing si racconta benissimo da sola in questo video del novembre scorso che ha avuto, su Facebook, migliaia di visualizzazioni.

Un video cui lei stessa da un titolo: "Il costo di essere scomoda" e che può essere visualizzato qui:

Nel video Simona Laing ripercorre la sua incredibile vicenda alla guida delle Farmacie Comunali di Roma (Farmacap).

E’ il racconto di false accuse (tutte archiviate) subite anche da dirigenti e dipendenti di FarmaCap, meri strumenti (ma anche oggettivi protagonisti) della “macchina del fango”, volta, peraltro, a coprire evidenti ruberie.

C’è, nel video, anche una riflessione sui limiti della stampa.

Due i filoni principali toccati: uno legato al tema dell’approccio alla selezione della classe dirigente (persone oneste, capaci, competenti e meritevoli o fedeli, capaci solo di abbassare la testa?), l’altro, legato alla questione delle discriminazioni di genere.

Se Simona fosse stata un uomo le sarebbe successo tutto quello che le è vergognosamente accaduto?

La determinazione della dirigente racconta delle accuse di “mancanza di tenuta” nel ricoprire ruoli dirigenziali, in quanto “donna fragile” e, magari, un po’ isterica.

Una condizione di: "necessaria difesa permanente" che rende difficile semplicemente anche il lavorare.

Simona si rivolge, in solidarietà, alle tante donne come lei: “non mollate!”

Rospi enormi da ingoiare, con altre donne stesse che si accaniscono, ma, nonostante questo, Simona si impegna, anche se c'è ancora oggi chi non le da pace.

E' la lotta per un Paese nuovo che sani a livello culturale, emotivo e sistemico, i deficit evidenti delle organizzazioni pubbliche e private.

Una battaglia in cui donne e uomini devono fare sistema (e: "immischiarsi") per donare, consegnare un mondo più giusto alle nuove generazioni di cittadini/e e lavoratori/lavoratrici.

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