"Quelli che appariranno adesso sono 301 nomi: le donne uccise per femminicidio dal 2023 ad oggi".
Tra quei nomi c'era anche, ovviamente, quello della figlia Giulia.
E papà Gino Cecchettin ha interrotto il suo discorso, ha ceduto alle lacrime.
Non si è vergognato delle sue lacrime, offrendo il braccio ad una Laura Pausini che aveva già incontrato in precedenza.
"Come si può affrontare un dolore così grande?"
Ha chiesto Carlo Conti.
"E' un dolore si vive nell'intimità,
che impari a conoscere nel profondo,
che ti accompagna tutti i giorni
e che sai che, fino all'ultimo dei tuoi giorni,
sarà con te.
Allora è una scelta,
o annichilirti,
o chiuderti
oppure provare a trasformarlo,
e io ho deciso questa seconda strada.
Prendendo ispirazione proprio da Giulia,
che aveva un animo altruista,
che aveva un occhio di riguardo per le persone più fragili,
creando la Fondazione.
Perchè ho pensato che,
se anche a una famiglia si può risparmiare
quel dolore che io ho vissuto,
allora vale la pena di provarci".
Giorgia Cardinaletti, da brava giornalista quale è, ha poi posto a Gino Cecchettin una domanda importante, centrale:
"Un messaggio su cui riflettere è anche: come si riconosce la violenza?"
Ha risposto Gino:
"La violenza si riconosce
perchè avviene prima.
Inizia molto prima di quello che pensiamo.
Inizia quando scambiamo il controllo con l'amore,
quando pensiamo che la gelosia
sia necessaria per la nostra relazione.
Quando non educhiamo al rispetto,
quando, nei silenzi lasciamo passare le battute sessiste,
quando usiamo violenza nelle nostre parole.
Se ci focalizziamo sull'ultimo atto,
perdiamo tutto quello che viene prima.
Prima c'è una cultura che per tanto tempo,
ha giustificato, ha ignorato questo problema.
Noi dobbiamo cambiarla quella cultura,
altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime.
Per cambiare quella cultura
bisogna fare educazione,
bisogna educare al rispetto,
bisogna educare i bambini
a riconoscere le emozioni e a gestirle,
i ragazzi ad accettare un rifiuto.
Bisogna insegnare agli adulti
che non bisogna avere paura della libertà
di una donna.
Bisogna dire loro che: un no è un no.
Ma è un sì che è vera libertà".
Ha chiesto Laura Pausini quale messaggio Gino volesse dare alle donne in ascolto:
"Intanto vorrei dire loro che non sono sole,
ha risposto,
che la loro libertà non è mai negoziabile,
che la responsabilità non è mai di chi
chi subisce una violenza.
E che chiedere rispetto,
non è mai chiedere troppo,
è il minimo.
Però vorrei dire qualcosa
anche agli uomini:
non stiamo facendo la guerra agli uomini,
stiamo facendo la guerra a un maschilismo tossico,
che sta, in qualche modo,
minando la nostra vita.
Quindi, imparare che l'amore
è tutt'altro,
che l'amore
è qualcosa che non ferisce,
non urla, non fa male.
L'amore lascia spazio.
Lascia libera la Vita."
https://www.youtube.com/watch?v=ppMYguyA7Xg



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