Per difendere il diritto di sciopero, bisogna scioperare...
E' un'affermazione che può sembrare banale, ma che ci permette di ricordare che, recentemente, l'Italia è stata condannata dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), organo del Consiglio d'Europa, per aver violato la Carta Sociale Europea, proprio in materia di diritto di sciopero.
Lo sciopero generale di oggi, indetto da molte sigle del sindacalismo di base, a partire dalla CUB, ha un titolo inequivocabile: "Contro il Governo della precarietà e della guerra".
I temi fondamentali alla base della mobilitazione sono quattro:
- emergenza salariale;
- salute e sicurezza sul lavoro;
- riduzione progressiva del welfare, a partire dal diritto alla casa;
- esplosione delle spese militari e promozione di una politica e di una società di guerra.
In Toscana a Firenze, l'appuntamento della mobilitazione, alle ore 10, è fissato in un luogo significativo per mille ragioni: l'ospedale di Careggi.
Un tema cruciale, oltre alla tutela dell'ambiente e della salute, dentro e fuori i luoghi di lavoro, e il sostegno al popolo palestinese, è quello del diritto al dissenso.
A questo aggiungerei il grande tema del diritto alla rappresentanza, soffocata da regole che, di fatto, impediscono ai lavoratori di scegliere i sindacati che vogliono e ai sindacati rappresentativi, al di fuori di Cgil Cisl e Uil e dei firmatari del Testo Unico del 2014, di esercitare quello che è lo strumento principe del movimento sindacale, insieme allo sciopero: la contrattazione collettiva.
Non possiamo, poi, non essere solidali e lottare per il reintegro immediato di Simone Vivioli, segretario nazionale Flmu Cub, licenziato ingiustamente e gravatoriamente da Tim a causa della sua attività sindacale e sociale.
La mobilitazione nelle piazze italiane, pur scontando il solito silenzio mediatico, la criminalizzazione degli effetti sul trasporto pubblico, etc. sarà importante.
Ecco un primo elenco dei presidi e delle manifestazioni, in continuo aggiornamento:


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