28 MARZO 2026, MILANO - CONVEGNO NAZIONALE CUB:
CAOS GLOBALE - ECONOMIA DI GUERRA.
IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI CONTRO LA SVOLTA REPRESSIVA.
ELABORIAMO UNA VISIONE RADICALMENTE ALTERNATIVA.
Terminata la crisi pandemica
internazionale, il mondo si trova di fronte ad una situazione di “caos globale
ed economia di guerra”.
Al declino del vecchio ordine
internazionale post-bellico non ne sta subentrando uno nuovo.
Come risulta ormai evidente, se lo
scontro principale sul mercato mondiale vede due attori principali (Stati Uniti
e Cina) è nei singoli teatri di conflitto regionali – Ucraina, Iran, Palestina,
Venezuela, Cuba ecc… - che possiamo misurare gli effetti più devastanti.
La rincorsa al riarmo e l’aumento
delle spese militari stanno trovando la loro giustificazione proprio in una
ristrutturazione dell’economia mondiale che vede nell’accorciamento politico
delle catene di produzione e di fornitura il loro asse principale.
È in questo contesto, che tutti i
leader mondiali si stanno muovendo – chi in maniera più scomposta, chi in
maniera più silenziosa – per cercare di ritagliarsi un ruolo in un nuovo scenario
che sarà sempre più caratterizzato da un rallentamento degli scambi e da un
aumento delle tendenze protezionistiche/autoritarie.
Il genocidio del popolo palestinese,
il rapimento di Nicolas Maduro ed il bombardamento unilaterale dell’Iran hanno
certificato non solo la fine del “diritto internazionale”, ma il consolidamento
di una condizione di disordine mondiale permanente in cui conteranno
sempre di più le testate missilistiche e le portaerei.
All’interno di questo scenario che
abbiamo provato a descrivere, l’Unione Europea e l’Italia, non fanno alcuna
eccezione.
Basti elencare le principali recenti
scelte: demolizione del redito di cittadinanza, liberalizzazione dei contratti
precari, riduzione delle spese di welfare, aumento delle spese militari ed
ulteriore stretta repressiva contro ogni forma di dissenso.
Al movimento delle lavoratrici e dei
lavoratori si imporranno scelte complicate e che dobbiamo già essere in grado
di discutere.
Sarà sempre più necessario recuperare
una prassi sindacale basata sul valore dell’autonomia non solo dai padroni e
dai partiti, ma anche e soprattutto dai governi, in secondo luogo, l’unico
strumento che ci resta poter contrastare l’offensiva dei padroni e dei loro
governi è la solidarietà fra le classi subalterne e la possibilità di
organizzare una risposta conflittuale che si muova alla stessa altezza delle
nostre controparti.
Le strategie contrattuali non
potranno farsi ingabbiare in un sistema della rappresentanza che, limitando e
sanzionando il diritto di sciopero, è finalizzato a smobilitare una reale
opposizione nei luoghi di lavoro e nella società.
È per cercare di riflettere intorno a
questi problemi e per elaborare una risposta e una visione radicalmente alternativa
che la Cub Nazionale ha deciso di promuovere
un convegno di studi, affidando un blocco tematico ad ogni relatore.
-
Ernesto Screpanti è stato per tanti anni docente di
economia politica all’Università di Siena. È noto a livello internazionale sia
per i suoi contributi intorno ad una riscoperta “libertaria” del pensiero di
Marx, sia per i suoi studi sull’economia mondiale ed i “cicli imperiali”;
-
Piergiorgio Ardeni è professore di economia politica e
dello sviluppo all’Università di Bologna. Negli ultimi anni, ha pubblicato tre
libri che sono alla base delle nostre riflessioni: il primo sulle radici
sociali del populismo, il secondo è uno studio quantitativo sulle classi
sociali in Italia ed il terzo è un’analisi sui motivi dell’arretratezza
dell’economia italiana degli ultimi decenni;
- Eugenio Losco è avvocato penalista tra i più noti
nel nostro paese. Da sempre si distingue per una azione di difesa delle
avanguardie sindacali conflittuali, a cui accompagna una attività di
divulgazione sui contenuti più “nascosti” dei decreti in materia di sicurezza.
Appuntamento a Milano, sabato 28 marzo, dalle ore 10 fino a circa alle ore 16.00, al Circolo Caldara, Via de Amicis 17.

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