giovedì 26 marzo 2026

CAOS GLOBALE - ECONOMIA DI GUERRA. MILANO 28 MARZO: CONVEGNO NAZIONALE CUB. IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI CONTRO LA SVOLTA REPRESSIVA

Per quel che può valere, a Milano, domani, in ascolto ci sarò anche io. 
Qualcuno mi ha accusato di essermi "radicalizzato", tipo estremista islamico. Invece, avendo seguito la preparazione di questo convegno, realizzata da amici giovani che sono cresciuti a pane e Carniti (prima parte...) ritrovo alcuni valori, come quello dell'autonomia dai Governi, che qualcuno sembra avere completamente e tragicamente perduto.
Il convegno è pubblico. Via De Amicis 17 (un circolo orgogliosamente socialista, non di Tupac Amaru...)

                 28 MARZO 2026, MILANO - CONVEGNO NAZIONALE CUB: 

                            CAOS GLOBALE - ECONOMIA DI GUERRA. 

        IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI CONTRO LA SVOLTA REPRESSIVA.

                 ELABORIAMO UNA VISIONE RADICALMENTE ALTERNATIVA.

Terminata la crisi pandemica internazionale, il mondo si trova di fronte ad una situazione di “caos globale ed economia di guerra”.

Al declino del vecchio ordine internazionale post-bellico non ne sta subentrando uno nuovo.

Come risulta ormai evidente, se lo scontro principale sul mercato mondiale vede due attori principali (Stati Uniti e Cina) è nei singoli teatri di conflitto regionali – Ucraina, Iran, Palestina, Venezuela, Cuba ecc… - che possiamo misurare gli effetti più devastanti.

La rincorsa al riarmo e l’aumento delle spese militari stanno trovando la loro giustificazione proprio in una ristrutturazione dell’economia mondiale che vede nell’accorciamento politico delle catene di produzione e di fornitura il loro asse principale.

È in questo contesto, che tutti i leader mondiali si stanno muovendo – chi in maniera più scomposta, chi in maniera più silenziosa – per cercare di ritagliarsi un ruolo in un nuovo scenario che sarà sempre più caratterizzato da un rallentamento degli scambi e da un aumento delle tendenze protezionistiche/autoritarie.

Il genocidio del popolo palestinese, il rapimento di Nicolas Maduro ed il bombardamento unilaterale dell’Iran hanno certificato non solo la fine del “diritto internazionale”, ma il consolidamento di una condizione di disordine mondiale permanente in cui conteranno sempre di più le testate missilistiche e le portaerei.

All’interno di questo scenario che abbiamo provato a descrivere, l’Unione Europea e l’Italia, non fanno alcuna eccezione.

Basti elencare le principali recenti scelte: demolizione del redito di cittadinanza, liberalizzazione dei contratti precari, riduzione delle spese di welfare, aumento delle spese militari ed ulteriore stretta repressiva contro ogni forma di dissenso.

Al movimento delle lavoratrici e dei lavoratori si imporranno scelte complicate e che dobbiamo già essere in grado di discutere.

Sarà sempre più necessario recuperare una prassi sindacale basata sul valore dell’autonomia non solo dai padroni e dai partiti, ma anche e soprattutto dai governi, in secondo luogo, l’unico strumento che ci resta poter contrastare l’offensiva dei padroni e dei loro governi è la solidarietà fra le classi subalterne e la possibilità di organizzare una risposta conflittuale che si muova alla stessa altezza delle nostre controparti.

Le strategie contrattuali non potranno farsi ingabbiare in un sistema della rappresentanza che, limitando e sanzionando il diritto di sciopero, è finalizzato a smobilitare una reale opposizione nei luoghi di lavoro e nella società.

È per cercare di riflettere intorno a questi problemi e per elaborare una risposta e una visione radicalmente alternativa che la Cub Nazionale ha deciso di promuovere un convegno di studi, affidando un blocco tematico ad ogni relatore.

-         Ernesto Screpanti è stato per tanti anni docente di economia politica all’Università di Siena. È noto a livello internazionale sia per i suoi contributi intorno ad una riscoperta “libertaria” del pensiero di Marx, sia per i suoi studi sull’economia mondiale ed i “cicli imperiali”;

-         Piergiorgio Ardeni è professore di economia politica e dello sviluppo all’Università di Bologna. Negli ultimi anni, ha pubblicato tre libri che sono alla base delle nostre riflessioni: il primo sulle radici sociali del populismo, il secondo è uno studio quantitativo sulle classi sociali in Italia ed il terzo è un’analisi sui motivi dell’arretratezza dell’economia italiana degli ultimi decenni;

-           Eugenio Losco è avvocato penalista tra i più noti nel nostro paese. Da sempre si distingue per una azione di difesa delle avanguardie sindacali conflittuali, a cui accompagna una attività di divulgazione sui contenuti più “nascosti” dei decreti in materia di sicurezza.

Appuntamento a Milano, sabato 28 marzo, dalle ore 10 fino a circa alle ore 16.00, al Circolo Caldara, Via de Amicis 17.

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