Anni '70: Mario Tommasini
"Di impossibile non c'è niente! Va beh?
Di impossibile non c'è niente!
Perciò anche il manicomio si può trasformare, cambiare, distruggere!"
Primi anni 2000: Mario Tommasini
"Noi lavoriamo per la nostra felicità e per la felicità anche degli altri.
Perchè si vive meglio in una città dove sia più la felicità che i mugugni, la depressione e la sfiducia".
Niente di scritto è paragonabile alla voce e al volto unici, popolarmente parmigiani nel mondo, di Mario Tommasini: "Eretico per Amore":
https://www.facebook.com/reel/1594920798477478
Chissà, mi sono chiesto se, con i social, specialmente lo spezzone degli anni Settanta, sarebbe stato sommerso di insulti, incredulità, inviti ad andare a lavorare o a finire nel manicomio stesso (in questo caso quello di Colorno, ilpaese di origine di mia madre, occupato da Tommasini, chiuso con la riforma di Franco Basaglia).
Chissà, mi sono chiesto, quanto lo avrebbero preso in giro sui social per il suo credere nella politica come ricerca e ottenimento (individuale e collettivo) della felicità.
Mario è morto venti anni fa, nel 2006, ha solo sfiorato l'era dei social.
A Parma c'è una mostra bellissima, prorogata fino al 10 maggio, in cui si può riscoprire COME fu occupato il manicomio (ma anche il brefotrofio) e cosa si è proposto per restituire quella felicità che era stata tolta anche ai "brutti, matti e cattivi".
In queste settimane ho paragonato l'impegno del 1998 a favore di Mario Tommasini, eretico della sinistra per amore, alla campagna per le primarie di Giovanni Capecchi.
L'ho fatto convintamente, ben sapendo che nessuno è perfetto, non lo era nemmeno Mario che ha passato la vita a liberare gli oppressi, non solo nella sua Parma, ma fino all'Africa.
Ieri sera, conversando con Lavinia Ferrari, la ragazza 24enne (appena compiuti!), pistoiese nel mondo, che ha introdotto e presentato il comizio finale per le primarie del centrosinistra di Giovanni Capecchi, in Piazza Spirito Santo, di fronte a circa mille persone ce lo siamo detti negli occhi: "nessuno/a è perfetto".
Proprio per questo esiste l'incontro con l'altro/a, quel NOI che Giovanni ha saputo declinare in maniera magistrale (e che era tanto caro anche a un grandissimo leader come Mario Tommasini), affermando, in tempi di machismo celodurista di ritorno, che: "IO senza VOI, senza il NOI, non sono NESSUNO!".
Poteva dire: "non sono abbastanza". Ha detto, più radicalmente: "non sono nessuno".
L'intervento di Lavinia Ferrari è stato postato (non tutto in verità) sui social e ha avuto migliaia di visualizzazioni.
Eccolo qui: https://www.facebook.com/reel/


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