sabato 30 maggio 2026

LE ORGANIZZAZIONI NON PERDONO MAI? INSIEME OGNI RIVOLUZIONE E' POSSIBILE.

IL PROCESSO CONTRO IL LICENZIAMENTO POLITICO, GRAVATORIO, DISCRIMINATORIO E ILLEGITTIMO DELLA CISL (dopo venti anni di impegno e passione) E' FINALMENTE FISSATO, A FIRENZE, PER IL 21 OTTOBRE 2026.


Ho riflettuto se scrivere oggi di questa vicenda visto che, almeno in parte, sono di nuovo in un complicato turbine di ricerca di giustizia e verità.
Ma, come è noto, non sono incline al silenzio e all'opportunismo.
In realtà, il processo del lavoro è stato fissato mentre ero a compiere il Cammino di Santiago, una ventina di giorni fa.
E' un atto, il primo di una lunga strada, per carità, che ho lungamente atteso e preparato.

Voglio innanzitutto ringraziare i tantissimi firmatari degli appelli collettivi e individuali a mio nome: da Romano Prodi e Tiziano Treu, fino a tante Rsu, operai e operaie che ho contribuito a formare nelle aule del Centro Studi Nazionale Cisl di Fiesole, ma anche sul territorio, macinando, negli anni, decine di migliaia di chilometri, incontrano migliaia di volti, di persone che, GRATUITAMENTE, impiegavano il loro tempo a sostegno di lavoratori e lavoratrici, per un'idea di giustizia, associazione, contrattazione, partecipazione.

Voglio ringraziare le mie avvocate che con me hanno la pazienza di Giobbe.
Ringrazio Mattia Scolari, segretario generale della CUB Confederazione Unitaria di Base, ma con sangue fimmino nelle vene, che da Milano è sceso a Roma, a difendermi, quando tutti scappavano per la paura, per l'asimmetria di potere, per la certezza di una ritorsione.

Ringrazio D. che, da donna e da sindacalista, più con il silenzio che con le parole, mi ha insegnato (e devo ancora imparare tanto) che la mia ferita, pur grande, non era l'unica, anzi.
Che se si incontra davvero l'altro/a, bisogna ascoltarlo con cura, non basta certo pensare al suo posto, magari in buona fede.
Che non sempre si possono avere tutte le risposte e che ESSERE è più importante e viene prima del FARE.
Quando penso al privilegio, non solo in Italia, ma in tutta Europa, di aver incontrato e formato, in molti anni, così tanti sindacalisti, penso, senza alcuna retorica, a quanto ho ricevuto da loro, a quanto mi ha cambiato l'incontro, magari anche la discussione franca, con loro.
Con chi fa sindacato prendendo ferie, o la sera, dopo un turno in cartiera di otto ore, o, al contrario, dopo averne lavorato solo quattro in un supermercato, perchè subisce, magari da donna, un part time del tutto involontario con un mutuo da pagare e un figlio da crescere da sola.
Penso agli invisibili, un esempio: i lavoratori indiani, che, nella grande e civilissima Milano, lavoravano nel cantiere del consolato Usa, pagati due euro all'ora.
Ripeto: a Milano, dove un caffè ormai costa due euro, pagati due euro l'ora.
Penso a Luana d'Orazio e a quell'orditoio, degno dell'Ottocento e che, invece, ha straziato, a pochi chilometri da casa mia, una giovane donna lavoratrice, di poco più di vent'anni nei "furiosi anni Venti" del Duemila.
Penso, con riconoscenza, alle quasi cento persone che, da tutta Europa, hanno contribuito alle mid spese legali: c'è chi ha versato 3 euro e chi ne ha versato 300, io sono grato a tutti/e, in egual misura.
Allora, presto, con tutto questo nel cuore, spero di poter partire per un lungo viaggio nel nostro paese che racconterà il lavoro povero, sfruttato, irregolare.
Racconterà anche i sogni e i volti, i progetti, la voglia di riscatto, il "salvarsi insieme" che, citando Don Lorenzo Milani, non è solo politica, è anche sindacato.
Quello vero.

Da quasi un anno subisco una enorme macchina del fango, cui si sono opposti tanti bravi giornalisti e giornaliste: penso a Tommaso Rodano (per primo ) del Fatto Quotidiano, a Tommaso Pucciarelli di Repubblica, a Daniela Preziosi de Il Domani, a Luciana Cimino de Il Manifesto, ad Alberto Vivarelli di ReportQ, unica testata pistoiese e toscana a rompere il muro di silenzio intorno a me. Ma non scorderò mai anche le interviste per Rosso Fastidio e Radio Onda d'Urto.
Come è noto, sono finito, con risalto, e foto AI con Giorgia Meloni e Daniela Fumarola, anche su Dagospia e la cosa mi ha strappato, tra le lacrime, un lungo sorriso.
La macchina del fango si mosse, scientifica e menzognera amche quando rinunciai, dopo sette pazzeschi lodi avversi, ad altri trenta procedimenti ai probiviri.
Subito arrivò la sentenza: "Lauria per ritirarsi ha sicuramente preso soldi, magari un cinquantone.."
Eccomi, invece, (certamente più povero e senza alcun cinquantone) ancora qui, a testa alta, a combattere la buona battaglia per il buon lavoro e per la dignità e il benessere di lavoratori e lavoratrici.
Per la mia di dignità di lavoratore del sindacato e rappresentante dei lavoratori e delle lavoratrici del sindacato.
Senza paura, ma con Amore e, spero, valore e valori.

In un bellissimo articolo dedicato alla mia battaglia/vicenda il blog www.il9marzo.it circa sei mesi fa, fu commovente, ma realista.
Scrissero che, purtroppo, le organizzazioni, rispetto alle persone, non perdono mai, perchè le persone, al contrario delle organizzazioni, non sono cose.
Perchè le organizzazioni, da cose, non perdono mai il sonno, la speranza, perchè, le organizzazioni, non abbandonano mai il potere anche a costo di calpestare violentemente ogni umanità.
Tutto ciò, purtroppo, è vero, perchè da soli non ci si salva, quasi mai.
E' questo il motivo per cui è nato e si è sviluppato il sindacato, un "fare-essere giustizia insieme".
E proprio per questo, il prossimo 21 ottobre mattina, al Palazzo di Giustizia di Firenze so, per certo, che non sarò solo.
Porterò con me il ricordo di Luana e di tutti quanti mi hanno insegnato, nel mio, omrai lungo, cammino di vita e professionale che ogni, piccolo passo di una singola persona verso la dignità è una rivoluzione/rivolta opportuna e importante per tutti/e e per ciascuno/a.
Come ci insegna oggi il Vangelo di Giovanni, non occorre "condannare il mondo", ma "salvarci insieme ad esso".
Guardando, insieme, al cielo e agli occhi del prossimo, colui che il mistero della Vita ci ha posto di fronte e che, potenzialmente, possiamo ritrovare, invece, al nostro fianco.
Insieme: Sindacato.
Un po' come ho provato a raccontare quest'anno, il primo di maggio alla MAY DAY PARADE:

Francesco Lauria

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