Questa mattina mi è capitato per caso tra le mani un libro che è un tesoro, ad opera di un sacerdote trentino, da poco scomparso, Marcello Farina: "La tenerezza accompagnatrice di Dio".
Don Marcello, peraltro, cita nel suo testo, uno dei miei scrittori preferiti: l'ebreo, quasi anarchico, antinazionalista, Martin Buber, grande figura di pensiero, fede, azione, pace.
Scrive in un paragrafo intitolato: "alla ricerca dell'altro"...
"C'è un bel testo ne I racconti dei Chassidim di Martin Buber che vorrei mettere a capo di questa riflessione.
Esso narra di un'esperienza capitata a Moshe Lob, un ebreo polacco, attento indagatore della scrittura antica.
"Come bisogna amare gli uomini, l'ho imparato da un contatidino - egli ci ricorda. Questi sedeva in una mescita con altri contadini e beveva.
Tacque a lungo come tutti gli altri, ma quando il cuore fu mosso dal vino si rivolse al suo vicino dicendo: "Dimmi tu, mi ami o non mi ami?"
Quello rispose: "Io ti amo molto".
Ma egli disse ancora: "Tu dici: io ti amo e non sai che cosa mi affligge. Se tu mi amassi in verità, lo sapresti!"
L'altro non seppe cosa rispondere, e anche il contadino che aveva fatto la domanda tacque come prima.
Ma io compresi: questo è l'amore per gli uomini, sentire di che cosa hanno bisogno e portare la loro pena".
Aggiungo alla riflessione di Don Farina:
Quel "sentire" non è legato a capacità soprannaturali, ha a che fare con l'incontro che significa, soprattutto, ascolto e con il dialogo, "straordinario strumento di Pace".
Incontro, ascolto e dialogo, presuppongono non assenza di diversità, ma assenza di asimmetria di potere, necessitano il: "mettersi davvero negli occhi dell'altro/a" e anche la: "scelta della convivenza".
E' proprio da questo spunto che nasce l'iniziativa promossa dall'Associazione Sognare da Svegli il prossimo 13 maggio alle ore 18 a Pistoia (presso la libreria Lo Spazio) sui temi dell'integrazione e dell'accoglienza nell'ambito migratorio.


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