domenica 3 maggio 2026

ESSERCI PER IL MONDO, ESSERCI PER L'ALTRO/A E' POLITICA? E' FEDE? DIO, POLICARPO, DOVE SIETE OGGI?

Ieri, mentre mi sentivo eroso dentro, tremavo per l'ennesima cocente delusione personale e politica (chiarifico Giovanni Capecchi non c'entra nulla, rimane un riferimento pieno di Speranza) mi chiedevo, in sincerità, se non fosse colpa mia.

Se il problema fossi io che molto spesso non sono capace di separare le aspettative sulle persone, dall'anelito, non sempre privo di moralismo, di cambiare insieme il mondo, senza, però, mai fare leva sull'interesse personale, individuale.

Un'amica, una volta mi disse, con grande affetto, facendomi molto riflettere: "Sai Francesco, occorre guardare il pieno nelle persone, non il loro vuoto, la loro capacità di volare, non quella di strisciare".

Dopo il bellissimo seminario organizzato alcune settimane fa dalla Diocesi di Pistoia con Ludwig Monti su un gigante come Dietrich Bonhoeffer, una figura che ha sempre accompagnato con discrezione la mia vita, la mia Fede e il mio anelito di libertà e liberazione, ho provato ad approfondire questa domanda, connessa alla Vita in generale, ma soprattutto all'impegno sociale e politico.
Un impegno naturale che viene da dentro di noi: etica che si nutre dell'anima, "Progetto", sintetizzerebbe Bonhoeffer.

Bonhoeffer, che su questo è stato talvolta equivocato, parte dal concetto che: "la realtà è Cristo" (Col 2, 17), ma rifiuta, allo stesso tempo, un "Dio tappabuchi", pronto all'uso.
Il telogo protestante tedesco, vittima del nazismo, ci fa riflettere sul nesso tra Responsabilità e Fede, traducendolo nel concetto, solo apparentemente semplice, di: "Esserci per gli altri".

Già, come ci siamo noi per gli altri, soprattutto quando gli altri sono per noi "difficili", a partire dagli aguzzini dei lager, per il prigioniero Bonhoeffer?

Se riprendiamo alcune delle stupende lettere e testi inclusi in Resistenza e Resa, ci possiamo muovere su due direzioni:
la prima è, semplicemente, Dio, in piena consonanza con il Vangelo di Giovanni di oggi: ("Io sono la via, la verità e la vita").

Scrive Bonhoeffer in Resistenza e Resa, nell'ambito del suo "Progetto per uno studio sul cristianesimo":
"Il nostro rapporto con Dio non è un rapporto -religioso- con un essere, il più alto, il più potente, il migliore che si possa pensare - questa non è autentica trascendenza - bensì è una nuova vita nell'ESSERCI PER GLI ALTRI - nel partecipare all'essere di Gesù" (3.8.1944).

C'è un altro punto, però in Bonhoeffer che, nel suo mistero e nel suo essere sangue del nostro sangue, non possiamo e non dobbiamo sottovalutare.

Scrive Ludwig Monti, nell'incipit al suo testo, inserito nella collana "Eredi", diretta da Massimo Recalcati:
"Quando la mattina del 5 aprile 1943, la polizia fece irruzione nella casa paterna di Bonhoeffer, situata nei quartieri alti di Berlino, sul suo scrittoio fu trovata una strisciolina di carta con su scritto: fur die Welt da sein ("esserci per il mondo")."

Bonhoeffer arriva a progettare e, forse anche ad ispirare, il più grave (anche se non riusciuto) attentato ad Hitler e per questo, pur avvicinandosi la fine del nazismo, la sua vita non sarà risparmiata.
Sarà impiccato.

Ma questa sua domanda, estrema, da pastore, da uomo innamorato, separato dalla giovane fidanzata Maria, rinchiuso nelle carceri naziste, proprio dalla politica, dal suo: "esserci per il mondo" continua a risuonarmi nella testa.

Che cosa significa "esserci per l'altro, per l'altra?".
L'altro, l'altra dov'è davvero? Chi è? Chi sono io per lei, per lui?
Come siamo, insieme, Politica?

Dell'altro/a vogliamo vedere il suo pieno, sempre e comunque, o anche camminare nei suoi vuoti, nei suoi spazi, cercare riparo e uno sguardo reciproco, senza appigli, ma anche senza giudizi?

In una lettera agli amici, scritta per il Natale 1942, prima della prigionia, ma già durante la notte della guerra nazista, Dietrich Bonhoeffer si chiede: "Chi resta saldo?"

E aggiunge: "La grande mascherata del male ha scompaginato tutti i concetti etici".
Continuano le domande: "Che cosa sta dietro la mancanza di coraggio politico, di cui tanto ci si lamenta?"

È' vero, partecipiamo, insieme, "nell'aldiqua" della vita, di questi nostri tempi difficili, alla sofferenza di Dio.

Ma non possiamo mai rinunciare, insieme all'altro/a, anche quando ci è proprio difficile, complicato farlo, ad immergerci nella sua Resurrezione, nell'Aurora, oltre la Notte.

La Notte della Storia che brucia, arde.
Di Rabbia e di Amore.
Di Attesa e di Luce.
Con Dio, riflesso negli occhi dell'altro/a.
Il vento chiaro.
Il mare, la vela.
Il volto.
Dopo la paura.
Pioggia e roccia.
"Tornerà la vita in questo mare"...
"Uno più uno
non fa due".
Francesco Lauria
(una riflessione in ricerca, quasi una preghiera, maturata questa mattina, iniziando all'Aurora, in silenzio, tra i boschi del poeta, letterato, agitatore Policarpo Petrocchi, a Castello di Cireglio, Pistoia. Camminando, il sole, si faceva strada nel bosco e illuminava, improvviso, un abete bianco.
Dedicata all'equipaggio di Trinidad, imbarcazione affondata in viaggio verso Gaza con la Flotilla, dedicato, così come il video, a Luana e a Bilal e non solo...)

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