Adista (Agenzia Di Informazioni STAmpa) è un settimanale d'informazione indipendente che si occupa di mondo cattolico, realtà religiose, problemi sociali.
Fondata nel 1967, fa parte dell'area del cattolicesimo critico, progressista e del dissenso.
È edita da una cooperativa di giornalisti e non riceve finanziamenti da parte di partiti politici, gruppi editoriali o istituzioni ecclesiastiche.
Esce ogni settimana con due fascicoli cartacei e offre aggiornamenti sul sito: www.adista.it
Sono grato alla redazione di una rivista di così grande tradizione di aver ospitato, con coraggio, un mio ampio contributo sulle vicende, ormai decennali, di Vicofaro e Ramini (a Pistoia).
Adista l'anno prossimo compirà sessanta anni; è nata sulla spinta profetica del Concilio Vaticano II° e, per quel che mi riguarda, ha ospitato notizie e commenti in merito al mio licenziamento politico, discriminatorio, illegittimo e ritorsivo, avvenuto, ormai quasi un anno fa e dopo venti anni di impegno e passione, da parte di una confederazione sindacale già gloriosa e oggi scivolata a destra.
Le vicende di Vicofaro e Ramini, come ormai universalmente noto, hanno portato alla rimozione, da parte del Vaticano, dell'ormai ex parroco don Massimo Biancalani.
Il mio contributo si inserisce in un dossier ricco e di impostazione plurale che analizza la decisione Vaticana (che ha, peraltro, solo confermato quella del vescovo di Pistoia, ora dimessosi, Fausto Tardelli) alla luce dell'ormai più che decennale tentativo (a mio parere per nulla riuscito) di accoglienza e integrazione dei migranti da parte di don Biancalani.
Un intervento fallimentare operato in un contesto ecclesiale di progressivo e assoluto, non sono parole mie, ma del competente dicastero Vaticano: "annientamento della vita pastorale".
E' un periodo triste, in cui subisco un fastidioso ostracismo da parte dei media cittadini di Pistoia, anche per le mie scelte controcorrente e non sempre semplici da spiegare in una facile, quanto falsa, non risolutiva, dicotomia tra una finta e arrogante sinistra radical chic che non si occupa realmente delle persone accolte e della loro soggettività e una destra molto spesso soltanto xenofoba e opportunista.
Nel dossier di Adista provo a spiegare la mia posizione, che è la stessa dal 2017, e che mi è costata, anche in queste ore, mesi, anni, gravissimi insulti, diffamazioni, calunnie e minacce, nonostante ci sia stato un recente incontro più che sereno (anche se da posizioni opposte) con Don Massimo Biancalani.
Ho stoicamente sopportato, anche perchè ho purtroppo condiviso, nel tempo, queste afflizioni e sofferenze con molti cittadini e parrocchiani di Vicofaro e Ramini, esausti e incredibilmente bollati come squadristi e fascisti, da quello che avrebbe dovuto essere il loro parroco e dai suoi adepti.
Solo in un caso molto grave, che ha purtroppo coinvolto mio figlio minorenne, sono stato costretto a denunciare tempestivamente tali minacce alla magistratura.
La ricerca della verità, soprattutto in realtà chiuse, penosamente omertose, conformiste e asfittiche, come Pistoia è un percorso difficile e a tratti doloroso.
Traslando le considerazioni di Francesco Guccini su Modena (che in confronto a Pistoia appare quasi una metropoli californiana...) in una famosa e omonima canzone, quella che, provvisoriamente mi ospita da immigrato a mia volta, appare spesso una: "piccola città, bastardo posto", "nemica strana e lontana", che si crede il centro del mondo.
Un "piccola città" che si barcamena tra: "voci, liti e miseria" e che rischia probabilmente di finire, in mancanza di un tardivo cambiamento, come un "bastardo", anonimo, evanescente, declinante sobborgo-dormitorio sull'asse metropolitano Prato-Firenze.
Ma non perdo la Speranza e confido ancora, non solo in una politica che non sia "solo far carriera", ma anche in un tardivo sussulto di dignità cittadina che, anche a me, come a Guccini a suo tempo, faccia rimpiangere "polvere, fango e vite".
Francesco Lauria
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