mercoledì 25 febbraio 2026

STEFANIA NESI (E BERNARD DIKA...) NO. NON E' UNA BELLA STORIA... CAMBIAMOLA.

No, non sono iscritto, da oltre dieci anni, al Partito Democratico.

Al di là che, di fronte al trionfo mondiale del turbocapitalismo dello scarto, ho reputato inevitabile, in questi ultimi anni, dare più ascolto alla mia "anima" di sinistra, sinistra, fu lo sciagurato Referendum costituzionale di Matteo Renzi (quello per cui Renzi e Boschi si sarebbero dovuti ritirare dalla politica, in caso di esito negativo...) a farmi decidere di stracciare per coerenza la tessera del Pd e di rendermi disponibile a fare il "rappresentante di lista" (anche se in quel caso il termine era improprio) per il Comitato per il No.

In realtà ho scritto articoli e anche una piccola "favola" pubblicate ai tempi da Report Pistoia su congressi di circolo Pd a Pistoia (lo Sperone in particolare) con centinaia di persone (non sto esagerando) portate a votare in maniera becera senza sapere cosa facessero (no, non parlo di primarie, proprio di congressi di circoli, all'epoca considerati di "corrente", in particolare di provenienza ex Margherita, al di là della territorialità che era, sostanzialmente, una scusa).

Ricordo io e Renzo Innocenti, ex parlamentare e sindacalista, iscritti ingenuamente al circolo, chiedere, invano, di aprire il dibattito congressuale e venire sommersi di buh, incredulità, indifferenza.

La gente doveva passare cinque minuti, non di più e votare.

Finito. Magari un aperitivo fuori dalla sala, al bar del circolo ospitante lo pseudocongresso, nulla di più-

Che cosa e chi votava il 90 delle persone non lo sapeva nemmeno.

Siamo a Pistoia, non nella Russia di Putin o nella Teramo di Remo Gaspari, intorno al 2013 credo.

Una cosa vergognosa, un ricordo talmente folle che se non avessi conservato i documenti, penso avrei del tutto rimosso.

Peraltro nemmeno io ricordo cosa votai (e se alla fine votai) a quel congresso di circolo, anche perchè, come è noto, nel Pd il voto degli iscritti può essere del tutto ribaltato (vedi Schlein - Bonaccini) da fantomatici e vagamente statutariamente descritti elettori/elettrici.

Si lo ammetto, vi ho ingannato con il titolo.

Volevo arrivaste almeno fino a qui.

No, non è una bella storia la richiesta di commissariamento del Pd comunale di Pistoia, resa pubblica dal segretario provinciale del Pd stesso Mazzanti.

Sono tra coloro che hanno ritenuto la candidatura di Stefania Nesi, nata per stoppare l'autocandidato Giovanni Capecchi, più che inadeguata, mal preparata, sinceramente elettoralmente sbagliata, al di là delle considerazioni sulla persona che, come il 98% dei pistoiesi, non conosco.

Il Pd comunale di Pistoia, però, pur nello sbagliare nel merito sui contenuti e sulle scelte, non ha violato (e nemmeno ripetutamente come è scritto) lo Statuto del Pd.

Ma il  commissariamento, a seguito dell'indicazione a maggioranza di Stefania Nesi come candidata sindaco, almeno del Pd, è qualcosa che non sta davvero nè in cielo nè in terra.

Mi si chiederà (forse), ma perchè se sei contrarissimo alla (perdente) candidatura di Stefania Nesi, ti opponi al Commissariamento del Pd del comune di Pistoia, peraltro dopo le dimissioni a quanto pare irrevocabili dell'inconsistente e del tutto ondivago segretario comunale Vannuccini?

Semplicemente perchè credo nella democrazia e nella trasparenza.

Sono un inguaribile romantico.

Ma anche perchè la partita non è chiusa, il Pd non è il centrosinistra e non può pensare, peraltro essendo divisissimo al proprio interno, di proporre a scatola chiusa una candidatura legittima, ma del tutto sbagliata.

Peraltro nello spulciare da osservatore esterno lo Statuto del Pd, si legge, all'articolo 4 comma 5 che gli iscritti, gli iscritti devono essere consultati in caso di candidature.

Ora io iscritto non lo sono, ma di iscritti (veri) al Pd di Pistoia ne conosco diversi.

Nessuno/a di loro è stato minimamente consultato, nè direttamente, nè nei circoli, nè nei Forum etc. 

Questa semmai è la violazione statutaria, non l'aver preso decisioni (a mio parere sbagliate), comunque passando dall'Assemblea comunale.

L'eventuale commissariamento avrebbe (forse) una giustificazione in soli due casi: un referendum fra gli iscritti del Pd comunale di Pistoia o primarie aperte (di coalizione, ovviamente).

Quindi quella legata, indirettamente, a Stefania Nesi (in questo caso non per colpa di Stefania Nesi!) no, non è una bella storia.

Poi, vorrei anche dire, che ho letto ben bene lo Statuto, varie volte.

E vi assicuro non c'è alcun articolo che stabilisca che a decidere il candidato sindaco di Pistoia siano Marco Furfaro o Bernard Dika o, addirittura, Federica Fratoni.

Al di là che quella di Bernard Dika (che io non ho votato, sono di sinistra, sinistra e sono anche uno degli oltre 72.000 elettori di Toscana Rossa, defraudati del proprio voto da una legge elettorale antidemocratica voluta dal Partito Democratico di Eugenio Giani), concordo, sia con Nesi (sua prof. al Liceo Forteguerri, come è noto) che con Fratoni, sia, davvero, da un punto di vista individuale/personale, una bella storia... 

Come, peraltro bellissima, lo è, senza alcun dubbio, anche quella di Antonella Bundu: https://www.firenzecittaaperta.it/antonella-bundu-la-mia-storia/

Francesco Lauria

 

UNA BELLA STORIA (di Stefani Nesi, da Facebook, bacheca pubblica)

È una bella storia quella di Bernard Dika.
Bella ma non certo semplice. Non sono stati facili i primi anni d'infanzia a Larciano, ma proprio lì si è attivata attorno a lui una rete sociale che è stata poi la sua forza. La parrocchia, il circolo, il Comune, dove il Sindaco Pappalardo è fra i primi a intuire il grande potenziale di un ragazzino “dal cognome strano”, …e una mamma straordinaria, il suo faro da sempre.
Poi il Liceo Forteguerri, la mitica 5 H, amiche e amici che ancora oggi ci sono.
Sempre con la mano alzata Bernard, una sete di conoscenza che non finiva di stupirmi. La scelta di correre per il Parlamento regionale degli studenti in terza liceo.
“Faccio bene professoressa Nesi?”...”Si Bernard, fai benissimo, vola!”.
L'incontro con Giani segna la svolta. Giani capisce il talento e lo vuole al suo fianco.
Il merito. Finalmente!
Bernard arriva a fare il portavoce del Presidente perché Eugenio Giani ci crede e con grande coraggio gli affida l'incarico di suo portavoce. Bernard aveva 23 anni.
Perché un giovane se è forte non si tiene in panchina, ma si fa giocare.
Sul campo Bernard si è costruito la credibilità, la competenza, la capacità di dialogare, di reggere gli attacchi (tantissimi in questi mesi). Oggi tutto questo è la sua forza, la sua “dote”, il suo biglietto da visita candidandosi come Consigliere regionale.
Cosa ci si aspetta da un Consigliere regionale?
📌Che conosca il territorio della Regione, per agganciare Pistoia ad un'area metropolitana che non sia solo fiorentinocentrica.
📌Che conosca il tessuto economico sociale della Regione e gli attori che lo governano,
📌Che sia abituato a dialogare con tecnici, imprenditori, enti pubblici e privati su scala regionale
📌Che sia credibile, motivato ed abbia voglia di realizzare, magari con esperienza di progetti già realizzati e gestiti in autonomia.
Questo candidato è Bernard. Perché vede Pistoia in un quadro più ampio e vuole far uscire dal margine e valorizzare il territorio che lo ha accolto e sente profondamente suo: dalla Valdinievole alla piana, dalla montagna alla collina fino al centro storico.
Bernard è un’occasione straordinaria per una Provincia come Pistoia, che vanta indicatori economici fra i più scarsi della Toscana.
È con questa convinzione che ho scelto di sostenerlo con la mia candidatura, in questa breve ma intensissima corsa elettorale.
Con questa stessa convinzione, chiedo a tutte le persone che mi conoscono, se lo vorranno, di sostenerci.
Percepisco una grande spinta di rinnovamento ed ho voluto essere parte attiva di questo progetto.
Nessuna divisione, nessuna aggressione agli avversari, nessuna critica sterile, nessun giudizio.
Siamo qui per costruire una città nuova.
Siamo qui per CAMBIARE LA STORIA

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