A volte succedono eventi del tutto fortuiti e inaspettati, segni del destino.
Avevo da poco ascoltato le parole per me rivoltanti di esponenti politici del centrodestra (ma anche di sindacati di polizia, sui generis, come il Sap) e dentro di me, pensavo a un grande sindacalista e poliziotto della mia terra Luigi Notari, già segretario nazionale del Siulp (quando il Siulp era il vero Siulp, sia chiaro...)
La verità stava per venire a galla, si percepiva che, sui fatti dell'omicidio di Rogoredo, qualcosa non tornava.
Eppure, tutti, imperterriti, anche molti miei amici, a parlare di scudi, di magistrati politicizzati e impertinenti, di droga libera, degrado, necessità di pugno di ferro, etc.
Mentre spostavo, nel mio solito disordine, alcuni testi nella mia libreria, dall'alto, mi è caduto sulla fronte (per fortuna è un volume agile!) il preziosissimo libro, proprio di Luigi Notari (con il giornalista Mauro Rovarino): "Al di sotto della legge. Conversazioni su politica e democrazia".
Il libro, ormai pubblicato più di dieci anni fa, è una conversazione illuminante, mai scontata tra un (ormai ex) "ragazzo di Genova" (Mauro Rovarino, appunto) e Luigi, poliziotto per oltre 40 anni, impegnato in numerose e delicate indagini, già segretario nazionale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia).
Proprio come me, e come un'intera enorme generazione di ragazze e ragazzi, attivisti che hanno vissuto traumaticamente e dolorosamente i fatti, le manganellate, i lacrimogeni, la scuola Diaz, etc. a Genova nel luglio del 2001, Mauro Rovarino non ha mai potuto superare la diffidenza nei confronto delle forze dell'ordine (ma anche del potere in generale, possiamo dire).
Il Dialogo ("formidabile strumento di Pace") con Luigi Notari è per lui (e per noi...) un atto di coraggio; perchè Luigi crede nella sua istituzione, anche se ne ha ripetutamente e duramente criticato il conformismo, prima e dopo Genova.
In questo formidabile libretto scorre un lungo pezzo della storia d'Italia, dalla battaglia per la smilitarizzazione della polizia, all'assassinio di Aldo Moro, dall'omicidio di Francesco Lorusso a Bologna (che ho peraltro ricordato l'altro ieri in ateneo, proprio nel capoluogo della mia regione), alla strage del 2 agosto, dalla bomba sul Rapido 904 alla nascita della Seconda Repubblica, dalla Uno bianca alla rottura dell'unità sindacale (anche nella polizia...), da Genova 2001 alla fine della leva obbligatoria (che oggi viene peraltro rimessa in discussione), dalla Val di Susa, alla Ferrara di Federico Aldovrandi, una delle vittime degli abusi di polizia.
Il libro, non a caso, è edito dalle Edizioni del Gruppo Abele di don Luigi Ciotti, coni suoi fondamentali capitoli:
I. 1976.1980: non solo anni di piombo;
II. 1981-1990: smilitarizzati, ma non contenti;
III. 1991-2000: controriforma all'americana;
IV. Genova 2001: andata/ritorno
V. 2002-2015: il partito della polizia.
In questi tempi maledetti di "scudi penali", economia e società di guerra permanenti, e di repressione, fin dal loro nascere, del dissenso e della creatività, tornare ad un libro come quello di Luigi Notari, in dialogo con Mauro Rovarino, è come bere acqua da una sorgente.
Il sindacalista e poliziotto parmigiano non fa sconti e non si fa sconti, ma nel dialogo con il giornalista Novarino, ci parla con la sua esperienza, con il suo coraggio, con la sua travolgente trasparenza e scomoda sincerità,
Dobbiamo reagire alla nostra ferita che risale per molti, proprio a Genova 2001, e mobilitarci, a partire da un No nel referendum sulla giustizia, che deve essere pieno, non di misura.
Un No deve difenderci da una torsione autoritaria che, come dimostra il volume di Lugi, ha radici profondissime (e in parte occulte) nella nostra Repubblica.
Proprio ieri a Padova, mi trovavo con una persona per me importantissima con cui ho condiviso, venti anni fa e più, momenti di impegno militante e di sogno civile: un giornale nazionale ci ritrasse in prima pagina, sul confine di Schengen, con un cartello: "Meno polizia e più democrazia!".
Abbiamo sempre sorriso sul quel cartellone, ma l'abbiamo anche sempre interpretato non con un'ottica punitiva di lavoratori in divisa, ma col fatto che una società sana, come obiettivo, necessiti di meno polizia (meno repressione) e più democrazia (più vivere condiviso e cooperativo).
Anche la nascita e la storia del sindacato unitario di polizia, il Siulp, poi smembratosi avvicinandosi alla Cisl ed oggi pallida e grigia caricatura (almeno a mio avviso) di quanto è stato, ci racconta di un contributo democratico fondamentale, sorto proprio in reazione agli eccessi degli "stati di eccezione", avvenuti durante il terrorismo e che la società democratica italiana, a partire dalla sinistra sindacale trasversale alle tre confederazioni, abbia saputo portare avanti una visione alternativa alla repressione.
Io ho conosciuto, non a caso, Luigi Notari, in occasione della premiazione al piccolo, ma prestigioso festival della letteratura di Langhirano della mia biografia su Pippo Morelli ("Sapere, libertà, mondo"), grande sindacalista della Fim, della Cisl e della Flm, già direttore del mitico (e altrettanto oggi desolantemente decaduto) Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze, nonchè segretario generale della Cisl Emilia Romagna.
Ebbene, non a caso, la firma di Pippo Morelli contro gli eccessi antidemocratici della repressione e della polizia, durante gli anni di piombo, pur nella ovvia e ferma condanna senza tentennamenti della vergogna del terrorismo rosso e nero, c'era sempre ed era sempre la prima.
Il libro di Luigi Notari non è più in terza fila nella mia libreria.
Oggi, dopo Rogoredo e prima del Referendum sulla giustizia, è permanentemente nel mio zaino ed ispira, da poliziotto, sindacalista e democratico, ogni mio gesto, ogni mio pensiero di resistenza e contro-informazione.
A mio figlio Jacopo voglio, con tutte le mie forze, con tutta la mia ferita, lasciare un'Italia e un mondo migliori, non cimiteri di guerra e di repressione violenta: "al di sotto della legge".
Francesco Lauria
P.S. La registrazione di una interessante presentazione del libro di Luigi Notari, risalente al 2016, può essere ritrovata a questo link:
https://www.exasilofilangieri.it/al-della-legge-conversazione-polizia-democrazia/

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