Sono rimasto molto colpito durante il convegno nazionale della Cub: "Caos globale - Economia di guerra", dalle notizie che giungevano sulla perquisizione di polizia, disposta alle prime luci dell'alba nell'albergo in cui alloggiava, nei confronti dell'Eurodeputata Ilaria Salis.
La vicenda, molto grave, è ben riassunta da questo articolo di Avvenire: urly.it/31f95r (non ho citato Lotta Continua eh...).
Ho pensato subito che, al di là di come la si pensi su Ilaria Salis, questa menomazione dei suoi diritti con un'azione che appare sostanzialmente intimidatoria (al di là delle spiegazioni fornite ex post dalla Questura di Roma...) colpisce tutti e tutte.
Non ha davvero senso poi separare diritti sociali e diritti civili, i diritti sono tali, proprio perchè spessissimo intrecciano queste due dimensioni.
Persino Pina Picierno la Deputata europea della destra Pd (ex Sinistra per il sì, al referendum) ha totalmente solidarizzato con Ilaria Salis, chiedendo, con urgenza, spiegazioni.
Mi ha colpito, indignato, raccapricciato il commento del Rettore dell'Università telematica, Giustino Fortunato, già vicepresidente del Cnel, già segretario generale della Cisl Università e già direttore del fu mitico Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze: Giuseppe Acocella.
Acocella che è un cultore della separazione netta tra diritti sociali e diritti civili (e se la prende sempre, con veemenza, peraltro, anche contro gli ambientalisti, pur moderati...) ha sottolineato: "Il primo errore dell'Onorevole Picierno, basta con i privilegi!". (Nota per Acocella: inutile cancellare come fai di solito i messaggi di cui ti penti, questo è stato letto e commentato da centinaia di persone...)
I privilegi...
I diritti costituzionali dei parlamentari (Articoli 67, 68, 69 della nostra Carta Fondamentale) sarebbero dei... privilegi!
Non stupisce che Acocella, oltrepassando a destra persino la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, sia stato uno dei principali animatori dei c.d. "cattolici per il sì", allo scorso Referendum Costituzionale, memore, magari, del suo ruolo significativo, a fianco di Camillo Ruini, nell'animare il Comitato: "Scienza e Vita".
Che brutta fine, almeno dal mio punto di vista, per uno che aveva cominciato con i Cristiani per il socialismo (fu tra coloro che intervennero nel convegno nazionale di Bologna del settembre 1973) e che, successivamente, aveva animato l'osservatorio sindacale sulla camorra.
Io mi sono formato ad un'altra scuola: opposta a quella di Giuseppe Acocella, quella di Pippo Morelli.
Morelli da segretario nazionale della Fim Cisl e della Flm unitaria animò, pur da credente, l'impegno nei consigli di fabbrica per il NO all'abolizione del divorzio.
Lo motivò in due modi: le visioni della Vita e i valori si testimoniano concretamente, non si impongono agli altri e, soprattutto, il divorzio veniva visto come uno dei vari diritti sociali (e civili) che furono costruiti, rivendicati, difesi, dal movimento dei lavoratori negli anni Settanta.
Altro che divisione tra i diritti!
Per puro caso, oggi mi trovavo a Milano proprio con Eugenio Losco, avvocato di Ilaria Salis, intervistato proprio nell'articolo di Avvenire.
Davvero una cultura sindacale laica, protesa verso il futuro come era quella della Cisl di Pierre Carniti e Pippo Morelli, ma anche, riflettendo in particolare su una forte ispirazione cristiana, vissuta in piena laicità, di Sandro Antoniazzi, è stata mandata al macero.
Siamo ad un analfabetismo di ritorno, civile e sociale, senza precedenti.
Come si fa, infatti, ad essere educatori, addirittura Magnifici rettori, e poi confondere diritti costituzionali con privilegi di casta?
C'è davvero chi si è consegnato, a mio parere, a disvalori conservatori, peraltro tutt'altro che testimoniati concretamente, se si pensa che, proprio nel 1974, Giorgio Almirante, leader del Movimento Sociale Italiano, faceva, con enorme faccia tosta, campagna per il sì all'abolizione del divorzio, pur dopo aver divorziato in Brasile, al fine di sposare "donna Assunta", addirittura nel 1969.
Al peggio, però, non c'è mai fine, tanto che oggi il "Magnifico" Giuseppe "Pino" Acocella, ci ha fatto quasi rimpiangere, con le sue improvvide e pubbliche esternazioni, l'ex funzionario mussoliniano, già Capo di Gabinetto, ai tempi del fascismo, del Ministero della Cultura Popolare.
Francesco Lauria


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