A 30 ANNI ESATTI DALLA VITTORIA DELL'ULIVO, PISTOIA CITTA' DELLA PACE E' SOGNO, PROGETTO CONCRETO
In Piazza Spirito Santo a Pistoia,giovedì 9 aprile, al termine del bellissimo intervento di Giovanni Capecchi, introdotto dalla entusiasta ed entusiasmante Lavinia Ferrari, partì immediatamente...
"Alzati che si sta alzando la canzone popolare Se c'è qualcosa da dire ancora, se c'è qualcosa da fare Alzati che si sta alzando la canzone popolare Se c'è qualcosa da dire ancora ce lo dirà Se c'è qualcosa da imparare ancora ce lo dirà" (...)
Oggi, 21 aprile 2026 sono trenta anni esatti dalla prima vittoria di Romano Prodi e dell'Ulivo.
Una vittoria maturata non così lontano dalle montagne pistoiesi, in quella Marzabotto, in quella Montesole in cui il silenzio si era fatto voce e, come alla Costituente, come più sotto traccia anche al Concilio, il vento della storia e, per chi ci crede, anche dello Spirito, si era mosso dalla giusta parte.
Le querce di Montesole e di Don Giuseppe Dossetti, segno ostinato di Pace e Convivenza, oserei dire di Perdono, ma sempre nella Giustizia di fronte alla scatenata barbarie nazifascista,avevano custodito non solo la Costituzione, ma la democrazia nel nostro paese.
Tutto ciò di fronte alla degenerazione berlusconiana e dei suoi derivati: fossero essi postdemocristiani di destra o fascioleghisti.
Il simbolo di Montesole, della scuola di Pace che verrà fondata nel 2002, è un segno potentissimo, a mio parere non solo per chi è credente: quella pisside forata di proiettili nazifascisti protetta con il corpo da don Ubaldo Marchioni, parroco di Casaglia, ritrovata tra i rovi solo decenni dopo...
Nessuna ideologia, nessuna autoreferenzialità, d'altronde è lo stesso Ivano Fossati con la sua canzone ad ammonirci: il vento, la musica avranno ancora tante cose da dirci e dovremo, sempre, sempre "imparare ancora", come "eterni studenti" anche della politica, direbbe con un'altra canzone il quasi pistoiese Francesco Guccini.
Un mio amico, Giorgio Benigni di Roma, in quell'aprile 1996, recitò una breve poesia a Piazza del Popolo a Roma che lo fece diventare estemporaneamente famoso, poichè fu ripresa in Tv da Mixer di Giovanni Minoli:
Aprile 1996
Che bella coalizione
che hai creato
Professore,
te c'è voluto certo,
ma in finale,
a sto giro,
potemo davero faje male!
Depurato dalla guasconeria romanesca anche l'aprile del 2026, non a Roma, ma a Pistoia è, almeno nelle premesse, promettente, poi bisogna non solo fare gli scongiuri, ma soprattutto lavorare tanto.
Si può dire che Giovanni Capecchi, il 12 aprile vincitore delle primarie del centrosinistra/campolargo (e anche questo strumento ci dovrebbe ricordare l'Ulivo...) e Stefania Nesi, onorevolmente sconfitta, abbiano imparato bene.
Ha detto correttamente Giovanni Capecchi:"Unire per Vincere" non è uno slogan, ma una scelta.
Etimologicamente una "positiva eresia" direbbe uno junghiano come Luigi Zoja.
Quelle stupende elezioni del 1996, tra l'altro, dimostrarono che le competizioni elettorali non si vincono sempre al centro, ma al cuore delle persone, se gli si prospetta, pur con tutti i limiti, un progetto, un sogno, una canzone popolare da intonare insieme, se si costruisce, anche attraverso la politica, comunità.
Se si scuote, avrebbe detto Enrico Berlinguer, casa per casa, la sfiducia che si trasforma in rabbia, astensionismo, disinteresse.
Sappiamo anche che cosa successe nel 1998 e poi nel 2001 e che bisogna davvero imparare dai propri errori.
Si discusse, dopo il 1996, in maniera un po' presuntuosa e contraddittoria e imbarcando, ahimè, Bill Clinton e Tony Blair, addirittura di Ulivo mondiale mentre oggi al folle disastro trumpiano, contrapponiamo un complesso fronte progressista mondiale che va da Pedro Sanchez a Ignacio Lula.
Tornando a Pistoia io sono orgoglioso, entusiasta, felice che il primo punto programmatico, concreto, concretissimo di Giovanni Capecchi e della sua sempre più ampia coalizione sia: Pistoia città della Pace.
Significa cultura, educazione, apertura al mondo, Politica. Significa abbraccio reale e risposte ad una Palestina martoriata, al genocidio di un popolo.
Stiamo per celebrare l'81enesimo anniversario della Resistenza antifascista.
Un tempo in cui donne e uomini del nostro paese furono costretti, per riconquistare la libertà e la democrazia, a prendere le armi e a farlo: "non per bellezza".
Ma sono passate più di tre generazioni, in mezzo c'è stata la bomba atomica (americana, non dimentichiamolo...)
Pistoia città della Pace, con nel cuore quella pisside forata, cui si affianca a Montesole la campana scintoista di Hiroshima, significa Mondo città della Pace.
Pistoia città aperta, feritoia nelle ferite del Mondo.
No, non è un'utopia per "anime belle". E' sognare da svegli.
Il 24 e 25 maggio prossimi, con Giovanni Capecchi e Stefania Nesi, con un popolo grande, entusiasta, giovane al di là della data di nascita, proveremo a costruire un'alternativa radicale ad un modello insostenibile di sviluppo e a una economia e a una società di guerra in cui NON ci riconosciamo.
Nel segno, anche, di Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Alexander Langer, Don Lorenzo Milani, Pietro Ingrao, Doroty Day.
La Pace che "sgorga dal cuore" e non è nulla di statico, ma è un cammino che nasce dall'intimità della persona umana e incontra l'altro/a.
Proprio come nella poesia di Alda Merini, dedicata, sui Navigli di Milano, all'artista pacifista Enrico Baj.
La Pace di Alda Merini
La pace che sgorga dal cuore e a volte diventa sangue, il tuo amore che a volte mi tocca e poi diventa tragedia la morte qui sulle mie spalle, come un bambino pieno di fame che chiede luce e cammina.
Far camminare un bimbo è cosa semplice, tremendo è portare gli uomini verso la pace, essi accontentano la morte per ogni dove, come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti i palpiti di tanti soldati, sai che le bocche della morte sono di cartapesta, più sinuosi dei dolci le labbra intoccabili della donna che t’ama.
Nessun commento:
Posta un commento