"Quel giorno abbiamo parlato della visione della città come un luogo dove le persone che l'hanno costruita possano permettersi di vivere... possano permettersi tutti i beni di prima necessità e anche di più."
Ha poi aggiunto il candidato sindaco: "Questa è una città dove dovremmo permetterci di sognare".
No, non siamo sulle rive dell'Ombrone, a Pistoia
Eravamo, nel 2022, sulle rive dell'Hudson. New York City.
Prima che tutto accadesse. Prima che tutto apparisse, anche lontanamente, possibile.
Non erano in tanti, solo quattro, anche tre anni fa, a scommettere su Zohran Mamdani, quando il neo sindaco di New York ha iniziato la corsa i sondaggi gli davano l'1%.
Con centomila volontari Mamdani, il sindaco "socialista" di New York ha sconfitto un candidato che, per la campagna elettorale, ha speso 55 milioni di dollari.
E' molto istruttivo leggere, per intero, il reportage di Lize Featherstone, editorialista di JacobinMag, tradotta e pubblicata nell'ultimo numero della stratosferica rivista Jacobin Italia, dedicato alle nuove forme globali del socialismo.
Diciamocelo chiaramente Mamdani ha trionfato contro ogni previsione anche perchè ha detto ai cittadini e alle cittadine che la vita che si meritano è fatta anche di diritti, sport, divertimento, cultura, piacere.
E' fatta anche di Sogni (individuali e collettivi) che si avverano.
E', se ci si fa caso, esattamente l'approccio (vedremo a fine maggio se in questo caso vincente) che ha adottato a Pistoia Giovanni Capecchi, sin dall'inizio, sin da quando non era nemmeno un candidato alle primarie di centrosinistra.
Inondando Pistoia, di energie, volontari/e, ambizione di partecipazione il professore di letteratura italiana dell'Università per stranieri di Perugia, tra i massimi esperti mondiali di Pinocchio, icona del territorio della sua città, altro non ha fatto che rovesciare paludi e campi minati, scetticismo e sensi partitici di superiorità, appiattimento sul politichese e sull'esistente, disunità priva di speranza.
La strada è lunga, il centrodestra pistoiese si è rafforzato con nove anni di potere e mostra il volto moderato, esperto e rassicurante del sindaco facente funzioni Annamaria Celesti, una che ha saputo svolgere un discorso per il 25 aprile che farebbe invidia a molti politici navigati di centrosinistra.
Qualcosa che al suo predecessore nella carica di sindaco, AlessandroTomasi, da sempre miltante di destra destra non è mai riuscito. Nemmeno lontanamente.
Ci sono alcuni insegnamenti, peraltro, della campagna newyorkese che possono risultare utili, nel suo piccolo, a Giovanni Capecchi, in questo ultimo mese, scarso, di rush finale.
Mamdani non si è concentrato mai, oltremisura, nell'attaccare, a differenza di altri candidati di "sinistra" l'establishment del Partito democratico. La sua campagna non ha mai perso di vista il fatto che aveva di fronte la destra repubblicana a New York, ma soprattutto Donald Trump a Washington.
La chiave di volta è stato parlare alla working class che aveva votato, disillusa, a destra o non aveva votato proprio. Quella che fatica ad arrivare a fine mese.
Ha parlato molto anche contro l'Ice, contro la militarizzazione delle città americane e la compressione, forzata, dei diritti di tutti, a partire dai più fragili.
Ogni punto della campagna di Mamdani per New York su è concentrato su una parola: accessibilità.
Parliamo di alloggi e affitti, prezzi accessibili, assistenza all'infanzia universale, autobus gratuiti, ma anche, ad esempio, di cultura.
Tutti, o gran parte dei cittadini di New York, hanno capito, gradualmente, che una vittoria di Mamdani sarebbe andata a loro vantaggio.
Anche la classe medio-alta (pur se in misura minore) è stata mobilitata, ed è stato questo il vero miracolo del neo sindaco di New York, accendere una Speranza di cambiamento migliorativo, non priva di radicalità, ma soprattutto diffusa, ampia.
C'è un episodio che è stato davvero iconico per la nuova amministrazione.
Una donna, un'infermiera, qualche tempo fa, è salita su un bus. E ha iniziato, nervosamente, a cercare la sua MetroCard, senza successo. Quando l'autista (non lo sono ancora tutte) le ha segnalato che quella corsa nel Bronx era gratuita, la passeggera, per la gioia, ha iniziato a ballare il cha-cha-cha.
Dopo che il video è diventato virale, il neosindaco ha chiesto a tutti i suoi consiglieri/e di mettersi nei panni dell'infermiera e di: "espandere in tutta la città quel sentimento di gioia e di sollievo" che l'aveva portata a ballare davanti a degli sconosciuti.
Come in Italia il comune di New York non ha, sostanzialmente, poteri fiscali propri, quindi per realizzare completamente il programma di accessibilità sui mezzi pubblici, ci vorrà molto tempo.
Ma un segno, vivo e vero, un sogno di Speranza è già iniziato.
C'è un punto ancora più importante.
Mamdani nella sua campagna si è dichiaratamente ispirato ad una donna, la lavoratrice tessile e sindacalista Rose Schneiderman.
Nel 1912, durante lo sciopero dei lavoratori tessili delle fabbriche di Lawrence in Massachusetts, concluso con una grande e decisiva vittoria, la leader sindacale tenne un celebre discorso i cui contenuti sono sono stati asse portante la vittoriosa campagna elettorale:
"Ciò che vuole la donna che lavora è il diritto a vivere, non semplicemente a esistere: lo stesso diritto alla vita che ha una donna ricca: il diritto al sole, alla musica e all'arte. I ricchi non hanno ulla che anche il lavoratori più umile non abbia il diritto ad avere. Chi lavora deve avere il pane, ma anche le rose".
Non era una sua frase originale, ma la sindacalista, centoquindici anni fa, la rese immortale, con quel memorabile discorso, all'indomani di una vittoria concreta per le condizioni materiali delle lavoratrici tessili.
Mamdani ha certamente messo il pane, l'economia, in tempi, peraltro, di crisi al centro della sua campagna elettorale, ma non ha mai dimenticato, un po' come Giovanni Capecchi, andando su e giù, per il territorio di Pistoia che non sarà New Yo5k, ma da Bottegone a Orsigna è parecchio ampio, di parlare, sempre, anche di rose.
In sintesi il fulcro di questa campagna è stato il diritto collettivo ad avere una vita bella, piena.
La forza di Mamdani, esattamente, come quella di Giovanni Capecchi, è stata il passaparola tra i cittadini, il moltiplicarsi sostanzialemente automatico, sponteneo dei volontari e delle volontarie, che andavano a bussare ai vicini, con cui, forse mai, avevano parlato di politica precedentemente.
Zohran ha dimostrato, sinceramente, che tutto è davvero possibile.
Giovanni Capecchi è anche molto diverso da lui, non ce lo immaginiamo, ad esempio, a pochi giorni dal voto a ballare fino a notte fonda in una discoteca queer.
Ed è giusto così, troppe volte la sinistra italiana ha adottato acriticamente come modelli Papi stranieri.
Ma, pur nelle differenze e con la necessaria consapevolezza che, almeno per ora, pur essendo "la più bella città d'Italia" (G. Capecchi cit.) Pistoia non è (ancora...) New York, un seme importante di ispirazione, mobilitazione e speranza è stato già gettato.
Pistoia, come New York, città di Pace, aperta al mondo. Inclusiva per davvero. Sostenibile.
Contro cinismo e tecnofascismo.
Con una: "rabbia che significa, esserci per se stessi, ma soprattutto per gli altri/le altre, uscire dall'invisibilità, prendere parola" (cit. Lavinia Ferrari); una rabbia che può e vuole trasformarsi in abbraccio generativo, amore politico, "politica della cura, del servizio, del sogno" (cit. Francesco Branchetti).
Incrociamo le dita, mobilitiamo i cuori, suoniamo la porta ai vicini...
Camminando, correndo sull'Ombrone e sui suoi affluenti, come se fossimo sull'Hudson!
Con Giovanni "Zohran" Capecchi!
Francesco Lauria, Presidente Associazione Sognare da Svegli.

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