Io inizierei la stagione delle querele."
E' interessante, ad esempio, come farebbe il buon Prof. Capecchi, analizzare il lessico della Bini.
La nuova Giunta e il ritorno del centrosinistra al potere viene definito: "una nuova era", per fortuna con la minuscola.
Via quindi i mostri precedenti, arriva il centrosinistra a fare pulizia, senza rendersi conto che si utilizza un lessico sostanzialmente fascista ("Era fascista" era il modo di Mussolini, sinceramente ridicolo, megalomane e anche un po' blasfemo, di affiancarsi al calendario cristiano).
"Dall'elezione del sindaco si sono mosse profonde ondate di bile" continua la Bini.
In realtà, a me pare, sono semplicemente venuti al pettine i nodi politici e programmatici che, dichiaratamente, Giovanni Capecchi non ha voluto e/o non è stato in grado di dirimere in campagna elettorale.
E ciò si è visto plasticamente con il grado di conflittualità nella creazione e nella comunicazione della nuova Giunta, il tutto al di là del giorno in più o in meno di preparazione, quello non è rilevante.
Prosegue, sinceramente in maniera esemplare Silvia Bini, ripeto, Presidente Provinciale Arci, spesso auto-osannatrice di se stessa (le gestioni precedenti vengono infatti ridicolizzate e attaccate pubblicamente senza problemi):
"L’insinuare continuo di aver poca esperienza, di aver poca formazione ad altri."
Qui siamo alla lectio magistralis dell'arroganza:
Il Tirreno, ma molti altri tra cui io, abbiamo sottolineato la non amplissima esperienza, in particolare, del neo Assessore al Bilancio e tante altre cose Mattia Nesti. Qualcuno, anche io, ma non solo io, ha anche affermato che tenere la contabilità all'Arci (con tutto il rispetto perchè è una grande associazione) non è proprio la stessa cosa che tenere in equilibrio il bilancio di una città media come Pistoia.
Anche di Matteo Giusti, si è sottolineato un certo profilo un po' "Bottegone centrico", quasi da sindacalista di luogo o di quartiere, peraltro evidentissimo nei contenuti iperlocali della sua personale campagna elettorale.
Sono critiche/osservazioni, anche un po' banali, scontate, che si possono condividere oppure no.
Si può pensare che Nesti non sia un funzionario di partito e di associazione un po' grigio, ma una sorta di, ancora per poco incompreso, novello Premio Nobel dell'Economia (quelli della Pace e della Letteratura, li lasciamo a Giovanni Capecchi...) e che Giusti, al contrario di quanto scritto, sia una specie di novello Garibaldi, eroe dei due Mondi che, insieme, risolleverà le periferie di Pistoia, ma anche quelle dell'America Latina.
Ma anche no.
Si arriva poi all'apoteosi, al climax incazzosissimo e, a mio parere, colmo sì di bile della Bini:
"Fino ad arrivare allo squallido articolo di stamani sul Tirreno, fra l’altro impreciso, sgrammaticato nei contenuti, becero e populista"
Al di là che le ho corretto io qui i refusi su cui è inciampata su Facebook, mi chiedo, può una Presidente dell'Arci, peraltro non coinvolta direttamente e come una fiancheggiatrice qualsiasi, rivolgersi così al secondo giornale della città?
E' noto a tutti che, legittimamente, la Nazione, giornale principale, contrariamente alla sua linea regionale e nazionale, stia sostenendo a spada trattissima Capecchi e Trallori fin dalle primarie e che ci sono anche alcuni, palesi (immagino gestiti) conflitti di interessi in redazione. Anche Tvl, sinceramente, pur nell'equilibrio formale (anche se davvero ripetitivo) degli ospiti, sembra, specialmente con alcuni suoi conduttori, una specie di TeleCapecchi/TeleBiancalani.
Quindi se si hanno una stampa/media super amici, amicissimi, direi, bisogna pretendere che anche il Tirreno o, che ne so, Report non critichino mai la "nuova era pistoiese"?
Proprio perchè così epocale, non andrà, invece, cara Silvia Bini studiata a fondo?
Ma non è finita e qui, se fossi in Alessandro Tomasi e in tutti gli assessori della giunta precedente, non avrei remore a querelare io Silvia Bini che continua così nel suo post, in cui utilizza peraltro come immagine l'icona di un povero gorilla, specie in via di estinzione:
"La giunta precedente si aumenta lo stipendio e gli avidi che hanno vinto la lotteria sono quelli che arrivano dopo".
E' noto anche ai bambini che la giunta Tomasi non si è aumentata da sola proprio nulla.
E' stato il governo nazionale (sempre di centrodestra, per carità) a riparametrare Pistoia e altre città simili, ad un livello superiore, facendo scattare degli aumenti, graduali, che sono andati a regime completamente nel 2024.
Tomasi, da un punto di vista legislativo, ovviamente, non c'entra nulla, cara Bini, almeno direttamente e, secondo me, tu, che non sei nata ieri, lo sai anche.
Infine è normale, normalissimo come fa il Tirreno affermare che non tutti gli assessori, ma certamente i due provenienti dall'Arci "compagni di scrivania" abbiano fatto un notevole salto retributivo in meglio con i loro due nuovi incarichi.
E' illegittimo? E' amorale? Ovviamente no. Ma è vero.
Ci sarebbe poi la questione della promessa elettorale di Giovanni Capecchi di ridursi, da sindaco, l'indennità di stipendio, promessa subito messa in ombra e che dal destino e dai confini incerti.
Conclude la sua apoteosi Silvia Bini:
"Io inizierei la stagione delle querele."
Siamo addirittura alle minacce per interposta persona.
Ai consigli pubblici di attacco alla libera stampa e alle singole persone.
All'individuazione dei bersagli.
Passando le ore Bini ha attaccato altri, tra cui il sottoscritto, reo di averle spiegato meglio, con pacatezza e rispetto, le remore su Giusti e Nesti e i possibili, lapalissiani, magari anche involontari, conflitti di interesse, specialmente nelle deleghe di quest'ultimo, con l'impegno, radicato e radicale, che, sempre secondo Bini, ha sempre portato avanti nell'Arci provinciale.
Ho fatto alcuni esempi non positivi, ma non automatici, come Parma alla fine degli anni Novanta, dove lo strapotere comunale dell'Arci durante l'ultima giunta di centrosinistra, contribuì a oltre venti anni (venti) di opposizione perpetua.
Mi aspettavo una risposta, anche dura, nel merito.
E, invece, nuova urla di lesa maestà, minacce di querele e, addirittura, il pensiero, invero un po' paranoico, ma non isolato nella sinistra pistoiese, che il mio commento potesse venire cancellato (e via di screen shot etc...)
Sono metodi non trasparenti, cara Bini (Silvia), che, magari, vengono usati nel centrosinistra di Pistoia o, almeno in alcune sue parti, ma che non mi appartengono.
Lo ribadisco: l'Arci è una grande, storica associazione cui, come le Acli, sono orgogliosamente iscritto.
E' parte della democrazia e della sussidiarietà buona del nostro Paese.
Figure come il "lampadiere" storico Presidente Tom Benetollo, di cui, in questo tempo di guerra, sentiamo tutti e tutte la mancanza, ma penso anche a Raffaella Bolini, e al suo impegno che ho incrociato mille e mille volte nei social forum europei e mondiali, sono figure importantissime da cui i giovani anche di altre estrazioni politico-culturali possono e devono prendere esempio.
Rispetto alla mia Emilia, poi, dove il sistema delle case del Popolo è crollato circa trenta anni fa, ho sempre visto con ammirazione come, soprattutto a Pistoia, l'Arci abbia saputo resistere, innovare, coinvolgere, tutelare spazi di socialità nelle periferie come nei centri storici.
Questo non vuol dire che l'Arci e i suoi uomini e donne siano infallibili e Silvia Bini lo ammette ogni volta che interviene, anche perchè più o meno ogni volta attacca a testa bassa le gestioni dell'Arci di Pistoia precedenti alla sua (e la precedente più di tutte).
Non vado oltre, ma mi concedo una postilla a destra, così la gente ignorante e/o in malafede, smette, magari, di darmi del venduto, del traditore e del rancoroso/livoroso.
Mi ha colpito, in negativo, anche un recente comunicato dell'Mcl di Pistoia in cui rivendicava il proprio sostegno mirato e totale ad alcuni specifici candidati di centrodestra alle ultime elezioni amministrative.
E' noto che l'Mcl nasce all'inizio degli anni Settanta da una scissione a destra della Acli, promossa soprattutto da settori, diciamo non progressisti, della Democrazia Cristiana e che in Toscana, soprattutto in alcune province (Pistoia, Arezzo, Grosseto, Firenze stessa) ha un suo radicamento storico, direi concorrenziale alle stesse Acli.
Ma l'Mcl, certo espressione di quell'area, come l'Arci lo è del centrosinistra, non sempre è stato così nettamente, spudoratamente schierato a destra. E l'Mcl esprime, da pochi mesi peraltro, tramite il suo Presidente nazionale anche il portavoce del Forum del Terzo Settore.
Un po' troppo schierati, mi pare.
Io vedo un rischio: fatte salve le appartenenze culturali e, direi, anche ideali e politiche: siamo forse ai primi anni Cinquanta di Peppone e Don Camillo?
Siamo alla gara quasi scellerata tra parrocchia e casa del Popolo a Bottegone, per chi finiva prima di costruire nel 1955?
Devono venire Togliatti e Rumor a inaugurare i locali?
Ai tempi nostri bisogna accontentarsi, al massimo, di Fratoianni e di Gasparri.
Insomma NON pieghiamo, anche indirettamente, cara Silvia Bini, anche disinteressatamente, un associazionismo che è parte fondante del nostro Paese a logiche antiche che, settanta anni fa, avevano un senso, ma oggi lo hanno molto meno.
Ricorre quest'anno il centenario di Luciano Tavazza, padre del volontariato politico italiano e di importanti leggi di regolazione del volontariato stesso e del terzo settore, ben più ispirate delle ultime...
Faccio, immeritatamente parte, del Comitato Nazionale per il centenario e ho imparato questa frase di Tavazza che non mi esce più dalla mente:
"Noi, non siamo e non possiamo essere semplicemente i barellieri dello Stato".
La ripeto: "Noi non siamo i barellieri dello Stato".
Non siamo, uso il plurale, vale per l'Arci, per le Acli, per Legambiente, per l'Mcl, etc. non siamo i barellieri di una politica e, soprattutto di partiti che hanno inesorabilmente perso radicamento, partecipazione, capacità di inclusione, visione ideale.
Scriveva ancora Luciano Tavazza, pensando al volontariato organizzato:
"Noi siamo, invece, cercatori ostinati di arcobaleni".
Ecco, cara Silvia, cari/e amici e amiche dell'Mcl di Pistoia:
Invece che cercatori di querele, questa domenica fermiamoci, un attimo, di fronte all'arcobaleno.
L'arcobaleno della Pace e della Solidarietà.
Parole antiche dal pensiero nuovo che non sono proprietà di nessuno/a.
Che è bene sventolino e sorvolino nei e sui luoghi delle istituzioni, ma che sono anche un simbolo di cui ognuno di noi porta, ogni giorno e allo stesso tempo, il sogno e la responsabilità.
Francesco Lauria
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