Che cosa hanno in comune i Gang, Pierpaolo Pasolini e Madre Teresa di Calcutta?
Tante cose in realtà, ma due in particolare: una storia antica e una canzone.
C'è un'oasi nell'album Controverso pubblicato dai fratelli Severgnini (I Gang...) nel 2000, un brano sull'empatia, il valore dell'ascolto, ma anche sul riconoscimento del dolore e della speranza dell'altro/a: "Se mi guardi, vedi".
Ma cosa c'entrano Pasolini e Madre Teresa?
Pasolini, nel 1961, diede di lei, quando era sostanzialmente sconosciuta in Italia e in Europa, chiamandola in uno dei suoi reportage sul quotidiano Il Giorno, "Suor Teresa", una celebre definizione che i Gang hanno implicitamente citato nella canzone: "quando guarda, vede"..
E' una storia bellissima, quella raccontata da Pasolini nel suo viaggio in India e a Calcutta in particolare, svolto insieme ad Alberto Moravia ed Elsa Morante in onore del poeta Tagore.
Una storia quasi dimenticata e che, anche con questa canzone, i Gang hanno contribuito, quaranta anni dopo, a liberare dalla polvere.
La si può trovare ben ricostruita qui: https://www.luciobrunelli.com/post/quando-pasolini-a-calcutta-scopr%C3%AC-suor-teresa
Tornando alla canzone, vedere significa, quindi, non fermarsi alla superficie delle cose, all'apparenza delle persone, ma avere la capacità di scavare nell'anima (a partire dalla propria), accorgersi della sofferenza, della storia, della dignità, ma anche dei desideri, dei sogni, delle aspirazioni di chi si ha di fronte.
E' bellissimo il verso: "Ho la pelle fatta di sale d'attesa, delle notti ho l'età": che, insieme, esprime, evoca stanchezza, maturità, resistenza e resilienza e si immerge tra le mille tempeste attraversate, siano esse personali o sociali.
"Ho trascinato l'alba con gli zingari di neve..."
La neve c'è spesso, nelle canzoni, anche diversissime tra loro, dei Gang.
Note e parole attente che si contrappongono alla violenza del mondo e nel mondo.
Proprio come, nella loro estrema diversità, nel loro sguardo attento, sincero, mai conformista, mai comodo: Pierpaolo Pasolini e Madre Teresa di Calcutta.
Non c'è contraddizione, per i Gang, tra silenzio interiore, sguardo di cura e impegno, urlo sociale: tra la solidarietà gridata nei loro inni più famosi (a partire da "Ombre Rosse") e la connessione, intime, tra gli esseri umani.
Sono facce della stessa medaglia.
A partire, come sempre nella musica di questo gruppo rock, dagli ultimi, dai dimenticati, dai negletti.
Dagli innominabili.
"Se mi guardi, vedi" .
Se c'è ancora spazio, vita, amore nel cuore, tra "silenzi e spari", non si può non ascoltare, "vedendo".
Anche grazie a questa stupenda canzone, forse un po' sottovalutata persino dai fan dei Gang....
Francesco Lauria
SE MI GUARDI, VEDI (THE GANG)
Ho la pelle fatta
di sale d'attesa
delle notti ho l'età
Ho curvato i giorni
come fanno i treni
e ho sorpreso le città
cose che soltanto il cuore
può vedere
corrono i miei anni
vanno sotto gli occhi
se mi guardi, vedi......
ho giocato ai fiori
fra silenzi e spari
ma non ho tradito mai
grandine di rose
ne ho piene le tasche
te ne do quanta ne vuoi
cose che soltanto il cuore
può vedere
corrono i miei anni
vanno sotto gli occhi
se mi guardi, vedi...
e ho trascinato l'alba
con gli zingari di neve
per trasparire il mondo
e ricordare
che l'erba un tempo era
la pianura
cose che soltanto il cuore
può vedere
corrono i miei anni
vanno sotto gli occhi
se mi guardi, vedi...
cose che soltanto il cuore
può vedere
corrono i miei anni
vanno sotto gli occhi
se mi guardi, vedi...
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