mercoledì 28 ottobre 2026

"Nel 2005, quando ha 26 anni, Mauro Pompei, «romano de Roma», e Alice Trippi, sua coetanea e allora compagna, entrambi forti lettori e con studi universitari alle spalle (Filosofia lui, seguita da una breve esperienza di lavoro in una libreria, Storia dell’arte lei), si accorgono di non sopportare più la vita nella capitale e decidono di salire a Pistoia, città di origine di Alice, per aprire una loro libreria (...)"

Esordisce così il giornalista comunista Cesare Sartori, King Maker, a Pistoia, dell'Era E.G.C (Era Giovanni Capecchi, Anno I°) sulla prestigiosa rivista Il Mulino (qui il testo integrale open acces: https://www.rivistailmulino.it/a/lo-spazio-di-pistoia )

Continua Sartori, sempre sulla storica rivista bolognese:

"Non il solito negozio di libri: i due fin da subito hanno chiaro in testa quello che vogliono. 

Intanto una libreria di proposta con la saggistica ben visibile sugli scaffali anche a scapito della narrativa; il rifornimento preferibilmente con distributori indipendenti; poi ai clienti dovrà essere offerta l’opportunità di godersi un buon tè seduti sui divanetti di un angolo di lettura/conversazione; e ci dovrà essere anche lo spazio per allestire piccole ma raffinate mostre d’arte e per presentare libri e autori che i due giovani librai, in piena autonomia di giudizio e senza i condizionamenti di mode e classifiche, decideranno di ospitare. 

Scelte arrischiate, continua Sartori nell'interlocuzione: «Sì – ricorda oggi Mauro – ma vuoi mettere la soddisfazione quando il libro Donzelli della Kristeva su Hannah Arendt vendette più dell’Harry Potter ammazza classifiche uscito quell’anno?!».

Lo ammetto, frequento, con andamenti variegati, la Libreria Lo Spazio fin dal mio arrivo a Pistoia nel 2011, me lo ha ricordato un paio di mesi fa proprio Mauro Pompei con un'episodio che io, sinceramente, mi ero proprio dimenticato:

"Lauria, eravamo ancora in via dell'Ospizio, forse era il 2012, ai tempi della disfida Bartoli-Bertinelli. Inaugurazione di una mostra, quadri delicatissimi. Certo l'affollamento durante l'inaugurazione c'era. E tu Lauria - ha continuato Mauro -, appoggiandoti al muro, come un bradipo, facesti inavvertitamente cadere un quadro, danneggiandolo leggermente. Manco ti scusasti".

Non ti ricordi - ha concluso deciso Mauro Pompei - come ti ho incenerito con lo sguardo?"

No, sinceramente non me lo ricordavo. 

In realtà Mauro, che non sempre mi appare un sacerdote della sincerità, al massimo può sembrare, con lo sguardo, truce come il Tenerone di Drive In che, impersonato dal comico Gianfranco D'Angelo, riporto in foto, per i/le più giovani...

Scrive, a parte gli scherzi con una bella penna, ancora Cesare Sartori, in arte CCKM (Capecchian Condor King Maker...)

(Mauro & Alice) "Trovano due locali in una via che è sì nel centro storico, ma nascosta: via dell’Ospizio, nel nome un destino, stretto budello lastricato senza altri negozi, praticamente il retrobottega delle animate strade pistoiesi dello struscio e del commercio".

Ha poi aggiunto Mauro Pompei, con una combattività e un'idealità che, probabilmente, ha perso negli anni, con la vecchiaia (siamo perfettamente coetanei...) e che gli risveglia, giusto un pochino, quando, memore dei suoi giurassici studi di filosofia al tempo dei movimenti studenteschi della Pantera nel 1990, parla di Michel Foucault e del rapporto con il potere:

"Comprare i libri da noi era un gesto non soltanto di solidarietà, ma anche di protesta, una scelta di campo contro lo strapotere delle majors editoriali».

Continua aulico Sartori: "Centinaia e centinaia di presentazioni (anche 4 a settimana, esclusi il periodo natalizio e un paio di mesi estivi), decine e decine di mostre: è il bilancio di quasi 15 anni di vita dello «Spazio». Prima Mauro e Alice insieme, poi, quando si è sciolto il sodalizio di coppia e d’impresa, Mauro da solo, (poi Mauro & Mario, quando Mario De Togni in Mazzeo, il "demolitore", è sbarcato a Pistoia dal Nord Est... NdR).

Sempre stringendo i denti e sul filo del rasoio". 

Continua Sartori su Il Mulino, manco fosse Leopardi che compone l'Infinito: 

"Poi il trasloco (in Via Curtatone e Montanara NdR) e una nuova vita, con un incoraggiante andirivieni di clienti; si mettono in piedi laboratori e corsi per bambini, riprendono gli incontri e le presentazioni dopo le ristrettezze provocate dalla pandemia (...)"

Ed ero proprio in Via Curtatone e Montanara, in una delle ultime volte in cui ho frequentato la libreria (con bacaro e pianoforte su cui ho anche composto una canzone...) quando Mauro Pompei mi disse, con, per me imbarazzante, naturalezza:

"Laurì la guera è la guera. E in guera non ci sono regole, nè etica, rasssegniate" (si "rasssegniate" con tre s, non con due e con la i...)

Nonostante fossi sinceramente disperato, incredulo ed anche non poco arrabbiato ebbi la lucidità di rispondere al novello Gutemberg de Fiumicino:

"No Mauro, almeno io non sono in guerra con nessuno/a, tantomeno con voi. E comunque, persino in guerra, ci sono delle regole. Altrimenti la Convenzione di Ginevra non sarebbe mai stata firmata..."

Non immaginavo che l'immagine del prigioniero, di lì a pochi giorni, per fortuna per poche ore, si sarebbe drammaticamente concretizzata, nella menzogna e nella violenza più cieca, più armata, sulla mia pelle, sulla mia carne, nella mia anima.

Mauro non esprimeva nè distanza, nè condanna, solo, per me opportunistica, equidistanza (e oggi voglio essere generoso...).

No so se, da ex studioso di filosofia la sua proverbiale, cinicissima atarassia si fondesse con l'esistenzialismo o se si fosse messo sulle orme, fin da Fiumicino, del "distacco emotivo metropolitano" di Georg Simmel, ma a me quell'atteggiamento che Bersani (Samuele) definirebbe di "scrutatore non votante", colpì molto, anzi, come cattivissimamente scrissi subito al socio veronese Mario, mi fece proprio incazzare...

E così ho pensato a Mauro e Mario, che in queste settimane, direi giustamente e sinceramente, inevitabilmente ho criticato in ogni modo, quando oggi ho letto la bellissima introduzione al libro (è abbastanza intellettuale, secondo me a "Lo Spazio" lo hanno): "Per una pace possibile. Responsabilità, giustizia e riparazione al tempo delle guerre" (autori Adolfo Cerretti e Roberto Cornelli, edito dalla tanto  vituperata, da M&M, Feltrinelli...)

"Per una pace possibile" inizia così:

Introduzione: per iniziare con un'immagine di pace

"Lo squarcio di bellezza e di senso donato da Fragmentos è quasi indicibile. Chi lo visita, nel quartiere coloniale Santa Barbara di Bogotà, si trova gettato dentro a uno spazio di arte e memoria. La sua realizzazione è stata resa possibile da una precisa direttiva dell'Accordo di pace siglato nel 2016, che ha previsto espressamente la costruzione di un monumento utilizzando le 8994 armi che gli ormai ex guerriglieri delle FARC-EP (Forze Armate Rivoluzionarie del




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