"Lauria non dovrebbe più scrivere libri. Si occupa solo di sindacalisti di estrema sinistra, e poi i suoi libri non vendono nemmeno".
E' noto che questa conversazione sia avvenuta il 14 luglio scorso, il giorno del mio compleanno, in una importante sede sindacale, a due giorni dal congresso nazionale della Cisl, e che l'autore di queste frasi sia uno degli "esecutori" della svolta a destra (destra, destra si intende) della Cisl.
Coerente con questo atteggiamento quando, a fine settembre 2025, venne dall'Università di Bologna la richiesta di presentare e discutere la terza (terza) edizione del mio volume sulle 150 ore per il diritto allo studio, il direttore del Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze, Marco Lai, mio superiore diretto, non rispose nemmeno all'ateneo, non autorizzò, nè negò la trasferta: semplicemente la boicottò con il suo ingombrante silenzio.
Siccome, ovviamente, avevo rivendicato di voler far rispettare i miei diritti come lavoratore e come cittadino. venne, a tirarlo fuori di impaccio, la mia incredibile, vergognosa, ritorsiva e, sinceramente, ridicola sospensione cautelativa dal lavoro.
Alle 24 dell'8 ottobre terminavo paradossalmente a Copenhagen la mia terza missione internazionale di seguito per conto della Cisl (e prima anche a nome di Cgil e Uil, penso al Consiglio di Amministrazione del Cedefop a Salonicco pochi giorni prima) e pochissime ore dopo mi trovavo, nonostante avessi risposto punto per punto per ore alle pretestuose e penose contestazioni disciplinari, addirittura in regime di sospensione cautelativa, istituto peraltro nemmeno previsto dal contratto dei dipendenti Cisl di cui ero stato, peraltro, rappresentante eletto fino a pochi mesi prima, per quasi quattro anni.
Si scoprirà che a firmare questa infame sospensione (cosa che si rifila di solito a chi è sospettato di "danneggiare" gli impianti, io operavo principalmente in regime di smart working con mezzi miei) fu tra l'altro il sig. Danilo Battista, dirigente Cisl, già Presidente del Caf Cisl Nazionale, che, da me deferito ai probiviri, risulterà incredibilmente NON ISCRITTO all'organizzazione.
Grazie all'invito reiterato dell'ateneo e alla caparbietà del prof. Emanuele Leonardi il 13 ottobre svolgevo presso palazzo Hercolani a Bologna la mia lezione in un contesto doppiamente surreale, ovviamente da privato cittadino.
La situazione "originale" era duplice: avevo, ovviamente, dovuto togliere dalle slide tutti i riferimenti alla Cisl e al fondo 150 ore conservato presso il Centro Studi Nazionale Cisl a San Domenico, ma soprattutto, in solidarietà al popolo palestinese, la notte prima tutto il palazzo dell'ateneo era stato occupato dalle studentesse e dagli studenti.
Tutte le lezioni (anche loro :-) ) quindi erano state sospese.
Già dalla mattina presto, inizia così prima in solitaria, poi con Emanuele Leonardi il dialogo con gli studenti che, nel frattempo, organizzavano attività alternative a quelle previste ufficialmente dall'ateneo.
Il palazzo dell'Università era pieno di colori, di musica, di pensiero e di pensieri.
Mi trovavo, lo ammetto, non a disagio, anzi.
Provo a spiegare alla "delegazione trattante" i contenuti della lezione e, convinti gli studenti, mi viene chiesto un titolo da scrivere sulla lavagna all'ingresso.
Mi torna in mente una definizione dello "zio" Bruno Manghi: "Il sapere non ha padrone".
Il titolo è convincente, viene approvato dai ragazzi, scritto subito sulla lavagna.
L'aula è ampia e anche alcuni amici sindacalisti di Bologna della Cisl vengono a portarmi la loro solidarietà (e, segnalati, la pagheranno ovviamente cara...)
Dentro di me c'è un grande dolore, ma anche una grande determinazione, cerco di onorare quel contesto, quella mobilitazione, quella Speranza e quella giusta Rabbia contro il genocidio del popolo palestinese a Gaza.
Non sta a me dirlo, ma credo di aver fatto una bella lezione, in cui ho messo dentro tutto: la storia contrattuale di una conquista operaia divenuta progressivamente diritto di cittadinanza (anche nel suo declino...), i fondamenti culturali e ideali, gli ispiratori e le ispiratrici della scommessa del diritto allo studio, l'intreccio tra radicalità e riformismo, le diverse sfaccettature delle 150 ore: poesia, prosa, bisogni concreti e ideali, pane e rose.
Lunedì 23 febbraio ritorno quindi a Bologna, sempre con il Prof. Emanuele Leonardi, in un altro corso universitario, di nuovo a raccontare e a discutere la straordinaria vicenda delle 150 ore per il diritto allo studio, uno strumento che ha portato un titolo a quasi due milioni di lavoratori e di lavoratrici, ma che ha rappresentato molto, molto di più.
Racconterò di come non ci fosse niente di male, per un operario senza la terza media, di aspirare ad imparare ad esempio a: "suonare il clavicembalo", di un sindacato potente, a partire dai metalmeccanici, che non si limita a negoziare il salario, ma che creativamente mette in campo la risorsa, tempo, la risorsa Vita, la risorsa Orizzonte di Senso.
Racconterò anche di come fosse importante comprendere l'organizzazione del lavoro, i meccanismi dello sfruttamento, le filiere globali della produzione.
Fabrizio De Andrè, come è noto, affermava che l'uomo privato dell'orizzonte di senso è come "un cinghiale che fa solo equazioni".
Domani approfondirò più specificamente il nesso tra le 150 ore e la mobilitazione fondamentale per la salute e la sicurezza, che porterà, nella prima metà degli anni Settanta, anche alla nascita di Medicina Democratica.
Un primordiale possibile, non del tutto consapevole ed esplicito, approccio di "ecologia operaia", visione e tutela primaria, concreta della Vita, del futuro.
Nel frattempo, come è noto, la Cisl mi ha licenziato per "ingiusta" causa.
Un licenziamento ritorsivo, gravatorio, discriminatorio, nullo, politico, un po' come quello della maschera alla Scala, licenziata in tronco solo per aver pronunciato le parole: "Palestina Libera!"
Un licenziamento, il mio, peraltro reso retroattivo, perchè, violando leggi e contratti, (ovviamente anche questo aspetto è già stato impugnato) la Cisl mi ha tolto lo stipendio che mi doveva dal 9 al 23 ottobre.
Quattro mesi esatti sono passati dal quel giorno infame.
Sarei falso se negassi la rabbia, l'indignazione, il dolore profondissimi che vivono dentro di me.
Non tanto rispetto alle persone, ma nei confronti, ovviamente, all'organizzazione.
Un'organizzazione che si ostina, a sprezzo del ridicolo, a definirsi sindacato.
Ma anche una realtà in cui ho militato, prima che lavorato, per circa venti anni.
Una vita, o quasi.
A latere della mia prima lezione sulle 150 ore sono stato anche accusato pubblicamente da qualche dirigente zelante di: "deriva estremista" solo perchè avevo affrontato questo bellissimo argomento.
Chi, somaro, non conosce la propria storia, non costruirà, non vivrà il proprio futuro, perchè galleggia immobile in un presente privo di senso, orizzonte, prospettiva, dignità, umanità.
Privo di Speranza, sogno che si fa da svegli, come ci ricordava Pierre Carniti, indimenticabile segretario generale di una vera Cisl e, prima di una vera Fim.
Appuntamento a Bologna, per chi vuole, Lunedì 23 febbraio alle ore 15, questa volta non a Palazzo Hercolani, ma in via Zamboni 38 (Aula Tibiletti, secondo piano) nell'ambito del corso universitario: "Ecologia Politica e Filosofia del Lavoro".
IL SAPERE CONTINUA A NON AVERE PADRONE!
OLTRE L'INDIFFERENZA COSTRUIAMO INSIEME NUOVI PERCORSI DI STUDIO, IMPEGNO, CONSAPEVOLEZZA.
NUOVI ORIZZONTI DI LOTTA E DI MOBILITAZIONE.
PER UN ALTRO MONDO E PER UN ALTRO SINDACATO POSSIBILI.
E NECESSARI...
Francesco Lauria
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