Riporto questo articolo della, come sempre, bravissima, documentatissima e illuminante Francesca Coin, pubblicato (con titolo leggermente diverso) nell'edizione odierna de Il Manifesto (e fruibile gratuitamente online).
L’orda del potere suprematista. Violenza sistemica.
di Francesca Coin
II verdetto più severo è arrivato dagli esperti dell’Onu, secondo i quali gli Epstein Files contengono prove credibili di abusi sessuali sistematici e su larga scala.
«Questi crimini sono stati commessi in un contesto caratterizzato da ideologie suprematiste, razzismo, corruzione, misoginia estrema e dalla mercificazione e disumanizzazione di donne e ragazze provenienti da diverse parti del mondo», hanno scritto.
Includono «schiavitù sessuale, violenza riproduttiva, sparizione forzata, tortura, trattamenti inumani e degradanti e femminicidio», e parlano «di un’impresa criminale globale», protetta da un senso generale di impunità.
«La scala, la natura, il carattere sistematico e la portata transnazionale di queste atrocità contro donne e ragazze sono così gravi che alcune di esse possono ragionevolmente soddisfare la soglia giuridica dei crimini contro l’umanità».
La dichiarazione degli esperti delle Nazioni Unite restituisce le dimensioni di uno scandalo che toglie il fiato e non accenna a placarsi, arrivando persino ad arrestare un principe.
Qualche giorno fa, Melinda Cooper, brillante politologa australiana, ha tentato di ricomporre il quadro di queste violenze mettendo in relazione due aspetti della questione che spesso rimangono separati. Da un lato, gli abusi ripetuti e sistemici su donne e minori e dall’altro la seduzione della “classe Epstein” per l’eugenetica e la supremazia bianca, un aspetto di questa vicenda che è stato trascurato.
Ne troviamo tracce nella corrispondenza tra Epstein e Noam Chomsky, nella quale il primo, riprendendo articoli tratti da The Right Stuff, un forum di discussione neonazista, alludeva alla “scienza della razza”, una teoria di origine coloniale riportata nel dibattito mainstream da Charles Murray e Richard Harrnstein in The Bell Curve (1994), un testo controverso che sosteneva che vi fossero ineludibili differenze nelle capacità cognitive di neri e bianchi.
Per salvare la specie umana dal declino cognitivo, sostenevano gli autori, bisogna scoraggiare le politiche di welfare per le donne a basso reddito, perché «spingono ad avere figli le donne sbagliate». Trent’anni dopo, l’idea di mondo che pervade la corrispondenza di Epstein pare nascere nello stesso contesto culturale.
Di fatto, è da tempo che idee di questo tipo dominano Silicon Valley, diffondendo teorie in base alle quali il modo migliore per assicurare il futuro della specie umana a lungo termine è permettere alle persone superiori di farlo. Il caso più eclatante è quello di Elon Musk, intenzionato a servirsi di Space X per trasportare il proprio seme su Marte e creare una legione di figli prima dell’apocalisse.
Lo stesso Epstein, dal suo canto, voleva che il proprio seme fecondasse almeno venti donne al giorno. Il famigerato file EFTA02731395, diario di una minorenne a cui è stato brutalmente strappato il figlio appena partorito dalle mani, racconta questo: di bambine usate come incubatrici per assicurare una discendenza al seme di Epstein in una specie di fabbrica della stirpe situata nel suo ranch del Nuovo Messico.
Nel 2019, il New York Times aveva messo in luce la seduzione di Epstein per queste teorie in un articolo che ricostruiva i suoi generosi finanziamenti a centri di ricerca che studiano il controllo della popolazione e la rete di scienziati e accademici a lui vicini, spesso noti per le loro idee razziste.
Secondo Cooper, bisogna tornare a Freud per capire tutto questo. In Totem e Taboo, Freud sosteneva che l’inconscio collettivo fosse abitato dall’idea di orda. L’orda è la fantasia primordiale di un ordine tribale in cui i patriarchi si servono del possesso della donna per creare una propria stirpe e ottenere l’immortalità. Per la politologa, in questa vicenda, la pedofilia e la riproduzione della stirpe sono indissolubilmente legate.
La lettura di Cooper è interessante, perché permette di scorgere l’idea di mondo che è ispira la vita psichica del potere.
Per Cooper, dietro a questa rete di abusi esiste un’idea di società interamente regolata sulla relazione tra servo e padrone, in cui la relazione di dominio si fonda tanto sulla violenza economica quanto sulla violenza sessuale. E lo scopo dei magnati dell’ordine economico è estendere il regime di padrone e servo all’intera società, celebrando un’idea di mondo anti-democratica, tribale e allergica all’idea di eguaglianza.
Dobbiamo essere grate alle superstiti di questo traffico internazionale per avere avuto il coraggio di denunciare. E alle protagoniste del #metoo, per essere state le prime a riconoscere il mondo che stava nascendo e a smascherarlo.


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