giovedì 12 marzo 2026

A PARMA IL POTERE SI ERGE A DOMINIO ANCHE CONTRO LE ISTITUZIONI LOCALI. OGGI QUI. DOMANI?

"Il Pd, di cui De Vanna è segretario, deve decidere se stare dalla parte della Legalità o degli estremisti dei centri sociali".

E' solo una delle dichiarazioni, a mio parere deliranti, che si sono lette, in questi giorni, a Parma, nella mia città.

A Parma ci sono, infatti, 21 indagati per  la manifestazione ProPal  a favore della Global Sumud Flotilla e contro il genocidio perpetrato dal governo israeliano, dello scorso primo ottobre. Fra di essi anche gli assessori comunali Francesco De Vanna (anche segretario cittadino Pd) e Caterina Bonetti, oltre ai consiglieri comunali Victoria Oluboyo e Gabriella Corsaro

L'accusa è di interruzione  di  pubblico servizio, perché i manifestanti (non gli assessori) scesero sui binari, in stazione, bloccando la linea tra Bologna e Milano per oltre un'ora.

La presenza degli assessori e dei consiglieri in stazione, alla fine della manifestazione, secondo quanto incredibilmente emerso dall'indagine della Procura, costituirebbe una sorta di concorso morale e implicito appoggio alla temporanea occupazione della sede ferroviaria di alcuni attivisti.

Ha ragione chi sottolinea che questa vicenda sia il frutto avvelenato della criminalizzazione di ogni manifestazione creata dal governo Meloni attraverso i vari decreti "sicurezza" che colpiscono chi esercita pacificamente un diritto sancito dalla Costituzione. 

Le responsabilità (comunque da accertare e verificare) di singoli attivisti vengono attribuite collettivamente a chi manifesta o li rappresenta.

Il risultato è inquietante: in tempi di calo della partecipazione e di rischi di autoritarismo, si intimidiscono i rappresentanti democraticamente eletti e si punta, in profondità, a dissuadere i cittadini dall'esprimere pubblicamente il proprio dissenso verso queste politiche securitarie

Un disegno, coerente con il Piano di Rinascita Nazionale della loggia massonica P2 del "venerabile" Licio Gelli, scritto esattamente cinquanta anni fa e che rischia di essere ulteriormente rafforzato in caso di vittoria dei in occasione del referendum sulla magistratura, con l'attacco alla sua indipendenza rispetto al potere Esecutivo.

Conosco bene sia Francesco De Vanna che Caterina Bonetti, Parma è la mia città.

Tutto sono tranne che estremisti o violenti e a loro va la mia massima, incondizionata, assoluta solidarietà.

Conosco bene i binari temporaneamente bloccati il primo ottobre scorso e ritengo violento solo un potere (che già ha intaccato parte della magistratura) che mira a far saltare i capisaldi costituzionali della nostra Repubblica antifascista, nata con il sangue della Resistenza partigiana, in un contesto repressivo che non è solo nazionale, ma mondiale.

La fine del multilateralismo e lo smantellamento del diritto internazionale asservito ad uno stato di eccezione di guerra permanente sono, infatti, la faccia della stessa medaglia dei c.d. decreti sicurezza, che stanno colpendo, tra l'altro, tanti lavoratori e lavoratrici e i loro rappresentanti sindacali.

In queste ore, giustamente, nelle manifestazioni contro la guerra, i treni sono stati bloccati in provincia di Pisa, mentre, correttamente, la magistratura, sta reprimendo il transito non autorizzato di armi nel nostro Paese.

Il 22 e 23 marzo, quindi, votiamo un convintissimo No.

Ma la mobilitazione determinata quanto nonviolenta contro un potere che si vuole ergere a dominio, (non dimentichiamo anche la repressione contro i migranti e i Cpr e la folle idea della "remigrazione") non si può fermare, ovviamente, a questo.

Francesco Lauria

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