Personalmente non sono mai stato una persona nei ranghi o che "non le mandasse a dire".
Proprio per questo, ho imparato strada facendo, o almeno provato ad imparare, che si può essere durissimi con le parole e con le azioni, ma bisogna dimostrare coerenza, e non colpire tanto per colpire.
Nel recente mio doloroso contrasto, anche in ambito lavorativo, con una confederazione sindacale nazionale, dopo oltre vent'anni di riconoscimenti e stima (e certo, anche di amarezze e difficoltà) ho sempre risposto con i contenuti alla macchina del fango che, scientificamente, è stata montata nei confronti del sottoscritto, anche con dinamiche che io e molti abbiamo ritenuto sguaiatamente illecite ed illegali.
Ci sono, in questa mia vicenda, situazioni che ho ritenuto meritevoli del vaglio della magistratura, ma anche molti aspetti di squisita natura etica, opportunità, buon senso.
Andando oltre l'esperienza personale, mi aveva già molto colpito l'astio pesantissimo di Valentina Loparco, che non credo di conoscere personalmente, nei confronti di Giovanni Capecchi.
Il suo post sui cuoricini che prendeva malamente in giro 2601 cittadini e cittadine che avevano firmato la candidatura di Giovanni (certificando le firme, non come altre meteore di ritorno del centrosinistra pistoiese che, di fatto, ora sostengono Stefania Nesi e che nemmeno volevano rendere pubblici i nomi dei propri sostenitori/sostenitrici) mi aveva impressionato per durezza gratuita e pregiudizio conclamato.
Già il 28 febbraio (sottolineo il 28 febbraio) Giovanni Capecchi aveva affrontato pubblicamente, trasparentemente e di sua iniziativa la questione Fondazione Caript, peraltro elencando con precisione tutti i precedenti di situazioni, inevitabilmente, simili alla sua.
Era stato così onesto, da ammettere, preventivamente, di non aver rispettato i termini delle dimissioni dal consiglio della Fondazione (ripeto dal consiglio, non da organi esecutivi!) così come era successo a numerosi altri candidati o sindaci eletti di estrema sinistra, sinistra, centro e destra. Pistoiesi o valdinievolini (se così si può dire...).
Aveva spiegato davanti a trecento persone e forse più, perchè non lo lo aveva potuto fare e che era disponibilissimo a pagarne le conseguenze (un periodo di ineleggibilità futuro nella Fondazione).
Aveva avvertito: tutto questo verrà usato dalla "palude" contro di me.
Puntualmente, dopo una serata fantastica, partecipata in Piazza Santo Spirito da circa mille persone, a due giorni dal voto, esce una lettera di Loparco, peraltro, non commentabile a causa di restrizioni sui suoi social (di cosa si ha paura, se si è convinti di avere ragione?) da parte di una figura, certo non di primo piano, del Pd Pistoiese (nemmeno cittadino) che finge che tutte le spiegazioni, ufficialmente già date, da Giovanni Capecchi non ci siano mai state. (tutti i giornali, a partire da Reportpistoia, hanno anche la registrazione del suo intervento presso San Domenico).
La capziose domande e le vergognose, indimostrabili illazioni poste dall'ex assessora Pd di Massa e Cozzile, sono davvero imbarazzanti, non per Capecchi, ma per chi le pone in questo modo e in questi tempi, ben sapendo non solo di avvelenare i pozzi, ma di danneggiare tutto il centrosinistra.
Tutto ciò, peraltro, in quanto ultras (per propria stessa ammissione) di una Stefania Nesi, insolitamente silente.
Tutto questo, pur se non anonimo, è paragonabile, a mio parere, al murales minaccioso, e da condannare in ogni modo, contro l'altra candidata alle primarie, espressione della maggioranza dell'Assemblea comunale del Pd di Pistoia.
Peraltro fa davvero sorridere e davvero non è, a mio parere, credibile, che la stessa Lo Parco che, su tutti i giornali, poco più di un anno fa, sparava a zero proprio sul Pd di Pistoia, con affermazioni pesantissime, ora si erga a paladina dell'ortodossia.
Una peraltro solo presunta ortodossia, che, a parte in questa occasione, mai, a torto o a ragione, ha ritenuto di poter e dover impersonare.
Allora un'illazione la faccio io, sapendo di non poterla provare, pur scoprendo l'acqua calda: non è che si è scelta una sorta di "kamikaze" per colpire, per procura, Giovanni Capecchi?
Chi sta facendo di tutto, da mesi, per mettergli tutti i bastoni tra le ruote possibili, ha giocato un'ultima, disperata e, oggettivamente, penosa, spuntata, anche se fastidiosa carta?
Giovanni Capecchi non ha certo bisogno di difese terze, ma capisco che provi un certo voltastomaco.
Chi si nasconde dietro le quinte delle domande accusatorie di Valentina Lo Parco non meriterebbe nessuna attenzione, nessuna perdita di tempo.
La forza gentile di Giovanni ha le spalle larghe: non c'è alcun dubbio sulla sua trasparenza e sul fatto che nessuno schizzo di fango raggiungerà lo scopo.
Che poi è quello, alla fine, di riperderle elezioni.
Semmai il fango tornerà proprio da dove è venuto.
Francesco Lauria

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