lunedì 4 maggio 2026

"SENTIRE CIO' CHE NON FA RUMORE". ZAINO PRONTO. IO, SPERO, LO SARO'. VIVI E IN CAMMINO...

"Presi da un mondo frenetico e competitivo, ci dimentichiamo di essere vivi."

Lo scrivono il poeta Franco Arminio e il padre Ricostruttore Guidalberto Bormolini, in un libretto stupendo che consiglio a tutti e a tutte, specialmente da chi viene da periodi difficili (ma non solo...):

"Accorgersi di essere vivi. Un breviario per chi ha perso la vita".

Che poi dal titolo sembra un manuale di psicanalisi ed invece, metà in poesia e metà in prosa, è un manuale ricchissimo di sogni: "fatti da svegli".

Sono pronto, mio figlio Jacopo questa volta non sarà con me, dopo il bellissimo e condiviso cammino portoghese di settembre, per questa settimana sulle "strade del Nord".

E' di là, nella sua camera che dorme, mentre io ascolto la pioggia, spero sogni qualcosa di bello, pronto per andare da solo a scuola, sistemare e chiudere la casa, "essere grande".

Che poi Nord, significa Irun, la tappa di partenza, l'Oceano, la stupenda spiaggia di San Sebastian, ricca per me di indimenticabili e nostalgici ricordi, le colline basche, significa, forse, soprattutto Guernika, con tutto il portato di questo luogo.

Ma anche Bilbao che mi accoglierà con la sua continua e permanente trasformazione di ex città industriale.

Non lo prometto del tutto e sicuramente lo interromperò, qualche volta, per pubblicizzare alcune incombenti iniziative a Pistoia, ma proverò a fare silenzio.

Quel silenzio che, come ci spiega Nicoletta Polla-Mattiot è "rivoluzione". 

Nell'epoca del rumore onnipresente, riscoprire e coltivare il silenzio per me, che sono un'inondatore seriale di parole, incapace del senso e del mistero dell'attesa, è un atto politico, un tentativo di forma di resistenza anche verso me stesso.

Il punto di partenza, difficilissimo per me, lo ripeto, per una nuova ecologia sociale ed esistenziale. 

Chissà, come promette la Mattiot, se riuscirò, nel cammino, questa volta solitario, a: "sentire ciò che non fa rumore", come, direbbe Maddalena Rostagno, ricordando il suo papà Mauro, dispensatore di sogni e utopie, ucciso dalla mafia e dalla massoneria siciliane, a sentire: "il suono di una sola mano".

Avrei voluto rappacificarmi con una persona, prima di partire, ne ho avute mille occasioni, davvero sembrava un destino.

E, invece, come un cretino non ci sono riuscito, mi sono limitato ad un biglietto: "Spezziamo i fucili".

Porterò nel cuore, durante il cammino, oltre a Jacopo,  anche questa persona e i tanti altri/e "difficili", a partire da me stesso, con cui mi sono confrontato in questi lunghi mesi di stravolgimento della vita.

Che poi ogni crisi, davvero, è un'opportunità.

Non è tempo perso, ma un tempo pieno da trasformare e oltrepassare senza eccessiva fretta.

Lentamente, pensando alla meta, ma senza farsi travolgere da essa.

Certo, occorre (me lo dico da solo) davvero, imparare a fare silenzio, anche nella preghiera.

Come ci ha detto un grande delle immagini, della parola, Federico Fellini, ne "La voce della luna":

"Eppure io credo che se ci fosse un po' più di silenzio, se tutti facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire" 

BUON CAMMINO a me, sulle orme di San Jacopo,

BUON CAMMINO a tutte e a tutti, sulle orme della Vita.

Quella piena, che ci parla nel silenzio, 

proprio come il "suono di una sola mano"...

Francesco

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