domenica 28 giugno 2026

CHIARA FRANCINI E LA LEZIONE ALLA PSEUDOSINISTRA: "LIBERI PERCHE' LIBERATI". PAROLA. NON SILENZIO.

In questo video Chiara Francini ci spiega magistralmente, da donna veramente di sinistra, cosa è la libertà.

https://www.facebook.com/reel/1041908298493419

Quella vera, non quella finta dei salotti e dei clan degli assessori.

Ma cosa è successo?

Tra le polemiche l'attrice e scrittrice toscana ha risposto ieri affermativamente ad un invito di Matteo Salvini per un intervento sulla libertà di espressione, ovviamente da donna libera e di sinistra, da tenersi, pur da remoto, in una scuola di formazione di giovani leghisti, denominata NexUS.

La Francini è stata subito chiarissima sui suoi orientamenti politici e ha risposto da donna "venuta da un libro che racconta gli anni della Resistenza", ma che non ha paura di "contaminazione".

Quando parla di libertà di espressione Chiara Francini è davvero perfetta, ci racconta anche dei prezzi da pagare, delle solitudini da scontare.

Anche quando riprende, non a caso, le lettere di due giovani condannati a morte della Resistenza: Franco Balbis e Paolo Braccini.

Ovviamente il suo intervento ha scatenato critiche e sberleffi.

Ma Lei risponde guardando dritto negli occhi: "diffido dei nostri quando diventano recinto. La coscienza non ha capigruppo".

"La democrazia è il luogo in cui si può stare nello stesso spazio senza volersi cancellare."

"Viviamo in un'epoca in cui il nuovo fascismo è la semplificazione autoritaria del pensiero".

Mi è venuto da piangere ascoltando Chiara, che racconta come rifiutare le libertà piccole, per amare una libertà grande.

"La libertà non è stare al sicuro. E' avere il coraggio, difficilissimo, di non appartenere interamente."

"Una parola libera non chiede mai scusa. Sta, resta.... Brucia se serve. Illumina se può".

"Non siamo servi/e del branco."

"Non serve urlare, ma guardare chi ami e scegliere cosa lasciargli in eredità."

"I puri sono quelli che prima o poi accendono il fuoco, per bruciare prima le cose e poi le persone".

"La libertà muore una prudenza alla volta, un silenzio alla volta".

"Proviamo ad essere all'altezza di chi ci ha reso liberi, perchè liberati."

Ma chi sono i nostri/le nostre?

Chiara Francini rivendica il suo essere "intera", ed è proprio per questo una donna più grande, di fronte alle piccolezze dei vari branchi di una sinistra prona al potere, priva di libertà, spesso serva di se stessa.

"La parola non ha paura dei luoghi in cui entra, ha paura dei luoghi che evita".

Inutile dire che ho rivisto, in tutte le sue parole, in ogni suo respiro, in ogni sua idea, il mio ultimo mese e mezzo di distanza e distanze nella c.d. "sinistra" pistoiese.
Ma oggi non voglio parlare di me.

Chiara continua:
"Quando la parola si paralizza un corpo democratico non sente più dolore"

Ecco, a partire da Pistoia e da tutto il residuale socialismo appenninico tosco emiliano, io auguro al "popolo (ma anche alle elites) delle cause giuste", come perfettamente lo chiama Chiara Francini, di uscire dal torpore, uscire dal silenzio, uscire da una vigliacca prudenza.

Auguro di ritornare ad essere in grado di provare dolore: per una società che vive il pensiero: "come se fosse una malattia".

E in cui gli ultimi/le ultime, in realtà, oltre parole parolaie, non vengono mai al primo posto.

Viene prima il clan. Viene prima il branco. Viene prima il partito. Viene prima, primissima, in realtà, il proprio posticino personale.

Un posticino individuale, narcisista, miserevole, quasi sempre privo di reale rappresentanza.


Francesco Lauria

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