E' questo il ficcante titolo di ieri de Il Fatto Quotidiano rispetto alla vicenda che ha visto soccombere in tribunale la società ASM di Rieti, spalleggiata dalla Cisl, il sindacato guidato da Daniela Fumarola e, precedentemente, da Gigi Sbarra, attuale componente del Governo di destra di Giorgia Meloni.
Entrambi i dirigenti hanno fortemente voluto la legge 76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori, supportata prima da una raccolta firme popolare e, poi, da un accordo sostanzialmente blindato in Parlamento con il centrodestra (a parte l'accoglimento di qualche modifica peggiorativa proposta dalla Lega di Salvini...)
La partecipazione dei lavoratori è, senza dubbio, una bandiera storica della confederazione di Via Po (anche se a fasi alterne, negli anni Cinquanta, ad esempio, l'ideologo della Cisl Mario Romani, influente responsabile dell'Ufficio Studi e stretto collaboratore del fondatore Giulio Pastore, le preferiva, di gran lunga la contrattazione aziendale, su questo si può agevolmente consultare il volume, curato da me a da Adriana Coppola: "Dobbiamo creare tutto dal nuovo", mentre negli anni Settanta la sinistra fimmina e cislina carnitiana fu molto tentata dall'autogestione jugoslava e, comunque dalla partecipazione conflittuale, come nei casi dei lavoratori che prendono il controllo/acquistano l'impresa, spesso in forma cooperativa e tramite i cd. "workers buyout").
Qui il link all'articolo leggibile per gli abbonati del quotidiano sulla sconfitta (indiretta) della Cisl in Tribunale, sia a Rieti che a Roma: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/08/12/la-cisl-non-conosce-la-legge-della-cisl/8476722/
Chi conosce la partecipazione dei lavoratori (io ho contribuito a scrivere nel 2025, dopo l'approvazione della legge, una dispensa, firmata insieme all'attuale Presidente della Fondazione Ezio Tarantelli, Emmanuele Massagli, riscontrabile qui: https://www.edizionilavoro.it/notizie/431-freschi-di-stampa-il-cofanetto-sugli-strumenti-per-la-formazione-sindacale) sa bene che esistono, in Italia, in Europa e nel mondo, forme molto diverse fra loro di coinvolgimento partecipativo dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
C'è quindi, partecipazione e partecipazione...
In sintesi, a fine luglio 2026, il Tribunale di Rieti ha condannato la società ASM Rieti per condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, ordinando la revoca del regolamento aziendale e della conseguente nomina di una lavoratrice nel Consiglio di Amministrazione (CdA).
Il caso riguarda il progetto di partecipazione gestionale dei dipendenti promosso con forza dalla CISL, sfociato in un duro scontro legale a causa dell'adozione unilaterale delle regole di voto da parte dell'azienda.
- Illegittimità del regolamento: Con il decreto (R.G. 388/2026), il Tribunale Ordinario di Rieti ha stabilito che la predisposizione unilaterale del testo ha violato i diritti delle rappresentanze sindacali, configurando l'antisindacalità della condotta.
- Profili discriminatori: Parallelamente, la Sentenza n. 8209/2026 del Tribunale di Roma ha analizzato i requisiti di eleggibilità imposti dall'azienda, rilevando possibili effetti discriminatori legati a fattori come l'età, le opinioni personali e sindacali, nonché la natura precaria del rapporto di lavoro dei candidati, pur ritenendoli non direttamente sanzionabili. Il giudice ha riconosciuto, da un lato, che la Cgil aveva piena legittimazione ad agire per la discriminazione collettiva e che le norme sull'eleggibilità dei rappresentanti dei lavoratori nel CdA rientrano nella tutela antidiscriminatoria, e dall'altro ragioni oggettive per cui era possibile per l'azienda escludere alcune categorie di lavoratori/lavoratrici dall'eleggibilità.
- Cessare il comportamento antisindacale e rimuoverne gli effetti.
- Revocare immediatamente il regolamento elettorale.
- Annullare la nomina del componente dei lavoratori eletto sulla base di tali norme.




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