giovedì 13 agosto 2026

BIBLIOTECA SAN GIORGIO: LE PROMESSE MANCATE (PER ORA) DELLA GIUNTA CAPECCHI E OTTO PISTE CONCRETE DI SOLUZIONI/IMPEGNO.

In campagna elettorale, sui temi culturali e di rapporto, soprattutto, con studenti e studentesse uno dei (condivisibili) mantra di Giovanni Capecchi, sia quando ancora non era candidato a nulla, sia quando era candidato alle primarie del centrosinistra, sia quando era candidato sindaco, è stato l'allargamento degli orari della biblioteca comunale San Giorgio di Pistoia.

Ad esso Capecchi ha sempre teso collegare la questione connessa anche se indipendente, della ripresa dello sviluppo dell'Università a Pistoia come sede decentrata, ma significativa.

Su quest'ultimo punto sono intervenuto pubblicamente anche io nei mesi scorsi, rilevando come non fosse obbligatorio concentrarsi solo sull'Università di Firenze, ma anche andassero prese in considerazione, almeno, anche Pisa e Bologna (ci sono, infatti, diverse sedi universitarie decentrate in Italia al di fuori del territorio della regione della sede principale).

Si possono ritrovare entrambe le promesse di Giovanni Capecchi, ad esempio, a questo link, ma potremmo prendere qualsiasi testata giornalistica locale: https://www.reportpistoia.com/capecchi-prolungare-lapertura-della-biblioteca-fino-alle-22-e-far-tornare-luniversita-a-pistoia/

Ora, mentre ricostruire un vero insediamento universitario è questione complessa che non si può affrontare ed ottenere in un giorno, l'allargamento degli orari e delle giornate di apertura della Biblioteca comunale appare, a tutte e a tutti, ovviamente più semplice.

Nelle ultime settimane Capecchi, spalleggiato dal suo influencer Alessio Dolfi, ha esultato per gli importantissimi finanziamenti che interverranno su alcuni problemi strutturali dell'edificio della biblioteca e che, fra l'altro, causavano una singolare e poco dignitosa comparsa di ombrelli e di teloni da campeggio dentro e non fuori la struttura, anche a seguito di poche gocce di pioggia.

Il neo sindaco ha però, con scarso stile, dimenticato che il merito di questi finanziamenti (forse anche un po' tardivi, ma ingenti) è totalmente ascrivibile all'amministrazione precedente, nemmeno a quella di Annamaria Celesti, ma proprio quella di Alessandro Tomasi.

Al di là delle questioni di stile (peraltro lo stesso ex sindaco Tomasi brinda pubblicamente con Capecchi e ne parla spesso bene, contento lui...) il tema degli orari della biblioteca, ripeto, è stato ampiamente trattato come promessa elettorale dall'attuale sindaco di Pistoia e appare quindi stringente.

Un primo elemento è lo smacco subito dal capoluogo di provincia e dal settimo comune per popolazione nell'intera regione Toscana, dalla ben più piccola (quattro volte e mezzo di meno rispetto agli abitanti...) amministrazione cugina di Montecatini Terme.

Ora Montecatini non è diventata improvvisamente Harvard o Yale, non verrà frequentata al posto della Sorbona di Parigi, ma, con l'allungamento degli orari della biblioteca comunale stabilito a luglio scorso, ha, pur non di molto, superato senza alcun dubbio quelli di Pistoia: https://www.iltirreno.it/montecatini/cronaca/2026/08/05/news/orario-continuato-alla-biblioteca-ce-lo-hanno-chiesto-tanti-cittadini-1.100903242

Rispetto agli orari della biblioteca comunale che, su altri fronti ha anche tanti meriti, Pistoia è poi in piena zona retrocessione tra i capoluoghi di Provincia toscani avendo una situazione simile, come ore totali di apertura settimanali, a Grosseto e Siena, peggiore rispetto a Lucca e a Prato, molto peggiore rispetto a Firenze, Pisa, Arezzo. Massa non può essere presa in considerazione perchè in questo momento la biblioteca comunale opera in una sede provvisoria.

Non va dimenticato che Pistoia viene di molto superata anche da Siena che può contare su un'ampia apertura delle biblioteche universitarie (aperte a tutti gli utenti) e anche Arezzo ha buona agibilità su questo essendo una sede distaccata importante proprio dell'Università di Siena (cosa che non è Pistoia, ad esempio, rispetto all'Università di Firenze e non solo, come abbiamo già rilevato).

In sintesi Pistoia è, in Toscana, non considerando Massa, all'ultimo posto insieme a Grosseto per gli orari di apertura complessivi sulle sette giornate della settimana e la totale mancanza di aperture serali e domenicali.

Una mozione consiliare risalente all'anno scorso proponeva peraltro di valutare proprio aperture serali e festive, come in diversi altri capoluoghi toscani (non ci si riferisce solo a Firenze), pertanto Giovanni Capecchi non si è inventato nulla di originale, ha solo insistito sul punto dandolo, sostanzialmente, per acquisito/acquisibile.

Tralascio gli annunci della nuova amministrazione comunale sul forte rafforzamento dell'insediamento universitario a Pistoia (ricordiamoci che, pensiamo solo a Prato, non a Firenze, in Toscana esistono anche tante università americane...) che sono, davvero, tutti da verificare.

Provo a suggerire un percorso graduale al sindaco e ai suoi influencer, ormai stabilmente parte del suo staff, tra l'altro facendo presente che, anche qui, basterebbe volgere lo sguardo non alla New York di Mamdani, ma più modestamente oltre il Reno, alla piccola Porretta Terme:

- aperture serali e domenicali sperimentali, collegate ad eventi musicali/culturali specifici, da aumentare progressivamente;

- inizio graduale con apertura del solo piano inferiore, sfruttando anche un possibile allargamento degli orari del bar interno, specialmente nei mesi estivi, ma non solo;

- realizzazione di un accordo sindacale partecipativo e innovativo con i/le dipendenti, anche per verificare la disponibilità e le condizioni dell'introduzione (senza esagerare e nei termini di legge e contratto collettivo) di possibili ore di straordinario dei lavoratori/lavoratrici, in attesa di un possibile/auspicabile rafforzamento numerico e conseguente ringiovanimento anagrafico della popolazione lavorativa;

- coinvolgimento (non esclusivo, ma importante) dell'associazione degli amici della Biblioteca San Giorgio e di altre associazioni, penso, ad esempio, alle stesse organizzazioni sindacali: Auser, Anteas, al fine dell'allargamento, in sicurezza, degli orari di apertura al pubblico;

- progetti specifici con associazioni non solo della terza età, ma anche giovanili;

- sinergie con le altre biblioteche, come accade in tutti gli altri comuni italiani che hanno più di una biblioteca comunale tranne che a Pistoia (penso alla mia Parma, non a Milano o a Roma...) che, solo per fare un esempio, adottano le chiusure estive non tutte insieme, ma in maniera alternata e coordinata;

- verifica della presenza di fondi disponibili/aggiudicabili (anche a bando) di Fondazioni bancarie (non sempre e per forza la sola Fondazione Caript, ma almeno a livello regionale), della Regione Toscana o Europei, sfruttando, per esempio, il fatto che la San Giorgio sia un punto certificato di informazione del programma europeo Erasmus Plus.

- ultima, ma non ultima, vista anche la declamata attenzione alle fragilità della Giunta del campo larghissimissimo, sarebbe importante ripristinare finalmente la collaborazione (soprattutto per il prestito dei libri ai detenuti, ma non solo) tra Biblioteca San Giorgio e casa circondariale di Pistoia.

Oggi siamo al giorno ottanta non dalla mera elezione, ma dalla proclamazione a sindaco di Giovanni Capecchi.

Il 5 settembre (2026... eh) scadranno i famosi primi cento giorni rispetto ai quali si era promesso di compiere una prima verifica delle cose fatte/impostate/instradate.

Considerando che anche in altri campionati (non solo in quelli delle biblioteche, ma penso, ad esempio, al basket) Pistoia e Montecatini nel 2026/2027 dovranno confrontarsi più volte, io suggerirei di rimboccarsi le maniche per non perdere tutti i derby (e non mettiamoci pure Porretta...) e trovare delle soluzioni che oltrepassino la mera politica dell'annuncio e del racconto (talvolta messianico...)

Ho proposto sette piste concrete di impegno, senza, per il momento, parlare di Università (tema ovviamente sinergico).

Nessuna di queste piste, da sola, è risolutiva, ma tutte insieme, senza alcun dubbio, lo sono.

Da Giovanni Capecchi e dalla sua Giunta/maggioranza, i cittadini e le cittadine non ideologizzati/e e onesti/e, quelli che si fanno un mazzo così, magari da pendolari, per restituire in tempo un libro alla Biblioteca comunale San Giorgio, di ritorno dal lavoro a Firenze o a Lucca, si aspettano risposte concrete e tempestive.

Non promesse mancate o il giubilo per i risultati conseguiti, in realtà, da altre, precedenti, amministrazioni del Comune di Pistoia, rispetto alle quali si è peraltro rivendicata, un giorno sì e l'altro pure, una più che netta discontinuità.

Francesco Lauria, Presidente Associazione Sognare da Svegli

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