venerdì 25 settembre 2026

“DUNQUE, DOVE ERAVAMO RIMASTI?” “IMPEGNO E GENTILIZZA” O OPACITA’ E OMISSIONI? UN MIO PROFILO DEL SINDACO GIOVANNI CAPECCHI TRA PISTOIA, PERUGIA E CASTELLO DI CIREGLIO (seconda puntata…)

L’Università per stranieri di Perugia, l’ateneo dove insegna, ormai da molto tempo, l’attuale sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi è stata periodicamente (quasi) travolta da gravissimi scandali e inchieste giudiziarie negli ultimi anni.

Sottolineo subito, però, che, essendo un ex bambino che rimase molto compito dal ritorno sullo schermo di Enzo Tortora nella trasmissione Portobello, dopo arresti spettacolo in manette a favore di giornali e telecamere, finti pentiti, incredibili e inventate accuse di affiliazione alla camorra, minacce reali in carcere, etc. io non posso che rimanere, come sempre, un garantista coerente con la nostra Costituzione.

Quell’indimenticabile e indelebile: “Dunque, dove eravamo rimasti”, pronunciato da un signore, grande professionista ferito, violato, frantumato dalla calunnia, che portava i capelli consumati e bianchi, appariva gentile e triste, inequivocabilmente segnato dalla durezza della vita e dalla cattiveria interessata del prossimo, mi entrò dentro, così come la spiegazione asciutta, inappellabile che mi diede mio padre su di lui e a supporto di lui e di quella frase.

Ero passato apposta, fulmineo, dalla sala alla cucina di casa dove c’era il secondo televisore, in bianco e nero, l’apparecchio a cui la sera relegavo spesso i miei genitori, da buon figlio unico viziato.

Enzo Tortora non si era certo, per questo, votato alla vendetta, ma alla ricerca di verità e giustizia; purtroppo il conduttore televisivo morirà 1 anno, 2 mesi e 28 giorni (esattamente 453 giorni) dopo la sua celebre ricomparsa in televisione che tanto, pur da bambino di nemmeno otto anni, mi aveva colpito.

Il suo storico ritorno sul piccolo schermo, aperto con la commovente frase che ho ricordato, era, infatti, avvenuto il 20 febbraio 1987, in seguito alla sua assoluzione definitiva.

Enzo Tortora si sarebbe poi spento a Milano il 18 maggio 1988, all'età di 59 anni, a causa di un tumore polmonare sul quale, senza alcun dubbio, le immani e ingiuste sofferenze cui era stato sottoposto, insieme al tradimento, all’indifferenza, all’incuria, alla cattiveria di tanti/e, avevano fortemente inciso.

Gli anni tra il 1987 e 1988 erano anche il tempo in cui svaniva progressivamente la forza della Juventus (di cui io ero piccolo tifoso e che non ho mai “tradito”), il “re” Michel Platini appendeva le scarpette al chiodo, si faceva, avanti, in Italia e in Europa, prorompente il Milan di Silvio Berlusconi, con il celebre e indimenticabile tridente olandese: Gullit, Van Basten, Rijkaard,.

Arrigo Sacchi, dalla mia Parma e dalla mia scuola elementare, frequentata con me da sua figlia, era passato, con il suo modulo di gioco e di allenamento innovativi, alla corte del Cavaliere meneghino dell’edilizia e della Tv privata, ex tessera della loggia massonica eversiva P2 dei pistoiesi Licio Gelli e Ilvo Capecchi.

Oltre trent’anni dopo saranno, invece, l’Università per stranieri di Perugia, la Juventus e un altro campione del calcio che conta, l’attaccante Luis Suarez, ad entrare, come Tortora (certo non quanto Tortora e non ingiustamente) nell’occhio del ciclone.

Fu, infatti, delicatissimo il periodo vissuto dall'Università per Stranieri di Perugia nell'autunno del 2020, quando esplose mediaticamente il cosiddetto "caso Suarez" (l'esame farsa di lingua italiana del calciatore Luis Suarez, volto ad agevolarne l’utilizzabilità a seguito delle regole del reclutamento dei calciatori non comunitari, avvenuto a settembre di quell'anno proprio nell’ateneo umbro).

Ai primi di dicembre 2020, la delicata e controversa situazione era la seguente:

·       - il 4 dicembre 2020, il Giudice per le indagini preliminari di Perugia aveva disposto la sospensione cautelare per 8 mesi dell'allora rettrice Giuliana Grego Bolli e dei vertici dell'ateneo.;

·        

·       - nei giorni immediatamente successivi (a ridosso del 7 dicembre 2020), un nutrito gruppo di docenti, ricercatori e personale dell'ateneo aveva formalizzato una durissima lettera di contestazione interna e pubblica. 

     Nella missiva, pubblicata quasi integralmente dal quotidiano La Nazione, veniva contestata radicalmente la gestione politica e amministrativa degli ultimi anni, definita "accentratrice" e lesiva dell'immagine storica dell'istituzione, richiedendo un passo indietro immediato e definitivo dei vertici per permettere una totale discontinuità.

·        

·       L'esito: Questa fortissima pressione interna da parte del corpo docente, cui non mi risulta abbia partecipato il docente e attuale sindaco Giovanni Capecchi, unita al provvedimento giudiziario, portò, pochi giorni dopo, – esattamente il 14 dicembre 2020 – alle dimissioni ufficiali della rettrice Giuliana Grego Bolli, rassegnate con una lettera inviata al Ministro dell'Università Gaetano Manfredi.

·

     Come già accennato, sul quotidiano La Nazione di Perugia del 7 dicembre 2020, un ampio articolo, che faceva anche riferimento allo scandalo Suarez, riassumeva proprio i passaggi di questa mozione/lettera di sfiducia sottoscritta dai professori contro la gestione della governance travolta dall'inchiesta, muovendo anche precise, circostanziate, durissime accuse (ovviamente da dimostrare) al docente di ateneo Giovanni Capecchi.


Il nome di Giovanni Capecchi, infatti, non figurava affatto tra i promotori del dissenso pubblico del 7 dicembre; al contrario, il suo operato e la sua posizione erano oggetto di contestazione all'interno dell'ateneo.

Nel dicembre 2020 Giovanni Capecchi era (come ora…) Professore Associato di Letteratura Italiana presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali e ricopriva anche il ruolo di Rappresentante dei professori di seconda fascia nel Senato Accademico dell'Università per Stranieri di Perugia.

Il suo operato e la sua figura erano finiti al centro delle durissime polemiche interne (e successivamente, pur non come indagato diretto, dei filoni d'indagine della Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone) per via dei meccanismi di gestione dei concorsi dell’Ateneo.

Nello specifico, secondo gli atti d'indagine e le contestazioni mosse anche dal personale e dai docenti critici con la governance:

·       - La rettrice Giuliana Grego Bolli era accusata di aver esercitato forti pressioni per favorire il passaggio di ruolo e la chiamata in servizio di Giovanni Capecchi come candidato interno.

·        

·       Per agevolare Capecchi, la governance dell'ateneo avrebbe agito, secondo le accuse, per congelare o bloccare la chiamata in servizio della legittima vincitrice di un concorso (una candidata esterna).  


     Questo modus operandi, definito dalla procura come un sistema di "amichettismo accademico" (così simile, peraltro, al sistema di “amichettismo e familismo amorale”, delineato nel contesto politico e amministrativo di Pistoia dai critici della nuova amministrazione Capecchi) e concorsi pilotati tramite commissari compiacenti, rappresentava esattamente uno dei punti centrali di rottura morale e amministrativa che i docenti firmatari della lettera del 7 dicembre 2020 avevano precedentemente contestato alla gestione Grego Bolli. 

Di conseguenza, la mozione e la lettera dei docenti del dicembre 2020, rispetto a Giovanni Capecchi, non lo vedevano come portavoce della trasparenza, ma includevano la sua vicenda tra gli esempi della gestione opaca dell'ateneo da azzerare immediatamente.

Siamo, mi pare, perfettamente nella linea dei "tre tradimenti" nell'Università descritta nel libro di Raffaele Simone e di cui ho parlato ieri, insieme al mio orami venticinquennale impegno per un'Università di Pace, anche rispetto alla sempre crescente militarizzazione dei saperi e della cultura. 

Tutto è recuperabile qui: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/09/prima-che-gridino-le-pietre-poesia-vita.html

Il testo della lettera che si può leggere integralmente nella foto di questo articolo era durissimo con Capecchi e il suo presunto ruolo, tutto ovviamente da dimostrare, di “raccomandatore”, “aggiustatore” e, poi "raccomandato", "aggiustato".

Tutto questo, pur in forme in parte diverse, è al centro del nuovo procedimento giudiziario una cui udienza, a Perugia, si è tenuta lo scorso 21 settembre, e che proseguirà nel mese di ottobre e in quelli successivi.

Un procedimento dove Giovanni Capecchi, è giusto ricordarlo, non appare ad oggi indagato, ma solo centrale e coinvolto rispetto ai tentativi opachi (nel suo caso, peraltro, nemmeno riusciti) di aggiustare nomine, progressioni di carriera e di potere a scapito del merito, della trasparenza e delle competenze riconosciute e certificate.

Non sono certo io, in una fase, per più ragioni, molto delicata della mia vita, della mia esperienza professionale e della mia condizione di cittadino, a volermi/potermi ergere a giudice.

Ma il clima idilliaco descritto dallo stesso Giovanni Capecchi durante la campagna per le primarie e quella per la vittoriosa che lo ha portato alla conquista del ruolo di primo cittadino, sinceramente non mi torna.

Capecchi ci ha sempre narrato il suo operare presso l’ateneo per stranieri Perugia come quasi “bucolico”, stile novello Aristotele/Socrate.

Un operare, peraltro, vissuto tra studenti e studentesse con i quali/le quali non credo potesse comunicare agevolmente se non nella lingua di Dante.

Tutto questo a causa del suo stentato inglese, dimostrato a tutti e a tutte all’apertura a Pistoia della manifestazione internazionale Eurogym, e che a me è parso ben di poco migliore dell’inesistente padronanza della lingua italiana da parte del calciatore juventino Luis Suarez.

Altro che "impegno e gentilezza" come recita lo slogan che sarà utilizzato oggi, con grande faccia tosta, per i cento(tre) giorni della Giunta Capecchi nella roccaforte di San Domenico a Pistoia.

Siamo solo all’inizio e da Perugia e poi nella “palude” della piana di Pistoia, si possono prendere le curve verso la collina e la montagna (tanto sempre Comune di Pistoia è…) e raggiungere, ad esempio, Castello di Cireglio, dove Giovanni Capecchi, fino a pochissimo tempo fa presiedeva il Parco Letterario (istituito peraltro da amministrazione di diversissimo colore politico) dedicato al poeta e agitatore sociale Policarpo Petrocchi…

Ma questa è, solo in parte, un’altra storia che non avrò alcun timore di raccontare con dovizia di particolari e precisi elementi di sostegno e di contesto…

Francesco Lauria

(continua, sempre che qualcuno/a, in senso spero figurato, per carità, non mi “faccia fuori” 😊… )

Nessun commento:

Posta un commento