venerdì 18 settembre 2026

"THIS I PROMISE YOU". LOTTARE PER TE (CON TE?) CHE AVRAI 18 ANNI NEL 2030... SVEGLIARCI INSIEME ALL'AURORA.


La sveglia è puntata alle 4.35 del mattino.
Sabato 19 settembre.

Con un po' di eccesso di ansia (e inevitabile sfiducia rispetto ad Autolinee Toscane) avevo, infatti, deciso di prendere, con anticipo, il primo bus del mattino verso la stazione di Pistoia.
Quello delle 5.27...

Destinazione Milano: manifestazione nazionale: "La voce dei lavoratori non si licenzia", promossa, insieme a decine e decine di realtà, dal sindacalismo di base: CUB, Confederazione Unitaria di Base e USI (lo storico sindacato anarchico o, almeno, un pezzo...)

Milano è la città dell'ospedale privato San Raffaele, Gruppo San Donato, che ha licenziato ritorsivamente l'ingegnera biomedico Margherita Napoletano, Rls e coodinatrice delle Rsu, ma anche la città dove hanno sede gli uffici di Tim che, sempre ritorsivamente, ha licenziato (due volte!) Simone Vivoli, Rsu e segretario nazionale Flmu Cub.
E oggi non dimentichiamo nemmeno il licenziamento del sindacalista Cub Delio Fantasia, "fatto fuori" da Stellantis a Cassino.

Oggi è il quindicesimo compleanno di mio figlio Jacopo.
Come per tanti genitori sembra ieri quando lo tenevo in braccio sostenendolo con una mano, mentre ora è più alto di me, un colosso di adolescente che mi da non poco filo da tessere...

Non sempre è facile lo ammetto, capirli i sogni di un adolescente, stare sul filo che, salvaguardando la protezione, non sconfina nell'oppressione e nel dialogo tra sordi.

Come penso sia normale, specialmente oggi, ma ovviamente non solo, il mio pensiero principale è lui che, nel 2030, avrà diciotto anni, compiuti da qualche mese...

Di anni Simone Weil ne aveva solo dieci in più di Jacopo (oggi) quando scrisse, nel 1934: "Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale".

Io le porto spesso con me come un talismano o, forse, come il tatuaggio che non ho, mentre sono costretto ad attraversare l'immenso ammasso di menzogne che circonda la parola "società".

Nella società, termine che ci sembra ovvio, consueto, inevitabile come le corse saltate dei bus di Autolinee Toscane, in particolare all'inizio delle scuole, si cela una "realtà segreta e imponente", che agisce su di noi e spesso non viene riconosciuta.

Simone Weil ci spiega con naturale chiarezza che l'uomo si è emancipato dalla servitù alla natura solo per sottomettersi a un'oppressione ancora più oscura, capricciosa e incontrollabile: quella realizzata dalla società stessa.

Scrive Weil: "sembra che l'uomo non riesca ad alleggerire il gioco delle necessità naturali senza appesantire nella stessa misura quello dell'oppressione sociale, come per il gioco di un equilibrio misterioso".

La riflessione di questa grande e fragile donna svela, nei meccanismi del potere come in quelli della produzione e dello scambio, altrettanti volti di una stessa idolatria.

E allora di fronte alla Speranza della Lotta che cosa si trova di fronte a noi?
 "Abbiamo l'immagine inscalfibile, concreta, non ideologica, non idolatrica del Bene, in rapporto al mondo".

Sosteniamo uno sguardo che ci induce a: "sfuggire al contagio della follia e della vertigine collettiva tornando a stringere per conto proprio, al di sopra dell'idolo sociale, il patto originario dello spirito con l'universo".

Se vogliamo, con Walter Benjamin, superare il "capitalismo come (falsa) religione" dobbiamo testimoniare ed essere altro, essere scandalo, contestazione e sguardo consapevoli.

La nostra lotta per te, meglio con te, Jacopo, che avrai diciotto anni nel 2030 è immergersi in una vitalità travolgente, in una spinta di Speranza.

Il capitalismo come falsa religione, come ha spiegato benissimo il prof. Gabriele Gozzi durante un incontro, presso il Seminario di Pistoia, intitolato: "Dio o Mammona?", è un "carro armato iniquo".


Ormai l'economia militarizzata, che comprime i diritti di cittadinanza e nel lavoro, persino quello sindacalizzato, sta facendo della guerra non una eccezione, ma la propria prassi ordinaria.

Siamo al record assoluto di spese militari (undici anni di crescita ininterrotta...) e, se è vero che Stati Uniti, Russia e Cina, rappresentano ancora il 51 per cento di questa cifra enorme, l'Europa è il luogo in cui la spesa militare cresce di più.

Le organizzazioni militari, come la Nato, stanno, gradualmente, sostituendo i Parlamenti, viviamo in un'enorme e crescente diseguaglianza che porta con sè ingiustizia, alienazione, estraniazione, a partire dal lavoro, ma senza fermarsi ad esso.

Qual è, dunque, Jacopo la nostra "rivolta tra le dita"?

E' chiaro che si parte da una rivolta individuale, intima, sempre più consapevole.

Ma essa si deve trasmettere alle comunità e alle strutture politiche.

Usando un linguaggio evangelico, ma che Alexander Langer è riuscito, con la sua capacità profetica, a trasformare in universale, dobbiamo realizzare una integrale: "conversione ecologica".

Peraltro che il capitalismo sia una struttura di peccato, come sempre ha ricordato Gozzi nel Seminario di Pistoia, ce lo ha detto non quel "comunista" irriducibile di Papa Francesco, ma il controverso Papa Pio XI nella sua enciclica "Quadragesimo Anno". Rileggere per credere...

Quali sono le scelte che ci avvicinano alla Verità del Bene e ci allontanano dalla Menzogna del Male?

La prima è porre un freno all'individualismo conformista e all'indifferenza complice.
La seconda è testimoniare e tessere relazioni con integrità e coerenza. Senza pretendere di "possedere" subito tutte le risposte, ma rimanendo, costantemente, in ricerca. 

Papa Francesco, questa volta sì, proprio lui, nell'ambizione a un cambiamento davvero radicale, ci parlava di un "cuore" che per praticarlo deve essere gioioso, felicemente integro.
Nonostante tutto.

Solo così si superano i discorsi astratti e si accende la fiamma dell'alternativa.

Perchè un'alternativa è possibile, necessaria, urgente, non vorremo certo dare ragione, quarantacinque anni dopo, a Ronald Reagan e Margareth Thatcher?

Certo dobbiamo pretendere di poter costruire un sindacato e una politica che non siano marionetta che non mentano a lavoratori e popolo, che non si riducano a: "tombe dell'arrivismo".

Per sognare, Jacopo, insieme a te, che avrai diciotto anni nel 2030 e potrai, con il tuo voto (e, ovviamente, non solo!) provare a cambiare davvero la storia, dobbiamo uscire dai "luoghi mortiferi", non essere mai catturati/e dallo sguardo e dall'atmosfera del potere e del dominio.

Viviamo, siamo travolti, infatti,  da un potere che non ha, in realtà potere, perchè recita e da una classe politica e sindacale, senza politica e sindacato.

Allora con Margherita, Simone, Delio e tanti altri/e, sindacalisti autentici, oggi sono sul treno.

 Ho visto fiorire, Jacopo, l'alba dell'aurora su questa "terra del tramonto".


Ti ho dedicato Jacopo, nel sussurrarti da lontano buon compleanno, pur nelle nostre difficoltà, nelle mie difficoltà, ogni respiro e ogni battito, ogni fessura, feritoia di luce mentre lasciavo Firenze, per l'erba e il cemento della mia pianura.

Il dialogo, strumento, spartito di Pace, non è semplice, noi lo sappiamo.
Ma è necessario.

Il dialogo, però, non annulla il conflitto, la rivolta, la lotta, il fuoco della Speranza.
Il principio e il fine di ogni Speranza.

Penso agli operari dell'Acca a Seano, al loro accordo, certo su cui vigilare, dopo la lotta.

Alla loro carne sull'asfalto rovente del nostro capitalismo dello scarto.

Questa mattina non sono con te, Jacopo, ma ti porto con me, dentro di me, di fronte a me.

Come quando abbiamo scherzato, in Val Badia, questa estate, fotografandoci mentre guardavamo differenti orizzonti.

Ma anche con sguardi diversi e felicemente molteplici, anche "dopo la pioggia", il mondo, l'unico che abbiamo, è uno.

Prendersi cura del mondo, "non uccidere", non solo con i fucili o con i droni, ma anche con l'economia di morte, è imperativo categorico ed, insieme, scelta libera e di gioia.

Perchè, come ci ha spiegato Bruno Trentin che, certamente, aveva letto Simone Weil: "la libertà viene prima".
Ma non è libertà su, è libertà con, libertà per, libertà da.

E' Pace, parola, progetto, sguardo. oggi, allo stesso tempo vero e rivoluzionario.

Stiamo sui margini, Jacopo, sulla soglia, valorizziamo l'innovazione creativa, il sogno, quello fatto da svegli.

Buon compleanno Jacopo, amore mio, vita mia, sogno incarnato, futuro.


Questo ti prometto: "This I promise you".
Non perderò, non perderemo mai la Speranza e lo sguardo di una lotta nonviolenta...

Che alla morte preferisce la Vita,
Che veglia, "sentinella nella notte",
Che è preghiera e rivolta,
Ponte e barricate,
Pane e Rose,
Poesia e Prosa,
Desiderio e Bisogno.
Utopia e progetto.
Orizzonte e passo.
Alba e tramonto.

Che è felice di svegliarsi presto, alle 4.35 o anche prima.
Per immergersi nel sogno condiviso e reale, concreto, quotidiano dell'Aurora...

This I Promise You.
Babbo, come dite voi toscani, Francesco

THIS I PROMISE YOU (Richard Marx)

Oh, oh
When the visions around you
Bring tears to your eyes
And all that surrounds you
Are secrets and lies
I'll be your strength
I'll give you hope
Keeping your faith when it's gone
The one you should call
Was standing here all along
And I will take you in my arms
And hold you right where you belong
'Til the day my life is through
This I promise you
This I promise you
I've loved you forever
In lifetimes before
And I promise you never
Will you hurt anymore
I give you my word
I give you my heart (give you my heart)
This is a battle we've won
And with this vow
Forever has now begun
Just close your eyes (close your eyes) each loving day (each loving day)
And know this feeling won't go away (no)
'Til the day my life is through
This I promise you
This I promise you
Over and over I thought (over and over I thought)
When I hear you call
Without you in my life, baby
I just wouldn't be living at all
And I will take you in my arms (I will take you in my arms)
And hold you right where you belong (right where you belong)
'Til the day my life is through
This I promise you, babe
Just close your eyes each loving day (each loving day)
And know this feeling won't go away (no)
Every word I say is true
This I promise you
Every word I say is true
This I promise you
Ooh, I promise you

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