giovedì 22 ottobre 2026

ANGELO, IL SINDACATO, LA CISL, CARNITI, I FUTURI, LA SINISTRA E LE TIGRI TAMIL. E DANIELA...

Devo dire che ho letto la notizia, sui social, per puro, purissimo caso.

Non sapevo nemmeno, come è anche comprensibile, che ieri, proprio mentre si svolgeva a Firenze la prima udienza del processo del lavoro da me intentato contro la Cisl nazionale, era in corso di svolgimento il consiglio generale nazionale della confederazione a Roma.

Alla fine, nella vita, e forse anche nel sindacato, bisogna girare pagina, concentrarsi a costruire bene il bene, il nuovo, l'inedito.

La sorpresa, l'incanto che, ovviamente, non prescindono mai, almeno per me, da una lotta nonviolenta, da un conflitto generativo e generatore.

La notizia è questa: Angello Marinelli, ieri a Roma è stato eletto segretario confederale nazionale della Cisl.

Romano, 54 anni, come ricorda la confederazione, è stato per molti anni coordinatore del Dipartimento Nazionale Democrazia Economica Fisco e Previdenza (di cui anche io nella terza delle mie cinque vite sindacali ho fatto parte...), successivamente dirigente nazionale della Cisl Funzione Pubblica, di cui era, da circa un anno, segretario generale aggiunto.

Questo ufficialmente è Angelo Marinelli.

Mi sono riletto i nostri scambi del 19 ottobre 2017 quando fu eletto nella segreteria nazionale della Cisl Funzione Pubblica, un percorso non inedito, ma abbastanza particolare per un tecnico quasi puro, pur di altissimo livello, come lui.

Angelo mi parlava, ovviamente, di contentezza (era stato il più votato), ma anche dell'essere frastornati, perchè una pagina nuova che si apre è anche un'altra pagina del quaderno della vita (e del sindacato, della Cisl) che si chiude.

Nello scorrere i nostri reciproci messaggi mi sono anche accorto che, a detta sua, da oltre nove anni, mi deve ancora una pizza, ma, sinceramente, non credo che ci sarà occasione, per ovvi motivi, di ottemperare a questa sua promessa.

Quello, però, che mi sento di dire è che sono contento, per lui e per la Cisl, per il sindacato in generale.

Anche se, ovviamente, non sento Angelo Marinelli da oltre un anno e, senza alcun dubbio, non lo sentirò nei prossimi di anni, io non posso dimenticare quello che imparato da lui e come, disinteressatamente, si è speso per me, cambiando, parlo di questioni lavorativo-familiari, in maniera importante e positiva, non posso ometterlo, insieme a Maurizio Petriccioli, ovviamente sulla scia di Giorgio Santini, la mia vita.

Ma, al di là delle riconoscenza, per fatti che risalgono esattamente a quattordici anni da (settembre-ottobre 2012) quello che può essere rilevante pubblicamente è che, da ieri, la Cisl confederale ha un dirigente, tornato a casa, in Via Po 21, che, in particolare, ma non solo, su previdenza, responsabilità sociale delle imprese, fisco, democrazia economica, pubblico impiego non ha pari.

Sia da un punto di vista prettamente contrattuale, tecnico che, lo abbiamo visto negli ultimi nove anni, organizzativo e politico (al di là che, ovviamente, da un punto di vista sindacale, alcune scelte, come la firma di alcuni contratti pubblici, io non le abbia tecnicamente condivise).

Ricordo un aspetto notorio: Angelo Marinelli come me, affonda le radici nella sinistra cislina carnitiana (io lato Giorgio Santini, lui Pierpaolo Baretta, ovviamente le sinistre MAI sono unite! :-) e quindi credo di non sorprendere nessuno/a nel ricordare che abbiamo valori, radici, culture sindacali, idee forza, simili, anche se non identiche.

Questo senza settarismi inutilmente nostalgici e senza pensare, come magari facevo in passato, che le sinistre, sindacali e politiche, avessero sempre ragione a prescindere e che lo stesso Pierre Carniti, cui mi ha legato un affetto viscerale e una stima infinita e manifestamente da lui ricambiata, avesse, sempre, pure lui, ragione a prescindere.

Se si studia, se si entra nel profondo, si analizzano i contesti storici e sindacali si comprende, ad esempio, che esistono più Carniti nel fluire della storia, non solo della Cisl, non solo del sindacato, ma del nostro Paese.

E che anche il sindacato degli anni Cinquanta e Sessanta non era lo stesso degli anni Settanta, dei decenni successivi, degli anni Duemila, di oggi...

Se si è prima vissuti, per citare un libro di Piere nel "tempo della Speranza", poi bisogna affrontare, come sottolineava lucidamente Aldo Moro, anche il nostro tempo, con tutte le sue difficoltà.

E' stato un anno burrascoso, di grandi cambiamenti anche per Angelo Marinelli, non solo per me.

Mi dicono che, dopo una scelta, immaginio molto dolorosa, soprattutto sul piano personale, non solo politico-sindacale, lui sia stato davvero irreprensibile, corretto, mai ambizioso oltremisura, anche se è noto che i numeri, per la successione a Maurizio Petriccioli nella Cisl Funzione Pubblica, dopo le avvenute dimissioni del dirigente toscano che era stato, invece, riconfermato al congresso nazionale di Firenze, erano, non di poco, dalla sua parte.

Soprattutto io so che Angelo, che ha anche dei difetti (per esempio, magari è migliorato, ho visto poche persone ipocondriache come lui...) è una persona seria.

Da tutti i punti di vista.

Uno cui affiderei le chiavi di casa mia per quindici anni. Anche venti.

E' facile per me, è stato lui l'unico sindacalista invitato e presente al mio matrimonio,

E' anche stato quello che, quando mio figlio era piccolissimo e io lavoravo ancora a Roma, alla Cisl nazionale, mi ha ospitato, proprio quando vivevo in condizioni abbastanza precarie da alcuni preti di periferia.

Il neo segretario confederale Cisl mi ha accolto, allora, nel cuore della notte, a casa sua, dopo che gli avevo telefonato.

I preti si erano scordati di avvertirmi che avevano dovuto cambiare per un furto la serratura di un cancello ed erano, poi, andati presto a dormire.

Io ero rimasto fuori, tipo Calimero.

Sapevo bene che Angelo anche di sera tardi lo potevo chiamare, lui si addormenta non prestissimo, a differenza mia.

E che, nonostante allora russassi come un trattore, il divano di casa sua era a disposizione.

Per me, come per altri.

La vita, direi la Cisl, ci ha professionalmente separato e non scrivo queste cose belle per recuperare alcunchè, c'è stato anche molto silenzio in questi ultimi dodici mesi (domani è l'anniversario del mio ingiusto e ingiustificabile licenziamento).

Scrivo perchè ho imparato, anche soffrendo, che non servono vendette, non bisogna mai provare invidia o rancore.

E, sindacalmente, non faccio fatica a riconoscere che la Cisl, cui, per scelta, non appartengo più, nemmeno da iscritto, da oggi, in primissima fila, ha una figura di grandissimo valore sindacale.

Per capacità tecnica, affidabilità, passione e anche visione politica.

Non lo dico io, Angelo Marinelli lo ha, da trent'anni almeno, dimostrato sul campo, in ogni situazione, anche difficilissima, anche da posizioni interne di evidente minoranza (perchè la sinistra, anche nella Cisl, non certo per responsabilità di Angelo, è stata un po' come le Tigri Tamil nello Sri Lanka, un tempo forte, si è poi ridotta alle dimensioni di un campo da calcetto nella giungla...)

E quindi, sapendo bene che, questa volta, a differenza del 2017, non ci sentiremo io ad Angelo Marinelli faccio il mio in bocca al lupo.

Disarmato, autentico, direi anche ovvio.

E, lo devo, a denti strettissimi, riconoscere...

Daniela Fumarola fa ANCHE cose buone.

Mi fermo :-)

Francesco Lauria

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