In decine e decine, dal minuto uno della fine della prima udienza di ieri mi hanno chiesto, anche con una certa insistenza, notizie di come è andata presso il Tribunale del Lavoro di Firenze.
Cosa che non mi succedeva più forse dalle scuole medie inferiori (e per altri motivi...), ho trovato persino un bigliettino arancione di incoraggiamento (e di domande sugli esiti...) nella mia cassetta della posta...
L'articolo "C'è di più" che ieri ha raccontato e re-introdotto la mia vicenda, di cui, rispetto ad altre, ho parlato molto poco e molto meno negli ultimi sei mesi, ha avuto davvero tantissime visite uniche sul mio blog, non parliamo dei social o di altri siti in cui è stato ripreso...
Chi lo volesse riprendere lo trova a questo link: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/10/ce-di-piu-le-mani-tese-di-g-e-il-fine.html
Per poter rispondere alle domande di curiosità (o di sincero interesse per me e per il sindacato), senza essere elusivo, ma rispettando pienamente gli impegni di riservatezza presi in primis con la mia avvocatessa (a me piace così, meglio di avvocata, meglio di avvocato...)
Sono passati ormai diciotto anni da quando, con il Dipartimento delle Politiche Mercato del Lavoro della Cisl nazionale (segretario confederale Giorgio Santini) e l'omologo Dipartimento Politiche Organizzative (segretario confederale Paolo Mezzio) lanciammo un seminario nazionale sulla riforma del processo del lavoro.
Era il novembre del 2008 e il seminario si sarebbe tenuto a Roma, presso l'auditorium nazionale di Via Rieti, il 9 dicembre dello stesso anno.
Non si trattava di un'iniziativa estemporanea.
Il Governo Berlusconi, memore dell'insuccesso nel suo attacco frontale all'articolo 18 della stagione 2001-2003, del più di un milione di cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici in piazza a seguito della sola Cgil di Sergio Cofferati, ma anche del successivo ricompattamento che si era realizzato con la Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti, aveva deciso di intraprendere una strada diversa, più complessa, ma potenzialmente anche più accorta.
Il tema della riduzione del contenzioso in materia di lavoro (anche per la questione dei tempi e delle spese di giustizia) e della valorizzazione delle azioni extragiudiziali c'era tutto.
Era assolutamente reale e sentito.
E, soprattutto, non era se affrontato autenticamente un tema di destra: perchè è semplice comprendere che se una causa di lavoro, magari per un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo oggettivo
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