giovedì 8 ottobre 2026

LE QUERCE DI MONTE SOLE CONTINUANO A PARLARE. E A CHIAMARCI.

Un impegno di memoria, pace e nonviolenza nel ricordo dei tre sacerdoti-
martiri, di don Giuseppe Dossetti e di tutte le vittime della strage nazifascista.

 
Dal sito della Fondazione Achille Grandi.

✍️ Vi presentiamo l'articolo di Francesco Lauria (Ricercatore e formatore, sindacalista, docente a contratto di Relazioni Industriali presso l’Università degli Studi di Torino) - uscito il #7ottobre sul nostro sito - dal titolo: "Monte Sole, #memoria e #pace".
Oggi risaliamo tutti a Montesole insieme a Don Giuseppe Dossetti e alla Piccola Famiglia dell’Annunziata e facciamo memoria di tutte le vittime innocenti #martiri dell’odio e dell’ideologia.
✍️ Francesco Lauria: "L’arcivescovo di Bologna, cardinal Matteo #Zuppi è così intervenuto, domenica 27 settembre, nella Basilica di San Petronio, in occasione della beatificazione dei tre sacerdoti noti come «i martiri di Monte Sole»: don Elia Comini, salesiano, padre Martino Capelli, dehoniano, e don Ubaldo Marchioni, sacerdote diocesano. La cerimonia è stata presieduta, in rappresentanza del Papa, dal cardinale Marcello Semeraro e concelebrata dal cardinale Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, insieme a don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani, e a padre Carlos Luis Suárez Codorniú, superiore generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

Il martirio dei tre sacerdoti avvenne tra il 25 settembre e il 5 ottobre 1944 sulle alture di Monte Sole, nell’Appennino bolognese, dove gran parte della popolazione fu vittima di una delle stragi più efferate della Seconda guerra mondiale: 770 vittime, ad opera della 16ª SS-Panzergrenadier-Division, con l’appoggio di squadre fasciste, nell’eccidio tristemente noto come «Strage di Marzabotto».
Come ha scritto Chiara Pazzaglia su Avvenire, i tre sacerdoti martiri di Monte Sole diventano beati e la loro storia ha molto da dire ai cristiani e a tutti gli uomini e le donne di oggi: Che cosa ha da dire, infatti, al nostro tempo la beatificazione dei preti martiri di Monte Sole, riconosciuti come martiri “in odium fidei”?
Ha dichiarato ancora #Zuppi: «La #memoria dei preti martiri di Monte Sole non appartiene soltanto al passato, ma apre al futuro.


È una luce che può accompagnare il cammino della nostra Chiesa e delle nostre comunità, indicando a tutti la via esigente e bella della fraternità, della pace e della fedeltà. La testimonianza di chi ha scelto di restare con la propria comunità, interpella profondamente anche noi. Ci chiede di scegliere la pace con decisione, di unirci con tutte le nostre energie a quanti, nel mondo, si impegnano per disarmare i cuori e le mani. Ci invita a disinnescare l’ostilità con il dialogo, a custodire insieme verità e perdono, giustizia e misericordia».
I tre #sacerdotimartiri si affiancano al beato Giovanni Fornasini, ucciso anch’egli durante le stragi naziste e beatificato nel 2021. In questi ultimi anni, il cardinale #Zuppi ha contribuito, insieme ai monaci e alle monache della Piccola Famiglia dell’Annunziata, fondata da don Giuseppe Dossetti, a riportare Monte Sole al centro della coscienza civile ed ecclesiale, non solo come luogo della memoria, ma come messaggio per il nostro tempo strappato e bellico.
Nell’agosto 2025, tra i ruderi del paese abbondonato dopo le stragi di Casaglia, l’arcivescovo di Bologna lesse i nomi dei bambini israeliani e palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023 in poi, in numero infinito e tutt’ora crescente a Gaza e in Cisgiordania.
Il 12 agosto 2026 ha poi guidato una veglia di preghiera per la pace e la giustizia in Terra Santa, mettendo in relazione gli eccidi di Monte Sole alle sofferenze contemporanee del Medio Oriente e della Palestina in particolare. Monte Sole si è affermato come un luogo, che peraltro ospita da decenni anche una “Scuola di #pace, in cui le vittime di ieri incontrano quelle di oggi. La Scuola di Pace, nata nel 2002, ha tra i suoi simboli la pisside forata dai proiettili e protetta con il proprio corpo da don Ubaldo Marchioni. Essa fu ritrovata solo all’inizio degli anni Ottanta del Novecento, quando il cardinale Giacomo Biffi accordò il permesso a Don Dossetti e alla sua comunità di insediarsi a Monte Sole.
Sempre su Avvenire, Padre Paolo Barabino, attuale superiore della Piccola Famiglia dell’Annunziata, che custodisce e attualizza nel tempo presente la presenza fondata da Dossetti a Monte Sole, ha sottolineato come questa beatificazione parli direttamente al nostro tempo: «La vicenda dei tre sacerdoti martiri pone una domanda attuale: come vivere da cristiani dentro la violenza della storia? Quale testimonianza offrire quando il conflitto e l’odio sembrano prevalere?

Anche per questo motivo la beatificazione ha molto da dire agli uomini e alle donne di oggi. Non si tratta soltanto di riconoscere quanto accaduto durante gli eccidi di Monte Sole, ma di comprendere il significato di una presenza cristiana capace di restare accanto alle persone nei momenti più drammatici»"...

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