Mi è stato chiesto da Iacopo Bojola di aiutarlo a comprendere le non intellegibili, cruente (e oggettivamente anche autoreferenziali - Irene Bottacci dixit) avulse dinamiche interne del Partito Democratico a Pistoia.
Forse un po' troppo speranzoso nei miei confronti, Bojola è persona moderata di centrodestra, davvero di grandissima e molteplice esperienza (si veda il suo cv sul sito storico del consiglio comunale di Pistoia: https://archivioconsiglio.comune.pistoia.it/il-comune/consiglio-comunale/consiglieri/iacopo-bojola ).
Non potevo davvero lasciare inevaso il suo espresso desiderio.
Almeno ci provo perchè non è semplicissimo.
Premetto che sono esattamente dieci anni che non ho più la tessera del Partito Democratico; la lasciai quando decisi di impegnarmi come rappresentante di lista per il No allo sciagurato referendum costituzionale Renzi-Boschi.
Mi sembrava incoerente continuare a fare parte di un partito che reputavo scivolato gravemente verso destra, fino a toccare pericolosamente gli equilibri costituzionali con, tra l'altro, l'obiettivo, per sconcertante e inaccettabile (almeno per la mia concezione di democrazia compiuta e di sussidiarietà verticale e orizzontale) dell'abolizione delle Province e del Cnel.
All'epoca tutti attaccavano le Province e tutti attaccavano il Cnel (compresi i successivi presidenti, Tiziano Treu di centrosinistra e l'attuale, Renato Brunetta, di centrodestra...), io no.
All'epoca tutti, o quasi, erano favorevoli alla riduzione dei parlamentari, io no, perchè avvertivo il rischio evidente, conclamato, di lasciare interi territori senza alcuna rappresentanza politica e istituzionale.
La storia mi ha dato, ampiamente, ragione (e persino indirettamente l'on. Marco Furfaro, anche se questo, devo ammetterlo, mi ha messo gravemente in crisi...)
Avevo anche un altro antidoto dentro di me: l'aver potuto toccare con mano, già nel 2005, a seguito di alcune ricerche sull'immigrazione e l'integrazione socio-lavorativa dei migranti e delle loro famiglie, i disastri, soprattutto nell'organizzazione interna dell'ente, realizzati da Matteo Renzi, succeduto come Presidente della Provincia di Firenze all'ex allievo di don Milani e sindacalista della Cisl, il compianto Michele Gesualdi.
Erano i tempi in cui a Pistoia, lo possono testimoniare decine, forse centinaia di ex studenti e studentesse, il "sacerdote" Don Massimo Biancalani, per me una specie di ateo devoto conservatore e di destra che portava a scuola Libero e il Giornale (un po' come oggi blandisce, secondo me senza comprenderlo/leggerlo davvero, il Manifesto) e si dichiarava pienamente favorevole alle invasioni americane dell'Afganistan (ve lo ricordate l'Afganistan...?) e dell'Iraq, peraltro totalmente in Barba (sarà che lì ci abita?) al diritto internazionale...
Biancalani si "convertirà" poi sulla via di Damasco e di Vicofaro (e di quello che, checchè ne dica la pseudo sinistra radical chic da salotto/Ztl, è, da sempre, stato più un ammassamento di corpi e di anime che reale accoglienza...).
Il "presbitero" di Barba, penserà (ma lo pensa davvero?) di essere diventato di sinistra, rimanendo, invece, sempre quello che era sempre stato prima: un esponente bizzarro e incoerente, assimilabile, almeno per me, alla destra radicale evangelica americana, pieno di sè e della propria inenarrabile pochezza e inaffidabilità, di maschio bianco, prevaricante quanto non autorevole, paternalistico e infantilizzante quanto non autentico, patetico e totalmente privo di spiritualità, sia dal punto di vista sacerdotale che di educatore ed insegnante (Preside-Presidente Paolo Biagioli ci sei? Batti un colpo!)
Tornando al futuro (sic) segretario del Pd (vi rendete conto, non è un incubo, Matteo Renzi è stato segretario del Pd per davvero!) la postura del Matteo di Rignano, allora tra i venti e i trent'anni, la sua spregiudicatezza, il suo passare sempre sopra al merito e alle persone, erano già evidentissime oltre venti anni fa, direi certificate e certificabili.
Insieme ai poteri che, già allora, scommettevano su di lui.
Mentre tutti (o quasi) si illudevano su Matteo Renzi, io sapevo, avevo visto, toccato inequivocabilmente con mano.
Anche in questo caso, direi, la storia mi ha dato, amplissimamente, ragione nonostante oggi Matteo Renzi, un po' come Massimo Biancalani, voglia sembrare di sinistra, provi a recuperare la verginità inequivocabilmente perduta, direi gettata al vento con disinvoltura imbarazzante.
Che dire?
E' già la seconda volta in pochi giorni che mi trovo d'accordo con il padre padrone di Report Q, Alberto Vivarelli (e questo, dopo la consonanza con Marco Furfaro, è davvero, per me, un colpo basso, un necessità stingente di autoverifica...) e direi che già lui qui ha detto molto e con la sintesi che mai mi appartiene...
Aggiungo, per trasparenza, che ci sono almeno tre procedimenti giudiziari, da me intentati, contro altrettanti dirigenti ipercapecchiani del Pd di Pistoia (due donne e un uomo), uno dei quali pure firmatario del famigerato documento di minoranza della cosiddetta area Trallori (a proposito di conversioni discutibili e di passate aree Matteo Renzi/Massimo Baldi...)
Sono abbastanza certo, qualora, come è probabile, che la già lunghissima attesa (circa sei anni) dei congressi comunale e provinciale del Pd a Pistoia si protragga fino a dopo le elezioni politiche, sono anche piuttosto certo che arriveranno, a norma di Statuto, prima le espulsioni dei tre esponenti (due nel Comune di Pistoia e una nel comune di Serravalle Pistoiese) che i congressi stessi.
Per il momento registro un fatto credo indiscutibile: una sparuta minoranza del Pd comunale di Pistoia, con firmatari dipendenti del Comune di Pistoia stesso, presenta, a sorpresa, un proprio documento in assemblea comunale, dopo che per settimane, nonostante l'incomprensibile e ottusa, scarsamente democratica opposizione del segretario provinciale scadente del Pd pistoiese Mazzanti, si era discusso un altro documento (quello del Pd di Ponte Buggianese) ben più compiuto, non autoreferenziale, democratico, unitario.
Il documento della mini-minoranza assessorile rivendica una sorta di genuflessione del Pd comunale di Pistoia all'infallibilità del sindaco di Giovanni Capecchi e una promessa, al di là di parole di circostanza, di completa sudditanza alla sua evanescente e per nulla "gentile" Lista Civica.
Il documento poi si rimangia anche l'accordo di permettere il normalissimo doppio incarico di capogruppo in consiglio comunale e segretaria comunale (si è sempre proposto e si propone, ad esempio, il doppio incarico, vedi Matteo Renzi, ma anche Elly Schein di segretaria del Partito e premier...)
Quest'ultima dimostrazione di inaffidabilità e di doppiezza della c.d. "area Trallori Giusti Boa" (che già così fa un po' amaramente sorridere...) ha portato alla perdita di pezzi significativi della già minuscola compagine.
E' noto, infatti, che una persona seria e intelligente come Walter Tripi (cui si deve, tra l'altro, l'ottima intuizione della proposta di ingresso in politica proprio ad Irene Bottacci...) non abbia condiviso la ridicola, penosa pantomima avvenuta in assemblea comunale Pd qualche giorno fa, dove è stato presentato a sorpresa il prolisso (se lo dico io...) e verboso documento della mini minoranza.
Salvo poi, prendere atto della propria ridicola inconsistenza, non solo di contenuti e trasparenza, ma anche numerica, dandosi tutti a gambe a levate, come novelle cenerentole che dovevano rispettare il limite invalicabile della mezzanotte.
E' vero, invece, che una figura come Pietro De Caria, direttore di una importante libreria cattolica a Firenze, cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Pietro è persona che stimo, ma direi non proprio un Che Guevara...) si sia da un mese dimesso dalla segreteria comunale Pd di Irene Bottacci e si sia già ufficialmente candidato alla segreteria comunale del Partito Democratico al suo posto.
Quindi la "povera" Irene, una specie di benedizione inaspettata e fortunatissima per il Pd di Pistoia, una giovane, ma non inesperta donna di valore e valori, competenza, cultura politica, capacità operativa, trasparenza e umiltà, si troverebbe in quattro e quattro otto, dopo aver rinunciato volontariamente e per coerenza e generosità politica all'assessorato nella (iper deludente) giunta di Giovanni Capecchi, a perdere (a favore del Boa?) il ruolo di capogruppo e di segretaria comunale (a favore di Pietro De Caria?)
In un partito, come il Pd di Pistoia, dove, in una recente riunione pubblica delle c.d. "Donne Democratiche" alla Galleria Moon una stimata militante del Pd comunale, esponente di spicco della società civile regionale, è stata quasi fisicamente aggredita da una "illustre" compagna di partito, solo per aver blandamente e rispettosamente criticato un grave, pubblico, notorio infortunio sessista del neo sindaco Giovanni Capecchi, proprio nei confronti di Irene Bottacci (ma, si sa, le Donne Democratiche al maschio dominante del momento sempre tutto sono generosamente disposte a perdonare...) io credo che, non si possa davvero fare follemente a meno, maggioranza e minoranza, dell'attuale bravissima, direi quasi eroica, segretaria comunale.
Del suo equilibrio, del suo entusiasmo (resistente...), della sua visione, della sua pazienza (poi, per carità, Irene ha anche dei difetti, ad esempio non risponde quasi mai al telefono, e non tanto a me, avendo, a sua discolpa, anche un lavoro vero e impegnativo, assolutamente non legato alla politica...)
Certo il Pd, tra liste bloccate e congressi convocati e sconvocati, è finito nei "Fossi..." e, appunto, bloccato (come gli sciaguratissimi listini alle elezioni regionali) ed è abituato uso nominare, soprattutto a livello provinciale e regionale, dei Dracula all'Avis...
Ma a tutto, davvero a tutto, ci dovrebbe essere un limite...
Non sia mai che, come successo ai "cugini" del Pd di Prato, sia necessario rivolgersi ad un commissario/reggente esterno, magari non preso addirittura all'estero come nella città della "cultura" tessile dello scarto, ma dall'esterno sì...
Magari, pazza idea, (devo essere sincero tutto il merito di questa mia creatività è di Mario De Togni della libreria Lo Spazio) chiamando, scompaginando radicalmente tutte le carte, una "papessa straniera" che, al di là delle apparenze e delle appartenenze, a me pare molto, molto, molto più di sinistra della c.d. "Finta Sinistra Dem" assessorile e digital-mediatica pistoiese.
Una che porta poi, oltre a un nome davvero bello (sono di parte...) un cognome nobilissimo... cui a Pistoia, peraltro, è già stato dedicato un vicolo...:
"Capecchi"! ...
Francesco Lauria (fine prima parte...)
Nessun commento:
Posta un commento