Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana

mercoledì 21 gennaio 2026

CHI CI CREDE ANCORA? LA CULTURA SINDACALE DELLA CISL E LE IDEE FORZA, TRA BESTEMMIE E IMPOSTURE.

Ieri mi è capitata una, ormai non più così frequente, discussione a distanza con un (ex) collega sindacalista e dirigente sindacale di una federazione di categoria della Cisl.

Ormai intorno a me (e ad altri/e) è calato, infatti, un gelido silenzio, inframmezzato da qualche residuale e, sinceramente prevedibile, stantia, diffamazione.

Di fronte ad una serie di critiche serrate che avevo posto non a lui personalmente, ma alla sua organizzazione (scrivo organizzazione e non sindacato non casualmente) dopo una serie di legittime, anche se per me non condivisibili risposte di merito, è giunta la frase inesorabile che riporto con precisione pedissequa: "A differenza tua credo ancora nei valori della Cisl".

La mia risposta è stata prevedibile: "io ci credo ancora eccome nei valori della Cisl, ma soprattutto, come spiegava, l'allora direttore del Centro Studi Cisl di Firenze Pippo Morelli ai giovani sindacalisti della Fim Cisl, (Luglio 1989, Campo Scuola di Pontenure, Piacenza) nella concretizzazione reale di questi stessi valori di fondo, le: "idee forza".

Perchè i valori senza concretezza, senza testimonianza quotidiana, sono come un tavolo senza gambe, non stanno assolutamente in piedi.

Quel tavolo diventa se non è sincero una bestemmia, un'impostura. Un'illusione, al limite.

E poichè il sindacato, "cosa impossibile da dire" come affermava Pierre Carniti deve agire, portare risultati, essere tangibile, le idee forza si riversano in quella che possiamo definire una "cultura sindacale" concreta che non è, non è mai stata un esercizio teorico (penso, ad esempio, al valore della contrattazione di secondo livello), ma pratica quotidiana di libertà, tutela, rappresentanza, emancipazione, inclusione, democrazia, dialogo, confronto.

Il sindacato non può essere esente da errori, il sindacalista non può, non deve avere tutte le risposte.

Ma se il sindacato non può essere scevro da omissioni, conformismo, arrendevolezza, il sindacalista non può, invece, esimersi dal porsi le giuste domande, nel chiedersi da dove viene, dove si trova, verso quale direzione sta andando.

Da solo e nella comunità (si spera educante) del sindacato stesso.

Ho provato, ormai mesi, fa a raccontare non solo la cultura della Cisl, ma le "culture" che hanno fatto grande (in un passato sempre più lontano) questo sindacato, pur non esente mai, da errori e storture, come tutte le creazioni umane.

Qui il filmato: https://www.youtube.com/watch?v=djnH30U_yDA&t=1316s

C'è chi, un po' paradossalmente, lo ammetto, pur essendo di fatto espulso o allontanato si è, sempre, ispirato ai valori fondativi della Cisl, a partire, proprio dall'essere: "sindacato della contrattazione dal basso, nei luoghi di lavoro".

Ci sono svolte (unitarie e non) nel Novecento: il 1978 (l'Eur), il 1984-85 (Accordo sulla scala mobile), il 1992-1993 (la concertazione) che hanno cambiato, direi stravolto, il sindacalismo confederale italiano.

Su questi passaggi epocali, non solo sindacali, ma politici, economici e sociali del Novecento del nostro Paese, dentro al contesto della crescente globalizzazione, ovviamente le opinioni possono divergere (basta che non viga un pensiero unico...).

Indubbiamente, magari non i valori (forse...), ma certamente le idee forza si sono evolute, sono cambiate, così come il modo di fare rappresentanza e di tutelare il lavoro.

E, indubbiamente, in un contesto sempre più difficile, sono stati commessi errori, altrimenti non avremmo assistito al crollo del valore effettivo dei salari negli ultimi quarant'anni.

Anche di questo abbiamo discusso, in particolare con Dionisio Masella, che i valori della Cisl (e della Fim Cisl) li ha rappresentati, fin dal 1962, all'Alfa Romeo di Arese, a partire dal Consiglio di fabbbrica, per trent'anni.

E per altri trentacinque anni ha continuato e continua a rappresentarli nell'Flm Uniti e nella Cub.

Ecco il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=mtneIsPiU70&t=478s

Insomma, le opinioni possono divergere, ma occorre ricostruire i processi storici, economici, sociali, sindacali, politici.

Io so che il mio amico sindacalista crede nei valori del sindacato.

Ma anche io, in forme e modalità ormai molto diverse, come scrissi un paio di mesi fa, rinunciando, dopo venti anni, alla tessera della Cisl, 

"ci credo ancora". E: "non mi spaventa la sorte". 

Francesco Lauria

https://www.youtube.com/watch?v=2cXI6sv4qWg



Io ci credo ancora - 
Nomadi ‧ 2017

Provo a immaginare di essere in quei posti
Dove il fuoco dei cannoni riempie il tempo
Dove la ricerca di un'odiata pace
Cade rassegnata al sangue ad ogni lamento
Dove la ricerca delle soluzioni
Sta dietro a scrivanie riempite d'oro
Sta dietro i muri spessi dei potenti
Ma fuori ci sei tu e non ci sono loro
No, non siamo nati per questo
Io ci credo ancora
In una vita senza affanni
Dove poter vivere i miei amori
Dove poter ridere dei miei anni
Io ci credo ancora
In un mondo senza porte
Dove la paura non mi spaventa
E non mi spaventa la sorte.
Correre per strada senza il timore
Che un cecchino possa colpirmi al cuore
O che un vecchio amico compagno di scuola
Ritrovi il mio sorriso contro la sua pistola
O che in un cielo azzurro senza peccato
Piova tutto l'odio da noi costruito
E lasciare i corpi in strada come immondizia
Credendo veramente di aver fatto giustizia
No, non siamo nati per questo
Io ci credo ancora
In una vita senza affanni
Dove poter vivere i miei amori
Dove poter ridere dei miei anni
Io ci credo ancora
In un mondo senza porte
Dove la paura non mi spaventa
E non mi spaventa la sorte.
Ridere di gioia per un capriccio
E poi fare l'amore nascosti al mondo
Fermarsi ad ascoltare il suono di un abbraccio
Siamo nati per questo
Io ci credo ancora
In una vita senza affanni
Dove poter vivere i miei amori
Dove poter ridere dei miei anni
Io ci credo ancora
In un mondo senza porte
Dove la paura non mi spaventa
E non mi spaventa la sorte
on gennaio 21, 2026 Nessun commento:
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martedì 20 gennaio 2026

"TUTTO E' CONNESSO". ECOLOGIA E DEMOCRAZIA AL CUORE DELLA PARTECIPAZIONE (DI STEFANO VIVIANI)

Intervento in vista del seminario nazionale: "Rigenerare Democrazia" (info: https://sindacalmente.org/content/firenze-idee-per-rigenerare-sindacato-e-democrazia/)  di Stefano Viviani (per moltissimi anni operatore della Filca Cisl nel territorio della Garfagnana -Lucca -, tra i referenti delle Pastorali Giovanile e del Lavoro della Diocesi di Lucca. Oggi continua, in altra organizzazione, la sua passione per le persone e per la loro cura e tutela sindacale).

Spesso si parla di partecipazione, di centralità della persona e di democrazia nei luoghi di lavoro, ma tra le parole e le pratiche quotidiane si apre una distanza profonda. 

In molti contesti emerge una forte ipocrisia: si proclamano ascolto e condivisione, ma poi le persone non vengono realmente coinvolte, né rispettate. 

La partecipazione diventa uno slogan, svuotato di contenuto, mentre le decisioni restano concentrate e opache. 

Anche il richiamo alla dottrina sociale della Chiesa, che mette la dignità della persona al centro, rischia di ridursi a una formula astratta, se non è accompagnato da relazioni giuste e da comportamenti coerenti. 

La persona, allora, diventa una chimera: evocata a parole, ma ignorata nei fatti. Ciò che sembra contare davvero è solo la carriera individuale, il raggiungimento di obiettivi personali, spesso perseguiti a scapito degli altri. In questo modo si svuota non solo la partecipazione, ma anche il senso stesso di comunità. 

Rigenerare la democrazia significa allora partire da qui: dalla coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, dal rispetto concreto delle persone e dalla capacità di costruire relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla giustizia.

E' quindi importante riflettere sul rapporto tra ecologia e democrazia: al cuore di una partecipazione che generi futuro.

L'enciclica "Laudato si’" di Papa Francesco ci ricorda che la crisi ecologica non è solo una questione ambientale o tecnica, ma una crisi profondamente morale, sociale e politica. 

Come vi si legge:,

 «Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale» (LS 139).

Questo significa che il modo in cui trattiamo la terra è intimamente legato al modo in cui costruiamo le nostre relazioni, le nostre istituzioni e la nostra democrazia. Terra e comunità umane condividono lo stesso destino, perché vivono di legami e di interdipendenza.

Non è un caso che la 50ª Settimana Sociale dei cattolici in Italia, del 3 al 7 luglio 2014 celebrata a Trieste, abbia scelto come titolo: “Al cuore della democrazia”. 
Trieste, città di confine e di dialogo, ci ha ricordato che la democrazia non è solo un insieme di regole, ma una pratica viva di ascolto, inclusione e partecipazione. Una democrazia che non coinvolge le persone, soprattutto sui temi decisivi per il futuro, rischia di svuotarsi.

La Laudato si’ denuncia con chiarezza il paradigma tecnocratico, che pretende di risolvere problemi complessi affidandosi solo alla tecnica e all’efficienza, escludendo il confronto democratico. 

Papa Francesco ci ha avvertito:
 «La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia» (LS 189).

Qui si inserisce in modo forte anche il messaggio di Fratelli tutti, che mette al centro il valore della politica come servizio e della democrazia partecipativa. 
Sempre Papa Francesco ha affermato con decisione (riecheggiando Paolo VI):
«La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità» (FT 180).

In questa enciclica, rivolta non solo ai credenti, il precedente Papa ci ha messo in guardia contro i populismi, gli individualismi e gli autoritarismi tecnocratici, che concentrano il potere e riducono i cittadini a spettatori. Senza dialogo e senza partecipazione, la democrazia perde la sua anima. 

Per questo si ricorda che:  «La vera saggezza suppone l’incontro con la realtà» (FT 47), e che tale incontro passa sempre dall’ascolto reciproco.

Come è emerso anche a Trieste, non può esserci transizione ecologica senza transizione democratica. 
Lo ha sottolineato il professor Marco Deriu: includere nuove soggettività, riconoscere le relazioni di interdipendenza, creare spazi di partecipazione reale è oggi essenziale per affrontare le sfide ambientali e sociali.

La Laudato si’ e Fratelli tutti ci invitano a non avere paura di questa sfida, ma a riconoscerla come un’opportunità per ripensare la politica come cura, responsabilità e costruzione condivisa del bene comune. 

Come ci ha ricordato Papa Francesco: «Tutto è connesso» (LS 91).

Ecologia e democrazia, allora, non sono due strade parallele: o crescono insieme, o insieme si indeboliscono. 
Ed è proprio da questo legame, emerso con forza al cuore della Settimana Sociale di Trieste, che può nascere una democrazia capace di futuro.
on gennaio 20, 2026 Nessun commento:
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lunedì 19 gennaio 2026

E' NATO "IL BUON LAVORO", CANALE MULTIMEDIALE SU LAVORO, RELAZIONI INDUSTRIALI, RAPPRESENTANZA

E' nato: "Il Buon Lavoro", canale multimediale sui temi del lavoro, delle relazioni industriali, della rappresentanza. 

Oggi iniziamo i nostri video formativi sui temi del lavoro.

Affrontiamo con Carmine Marmo (supportato da Francesco Lauria e Stefano Gregnanin) il tema della "Salute e Sicurezza".

L'intera lezione si può trovare nel nostro canale YouTube https://www.youtube.com/@IlBuonLavoro.
Proponiamo diverse pillole, questa la prima: "Tre MORTI al giorno. è questo il Buon Lavoro?"
https://www.facebook.com/reel/940010449197227
#mortisullavoro #sicurezzasullavoro #lavoro #dirittidellavoro #prevenzione #sicurezza #stopmortisullavoro #sicurezzasulpostodilavoro
https://www.youtube.com/@IlBuonLavoro
on gennaio 19, 2026 Nessun commento:
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domenica 18 gennaio 2026

ADISTA NOTIZIE: LANCIO DELL'INCONTRO DEL 31 GENNAIO - RIGENERARE DEMOCRAZIA, RIGENERARE IL SINDACATO

 Un ringraziamento all'amico e giornalista Luca Kocci.


Tutti i materiali aggiornati e i profili dei relatori dell'incontro sono raggiungibili su: www.sindacalmente.org 


Clicca qui per iscriverti all'evento del 31 gennaio:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeT1dvmQbLkIvjbwB6LgippKEwrFT2yF8ti2gpjR2YpYTbQaA/viewform

VI ASPETTIAMO A FIRENZE!!!
on gennaio 18, 2026 Nessun commento:
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sabato 17 gennaio 2026

GLI OCCHI DI SANDRO CI SARANNO A FIRENZE. PER LA CONVERSIONE DELLO SGUARDO DI OGNI SINDACALISTA

 

Sono passati sei mesi dalla scomparsa di Sandro Antoniazzi.

E' davvero difficile spiegare con le parole il suo sguardo dotato di una intelligente dolcezza, il suo grande cuore.

Faremo in modo, non solo attraverso il suo ricordo, per cui Bruno Manghi ci ha già fatto avere alcune riflessioni, che il suo sguardo mai banale, i suoi occhi mai spenti, mai stanchi di credere, ci siano a Firenze, il 31 gennaio, in occasione dell'incontro: "Rigenerare democrazia".

Sandro Antoniazzi (1940 – 2025) è stata una figura storica del sindacalismo italiano, nota anche al di fuori del sindacato stesso per il suo impegno civile e sociale.
Antoniazzi ha dedicato oltre trent'anni alla CISL (e prima alla Fim-Cisl), ricoprendo incarichi di vertice: 
Segretario Generale della CISL Milano: dal 1979 al 1988.
Segretario Generale della CISL Lombardia: dal 1988 al 1992.
Nel 1997 è stato il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, sfidando Gabriele Albertini. Successivamente è stato consigliere comunale dal 2001 al 2006. 
Oltre al sindacato, ha guidato importanti istituzioni milanesi:
Presidente del Pio Albergo Trivulzio (sostituendo il "mariolo" Chiesa) (1992) e della Fondazione San Carlo (1994).
Membro della Commissione "Iustitia et Pax" della Diocesi di Milano.
Fondatore del sindacato inquilini Sicet e dell'associazione Comunità e Lavoro, oltre che della rivista Politica e Amicizia. E di tante, tantissime altre opere, a partire dal "Centro Operaio" negli anni sessanta (tra Sesto San Giovanni e Milano) proprio con Bruno Manghi e Giovanni Bianchi.
È scomparso nel luglio del 2025 all'età di 85 anni. 
Il suo pensiero è raccolto in numerose pubblicazioni, tra cui Lettera ai lavoratori (2014); ricordiamo inoltre il volume Cura e democrazia (2023 che ispira la prima parte dei lavori del 31 Gennaio) Non si può, ovviamente, dimenticare, il suo lascito, la splendida autobiografia: "Combattere la bella battaglia". (2025).
Leggi qui la mia recensione sul Diario del Lavoro:
https://www.ildiariodellavoro.it/chi-e-il-mio-prossimo-gli-occhi-e-lo-sguardo-di-sandro-antoniazzi/
Ripartiamo, seguendo il gradito e opportuno suggerimento della moglie Lea, proprio dalle parole di Sandro, che, concludendo la sua autobiografia, prima dell’appendice, riassumeva l’essenzialità dello spirito del sindacalista:

“I lavoratori sono i mandanti e il sindacalista non è un superiore, ma un lavoratore tra i lavoratori, qualcuno che è al servizio dei lavoratori.

La sua si può ben definire una missione, oserei dire una missione messianica: il sindacalista va tra i lavoratori, in mezzo alla gente, e porta un messaggio di solidarietà, giustizia, speranza, convivenza fraterna, che sono tutti beni messianici, quelli della terra promessa.

Per questo essere sindacalisti è un motivo di orgoglio che convive con l’apprezzamento e la considerazione da riservare alla classe lavoratrice, a cui il sindacalista appartiene.”

Per parte mia telefonata non dimenticherò la nostra ultima telefonata, drammatica e dolce allo stesso tempo, il filo flebile della voce:

"Francesco, sta venendo l'ambulanza per portarmi all'Hospice. Saluta gli amici, sono contento, sai, di aver finito il libro. Proprio contento".

Io che sono sempre solo un fiume di parole ho solo balbettato un: "Grazie Sandro, ti voglio bene!".

Le ultime parole che ho ascoltato da Sandro sono state, sempre con un filo minimo della voce: "Anch'io".

Non scenderà il silenzio. E la morte, Sandro, non: "avrà l'ultima Parola".

Te lo prometto.

Francesco Lauria

on gennaio 17, 2026 Nessun commento:
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venerdì 16 gennaio 2026

ANNA VINCI, BIOGRAFA DI TINA ANSELMI, SU COSTITUZIONE, P2 E REFERENDUM GIUSTIZIA

https://www.youtube.com/watch?v=hjjkI-5ZvQU

Le riflessioni di Anna Vinci, biografa ed amica di Tina Anselmi, a partire da due articoli di Francesco Lauria, sui "ritocchi" alla Costituzione, il Piano eversivo della loggia massonica occulta P2 guidata da Licio Gelli e l'imminente referendum sulla giustizia per cui si voterà il 22-23 marzo 2026.

Per approfondire gli spunti di Francesco Lauria commentati da Anna Vinci:

https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/01/un-progetto-conforme-come-la-divisione.html

https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/01/riforma-della-giustizia-e-della.html


on gennaio 16, 2026 Nessun commento:
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giovedì 15 gennaio 2026

RIGENERARE DEMOCRAZIA. GAETANO SATERIALE: LA CGIL E IL SINDACATO, VISTI DA DENTRO.

A moderare, nel pomeriggio, l'evento nazionale: "Rigenerare democrazia" che si svolgerà sabato 31 Gennaio a Firenze, dalle 10 alle 17, sarà Gaetano Sateriale.

Qui trovate davvero tutte le informazioni aggiornate sull'incontro, comprese le modalità di iscrizione (obbligatoria): https://sindacalmente.org/content/firenze-idee-per-rigenerare-sindacato-e-democrazia/

Gaetano Sateriale (Ferrara, 5 giugno 1951) è un politico, sindacalista e saggista italiano, sindaco di Ferrara dal 1999 al 2009. 

Laureato in scienze politiche all'Università di Bologna, è stato impegnato all'Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Qui ha pubblicato i suoi primi lavori di ricerca sull'economia ferrarese e sulla politica della casa in Italia. 

Nel 1975 si è iscritto al Partito Comunista Italiano, nel 1977 è stato assunto dalla Camera del lavoro di Ferrara, con l'incarico di costituire l'Ufficio Studi. Nel 1980 è diventato Segretario Provinciale del Sindacato Chimici della CGIL, nel 1984 diviene Segretario Regionale e nel 1987 è stato chiamato a dirigere, a Roma, il Dipartimento Industria e Contrattazione della CGIL.

Nel 1992 è entrato nella segreteria nazionale del Sindacato Metalmeccanici (Fiom-Cgil), come responsabile dell'Ufficio Contrattazione. 

Nelle elezioni comunali del 13 giugno 1999 viene eletto sindaco di Ferrara al primo turno con il 54,6% dei voti. Viene riconfermato nelle consultazioni del 12 e 13 giugno 2004 dove ottiene al primo turno il 54,4% dei consensi. Resta in carica sino al 22 giugno 2009. 

Dal 2010 si occupa di politica industriale per la Cgil nazionale, in stretta collaborazione con Susanna Camusso. Dal 2011 al 2013 è Coordinatore della Segreteria Generale della Cgil. Poi responsabile del Piano del Lavoro della Cgil e direttore editoriale della casa editrice della Cgil Ediesse. 

Fino al 2020 ha diretto il dipartimento Cultura e Memoria per lo Spi Cgil Nazionale. È stato Presidente dell'Associazione Nuove Ri-Generazioni fondata dalla Fillea Cgil (Edili e Affini) Cgil e dallo Spi-Cgil  

Oggi, da pensionato, collabora con Il Diario del Lavoro, ASviS e Riabitare l'Italia.

 Sateriale è anche un apprezzato musicista.

Le sue pubblicazioni, in prevalenza saggistiche, ma non solo, sono svariate:

Saggi su sindacato e politica:

-          Corso Italia 25. La Cgil raccontata da dentro (leggi la recensione di Francesco Lauria su Il Diario del Lavoro: https://www.ildiariodellavoro.it/corso-italia-25-la-cgil-raccontata-da-dentro-di-gaetano-sateriale-editore-rubbettino/ )

-          Verso il ’68. Un po’ prima, un po’ dopo

-          Contrattare l'innovazione digitale. Una cassetta degli attrezzi 4.0

-          Solidarietà

-          Come il welfare crea lavoro. Guida per contrattare nel territorio

-          Mente locale. La battaglia di un sindaco per i suoi cittadini contro lobby e partiti

Opere di Narrativa

-          Tutti i colori dello zucchero

-          Profondo lago

-          Piazza Ariostea

-          Dai banchi e dalle officine

 VI ASPETTIAMO A FIRENZE!!!

on gennaio 15, 2026 Nessun commento:
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