“Io che non che non ho paura del dolore crudele
non evito di vivere per non soffrire
amerò sempre il tempo delle ciliegie”.
E’ forse la strofa più bella della canzone simbolo della Comune di Parigi: “Il tempo delle ciliegie”.
La stessa canzone che Marcelle Padovani (Marie), seguendo le volontà del marito, chiese alla cantante Giovanna Marini di intonare ai funerali laici di Bruno Trentin, grande leader sindacale della Fiom e della Cgil, intellettuale profondo, raffinato e inquieto della sinistra italiana ed europea.
Fu un momento catartico e indimenticabile, celebrato all’aperto, che vissi anche io (da poco approdato alla contigua Cisl) davanti alla sede nazionale della Cgil, in Corso d'Italia, a Roma, in una calda giornata di fine agosto 2007.
Un crescendo di commozione: a quelle note e a quelle parole seguirono, sempre per volere di Trentin, “We Shall Overcome”, la canzone di riscatto degli schiavi neri americani e “Bella Ciao”, in una versione in cui la Marini fondeva i versi partigiani con quelli nati dalla voglia di riscatto e di “lavorare in libertà” delle mondine della pianura padana.
Ecco il link al canto di Clement e degli insorti:
https://www.youtube.com/watch?v=GwzS1kLDz5g
Sembrerà strano, ma è risuonata in me, ad ogni passo, oggi: "Il tempo delle ciliegie - "Les temps des cerises"
No, non mi trovavo a Parigi, nemmeno a Roma.
Nemmeno a Pistoia.
Insieme a Giovanni Capecchi, a poche ore dalle decisive primarie di domani, ci trovavamo sulle colline di Arcigliano.
Un'iniziativa organizzata in un paio d'ore che ha raccolto tanti cittadini e cittadine dai sette ai novant'anni. del piccolo paese, da cui si può ammirare uno dei più bei panorami della piana fiorentina, pratese, pistoiese.
Si, potremmo farvi vedere le foto in cui Giovanni ha ispezionato le buche (che ci sono e sono anche tante), oppure si è informato degli orari sconclusionati delle tre (dicesi tre) corse di autobus che, in tutta una giornata feriale, raggiungono la frazione.
Ma ad Arcigliano, insieme ad altre numerose (e viste le dimensioni del paese) miracolose feste ci sono due ulteriori eventi bellissimi: la festa delle ciliegie, appunto, e (non ogni anno) il CantaMaggio, tradizione antica e nuova, di rima in rima, di canto in canto.
Una settimana dopo le elezioni del prossimo di maggio, la comunità di Arcigliano organizzerà la nuova festa delle ciliegie.
Un anziano del paese oggi ha promesso: "Giovanni, se ci sarai tu come sindaco, quando vieni ad Arcigliano ti faremo trovare un ciliegione da record!"
Fatti i dovuti scongiuri Capecchi, ha sorriso, stretto mani, ascoltato tutti e tutte. Dialogato senza risparmiarsi.
Ha poi proseguito verso Pistoia, dopo un incontro, non sono metafore, ma proprio la realtà di questo bel pomeriggio, tenuto nella "Via del Vento" e di fianco al "Podere dei sogni".
Arriverà il tempo delle ciliegie.
Il tempo in cui si vive e si lotta, si ama e si soffre, si sogna la rivoluzione come nella Comune francese, ma si accetta anche la vita così come è, dono intimo e di comunità.
Come nella Piazza del paese, liberata dalle macchine, su cui si affaccia la bella e piccola chiesa che, solo una volta al mese, viene aperta per l'Eucarestia.
Arcigliano ha una storia agricola, anzi anima, ancora per poco, con grande resilienza, il mercato ortofrutticolo di Pistoia. E porta con sè anche antiche storie di lavoro, di fatica, di sapere.
Un lavoro che, quando si organizza, si batte, come la Politica, quella vera, contemporaneamente per il pane e le rose.
Ma che, come direbbe Bruno Trentin, fumando la sua pipa, sornione, non può, in alcun modo, rinunciare al “tempo delle ciliegie”.
Quelle stesse ciliegie che, da Parigi, con la sua utopia rivoluzionaria, come da Arcigliano con i suoi piccoli angoli nascosti, ci evocano un altro libro e insegnamento fondamentale di Bruno Trentin: “la libertà viene prima”.
Prima di ogni cosa.
Un uomo, una donna non sono, infatti, se non sono liberi...
Buon voto a tutti/tutte le pistoiesi che si riconoscono nella Pace, nella sinistra, nell'ecologia, nella partecipazione, nel futuro: domani dalle ore 8 alle ore 22.
Arcigliano, e lo farà in forze, voterà a Ponte alle Tavole.
Io voterò GIOVANNI CAPECCHI.
E, per una volta, non credo di essere particolarmente originale!
Francesco Lauria
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