venerdì 7 agosto 2026

IL GIORNO DOPO GUCCINI. POTERE E POTERI A PISTOIA (E NON SOLO...): "TUTTI COLORO CHE MI DAVANO CONSIGLI"

Il mio articolo/messaggio in bottiglia rivolto ai sempre presenti, urticanti e molto spesso violenti "guardiani della rivoluzione" capecchiana, pur certamente meno letto di quelli che hanno trattato della loggia eversiva massonica P2, guidata dal fieramente pistoiese Licio Gelli, deve aver colto nel segno.

Ancora, peraltro, non si è voluta fare piena luce sulle aderenze cittadine a Pistoia di questo tetro sodalizio criminale, connesso, solo per citare due pur importantissimi esempi, alle terribili, vigliacche e sanguinarie stragi neofasciste di Piazza della Loggia (maggio 1974) e della stazione di Bologna (agosto 1980).

Riporto qui il link per chi lo volesse recuperare o rileggere: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/08/messaggio-in-bottiglia-per-ile.html

Tralascio, per brevità, i miei riferimenti e sacrosanti parallelismi tra il mondo della attuale sinistra pistoiese "capecchiana" e i fanatismi della rivoluzione khomenista sciita iraniana del 1979 (e comunque tutto torna perchè non si può dimenticare, in Iran, il ruolo di Abolhassan Banisadr, eletto nel 1980 primo presidente post rivoluzionario, considerato un "marxista sciita", presto scaricato dall'ayatollah Khomeini perchè: "troppo comunista e troppo poco musulmano"...)

Tornando pienamente a Pistoia, viste le reazioni e le minacce violente, anche fisiche, deve aver colto nel segno, soprattutto rispetto a persone (e famiglie...) prive di senso dell'umorismo e di autoironia, anche il riferimento "morettiano" al surreale matrimonio celebrato con rito "maoista" e terminato, nel film "Il Caimano", con il sangue del compagno officiante, trafitto dalla mancata sposa (falso nome "Fabrizia", vero nome: "Aidra"). 

Una mancata sposa che si ribella al conformismo, alla gabbia moralista, maschilista e, appunto, maoista, perfettamente impersonata dall'attrice Margherita Buy, con un epilogo cruento che si conclude con l'irruzione armata, nella ben ricostruita "comune cinese", da parte delle volanti della polizia.

Chi si fosse perso/a la gustosa scena, peraltro con tanto di critica marxista leninista "veramente rivoluzionaria, profondamente avversa alla cricca revisionista del Pci, del Psiup e della Cgil", la trova cliccando qui: https://www.youtube.com/watch?v=7QX90cX-31Y

Oggi sembra davvero che parliamo di extraterrestri lontani, ma non si può dimenticare che la figura di Mao Tse Tung fu, in Italia (e a Pistoia) osannata, idolatrata, venerata da gruppi di una sinistra spesso intellettualoide, costituita da molti (non tutti per onestà) figli e figlie della ricca borghesia della Milano e della Roma bene.

Si pensi, solo per fare due esempi, ai giornalisti Michele Santoro Paolo Mieli.

Ricche famiglie della borghesia, peraltro spesso allarmate dal fatto che realtà maoiste come Servire il popolo (come ben ricordato nel film di Nanni Moretti) chiedevano ai ricchi, per poter aderire al Partito, la consegna di tutto il patrimonio familiare o, nel caso di giovani, almeno di cospicue donazioni a fondo perduto.

Nella prima metà degli anni Settanta del Novecento, a Pistoia, come a livello nazionale, la galassia marxista-leninista (non tutta maoista) era molto variegata e variamente organizzata (con filoni davvero fantasiosi come, non è un battuta, i pericolosi e inquietanti nazi-maoisti sia di linea "rossa" che di linea "nera").

Non può essere dimenticato che, proprio nella provincia di Pistoia il Partito Marxista-Leninista-Maoista "Servire il Popolo", guidato farsescamente e messianicamente dal leader Aldo Brandirali, futuro esponente di Forza Italia e Comunione e Liberazione, ottenne, alle elezioni politiche del 1972, il miglior risultato a livello nazionale.

Certo parliamo dello 0,8 per cento, pur con percentuali più alte in Valdinievole, in particolare nell'effimera roccaforte "cinese" di Monsummano Terme.

Non si può, infine, dimenticare che, ormai a trent'anni dalla sua pubblicazione, l'opera, a livello nazonale ancora insuperata su quegli anni e su quelle ormai lontane vicende politiche e sociali, sia stata scritta da un autore pistoiese, Roberto Niccolai, attuale coordinatore dell'Archivio Storico Roberto Marini.

Si tratta, ovviamente, del celebre e pluricitato volume: "Quando la Cina era vicina. La rivoluzione culturale e la Sinistra extraparlamentare italiana negli anni '60 e '70".

Bene, ma tutto ciò che cosa c'entra con l'Italia e la Pistoia dell'agosto 2026?

Con il tempo della guerra infinita, della remigrazione, della repressione dei "decreti sicurezza", del suicidio climatico e, da ultimo, pure della reintroduzione di controlli alle frontiere dentro l'Unione Europea?

Non voglio assolutamente ridurre a macchietta tutta una tradizione, anche pistoiese, di "socialismo altro", in buona parte (purtroppo non totale) di natura antistalinista.

Non lo voglio fare nei giorni e nelle notti in cui tanti/e, con grande commozione e già diffusa e intergenerazionale nostalgia, rendiamo omaggio a Francesco Guccini, poeta e cantautore, che definiva se stesso, non certamente un comunista, ma un socialista libertario, forse un po' come un intreccio, anche se emiliano e non toscano, tra i fratelli Rosselli e il giovane comandante partigiano pistoiese Silvano Fedi.

I tratti comuni e prevalenti (non assoluti, qualcuno/a fortunatamente si salva...) di queste due diverse esperienze, almeno cronologicamente piuttosto lontane fra loro, appaiono, infatti:

- il settarismo arrogante e superbo;

- il leaderismo messianico e pseudorivoluzionario;

- il profondo, assoluto, devastante, distruttivo disprezzo per qualsiasi presunta devianza o mancanza di ortodossia;

- l'ambizione ad occupare il potere e a zittire il dissenso (anche con il controllo e la complicità interessata dei media), al di là del valore in sè delle persone e pensando autoreferenzialmente di essere dei veri e propri "scienziati della politica", "quelli bravi"; "l'elitè";

- un utilizzo sfacciato che sembra rivolto a fini privatistici se non individualistici, di risorse pubbliche, comuni...

- un sudditanza, anche istituzionale, non proclamata, ma realizzata e assicurata ai poteri economici, finanziari e bancari, potenzialmente anche speculativi e non trasparenti;

- il prevalere, sempre e comunque, dei meri interessi di partito anche quando si travestono, alternativamente, dei panni della rivoluzione o di un fintissimo, impostore civismo,

- la sudditanza ad altri territori (siano essi Pechino, Roma, Firenze, Teheran...);

- la violenza nei metodi trasvestita o dall'ideologia o, nel caso del 2026, da una "illusoria politica dell'abbraccio";

- l'evidente mancanza di concretezza e aderenza alla realtà (nel 2026 traducibile con: "politica dell'annuncio per l'annuncio");

- un sistema lontano, anche emotivamente, al di là delle belle parole di circostanza, dai bisogni veri e reali dei cittadini e delle cittadine;

- una partecipazione vuota, mera rappresentazione scenica e non reale processo democratico dal basso;

- una distanza dolorosa e abissale, siderale dal mondo del lavoro e dei lavori,  dalla sua più autentica rappresentanza collettiva, dai luoghi in carne e ossa in cui ci si ribella coraggiosamente e pagando un duro prezzo, allo sfruttamento, al caporalato, alla cultura dello scarto, alla dittatura dell'algoritmo rivolta al profitto per il profitto;

- un approccio alla cultura e alle culture che non si rivela apertura curiosa alla sopresa dell'incanto, ma presa d'atto e sostegno a potenziali carrozzoni privi di bellezza, perchè frutto di interessi di parte;

- una strumentale apertura ai drammi e al cuore del mondo, foglia di fico che si accompagna, in realtà, a una pressochè totale chiusura mentale, clanica e provinciale;

- una direi endemica, strutturale incapacità di concepire e sostenere l'autonomia del sociale, del volontariato e della sussidiarietà che, per citare parole non mie: "non può rappresentare la barella ancillare dello Stato", ma non può nemmeno essere, per citare parole, invece, mie, la vestale, interessata e foraggiata, contigua, interna, parassitaria del potere, anche locale, spesso peraltro anche istituzionale/istituzionalizzato.

- una proclamata e peculiare attenzione alle fragilità e ai più deboli che non è coerente e credibile rispetto a chi prospera cementando il privilegio, magari pure con la puzza sotto il naso...

Aggiungerei, come caratteristica prevalentemente del 2026, ma non priva di radici in una parte, pur fortunatamente minoritaria, dell'estrema sinistra degli anni Settanta, quindi senza voler generalizzare e creare categorie assolute o distorsivamente onnocomprensive...

- un finto femminismo di maniera, spesso violento, meramente "estetico" e, comunque, sospeso tra branco e individualismo. Un femminismo radicaleggiante, a tratti fanatico e tribale.  Un femminismo presuntuoso e autoritario, certamente non autorevole, che ha reciso, in realtà, i propri legami anche sentimentali con il femminismo storico italiano, con la propria gloriosa memoria e le proprie fondamentali lotte. Un femminismo falso e ritorsivo che utilizza spesso metodi e modalità organizzative paradossalmente patriarcali, intolleranti e aggressivi. Direi pienamente, beffardamente maschili e machisti.

Un femminismo e, più in generale, una politica pseudoprogressista (magari solo formalmente avversa al cambiamento climatico, ma anche qui priva di coerenza, efficacia, concretezza, verità) che, come in altre parti del paese, ma a Pistoia con tratti peculiari e più forti, tradiscono, fanno incoerentemente a brandelli, proprio come denunciava Franceso Guccini attraverso le canzoni (Dio è Morto, Cyrano, Don Chisciotte...), la propria teorica visione e i propri ideali, solo proclamati, mai vissuti, mai realmente testimoniati in prima persona.

Un politica, insomma, con la p minuscola e che è, in realtà, dissoluto dominio, affermazione individuale o di fantomatici e spesso occasionali, interessati gruppi e che è, canterebbe il poeta emiliano: "solo far carriera", magari anche in qualità molteplice di esponenti di famiglie potenti (e ricche) da generazioni.

Una politica del clan, dei cerchi chiusi e magici, che non può salvarsi l'anima, mischiandosi, per una sera, a coloro che riempiono il cuore della città e cantano sinceramente e con passione autentica il vento, le note e le parole di Francesco Guccini... 

Guardando, sinceramente orfani, a Pavana, magari senza sapere di esserlo, non da ora in verità, anche nel capoluogo di pianura.

Una politica delle passioni tristi che troneggia, certo non solo in uno schieramento o in un solo partito (ma esistono ancora i partiti nel potere consociativo?), pur in presenza di tante persone di buona volontà, sincere, impegnate e di valore, magari sfruttandole e blandendole, aiutata riservatamente da importanti, privati e costosissimi istituti di comunicazione metropolitani.

Una politica finta, bugiarda che mi ha fatto venire in mente una poesia vera, sincera, tutt'altro che moralisteggiante, curiosamente ritrovata nel frontespizio di una vecchia rivista (sì, anch'essa di estrema sinistra, ma di quella reale, concreta, sudata, non di maniera...) di Diritto del lavoro...

TUTTI COLORO CHE MI DAVANO CONSIGLI

Tutti coloro che mi davano consigli

e sembravano capire le faccende politiche

sono ogni giorno più pazzi

e se ne sono andati in un'altra città

dove vivono tutti insieme

scambiandosi i cappelli.

Erano tipi assai stimati

politicamente assai preparati

mi spiegavano con estrema chiarezza

quello che dovevo fare

quello che era giusto che io facessi

e soffrivano per ogni errore

che commettevo

allorchè non ascoltavo i consigli.

"Vota quello" mi dicevano, "è di destra,

ma è il candidato della sinistra, è un modo per guadagnare voti".

Io dicevo di no, questa idea non mi piace, non la votavo,

quello poi perdeva, anche se prendeva voti di tutti quelli di destra,

se ne andava di nuovo con la Democrazia Cristiana.

Loro intanto continuavano a darmi consigli,

ma incanutivano e raggrinzivano,

e alla fine sono andati tutti nell'altra città

e lì si scambiano i cappelli.

Io intanto cercherò di comprendere ciò che non devo fare

e cercherò di farlo,

perchè se non mi sbaglio

chi crederà nei miei errori?

PABLO NERUDA - STEFANO NESPOR

(da Partenogenesi, in Stravagario)

in D&L Rivista critica di diritto del lavoro

Aprile-Giugno 2000.

Francesco Lauria (continua?)

giovedì 6 agosto 2026

"DETONATION - GENOA 2001-2026" SULLA RIVISTA DI ECOLOGIA POLITICA: "UNDISCIPLINED ENVIRONMENTS". ACT NOW!

Sono davvero fiero e felice che la conversazione realizzata, a 25 anni dal G8 di Genova, tra LOTTA (artista e attivista internazionale contro il cambiamento climatico), ALUISI TOSOLINI (filosofo dell'educazione e coordinatore nazionale delle Scuole di Pace) e il sottoscritto sia stata integralmente pubblicata dalla rivista  in lingua inglese: "UNDISCIPLINED ENVIRONMENTS". 

La rivista - piattaforma web è realizzata da un collettivo internazionale di studiosi e attivisti orientati verso un orizzonte comune di trasformazione emancipatrice sociale ed ecologica. 

L'obiettivo di fondo della pubblicazione è quello di animare uno spazio per condividere, dibattere e riflettere criticamente su esperienze di ricerca e attivismo, osservazioni, metodologie, notizie, eventi, pubblicazioni, arte, musica e altri temi e oggetti relativi all'ecologia politica.

Spero che il nostro dialogo tra tre diverse generazioni segnate dall'impegno e dalla speranza possa essere, contemporaneamente, uno spunto di riflessione e un invito all'azione.

In "Detonation-Detonazione", termine preso a prestito dal titolo di uno spettacolo di LOTTA, abbiamo messo dentro le nostre tre vite, le nostre esperienze, i nostri incontri, le nostre cadute, i sogni, i progetti.

 

Soprattutto, facendo memoria, anche se Lotta non era ancora nata nel 2001, di quanto di bello e di brutto è accaduto a Genova venticinque anni fa, abbiamo provato a condividere insieme punti di vista "molteplici" e uno sguardo condiviso sul pianeta che brucia, sull'urgenza del presente.

E' stato bello dare la notizia della pubblicazione ad Aluisi e a LOTTA, che, in treno, dalla Norvegia, fedele al suo ultimo singolo: "Act now", sta scendendo per continuare il proprio tour musicale attraverso la Danimarca insieme ai compagni e alle compagne di Extinction Rebellion Italia e Germania.

Qui il link alla pubblicazione della conversazione in lingua inglese: https://undisciplinedenvironments.org/2026/08/06/genoa-2001-2026-detonation/

Ringraziamo la rivista Le Parole e le cose che ha pubblicato la versione in italiano del dialogo (link in italiano qui: https://www.leparoleelecose.it/genova-2001-2026-detonazione-conversazione-con-lotta-e-aluisi-tosolini/ ) per averci concesso i diritti per la versione in lingua inglese.

Come cantava Francesco Guccini, in Don Chisciotte (ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=pUR2QxLJRE8 )

"Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani

e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,

sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:

siamo i "Grandi della Mancha",

Sancho Panza... e Don Chisciotte!"

E come canta LOTTA in ACT NOW...

(ascolta: https://lottarevolutional.bandcamp.com/track/act-now )

"Non è un'esercitazione

è la mia detonazione

siamo in agitazione

cariche/i e in posizione.

Siamo in mobilitazione

 ACT NOW."

Buona lettura e buone azioni di resistente Memoria, musicale Rivolta e ostinata Speranza!

Francesco Lauria

mercoledì 5 agosto 2026

NOMINA ALESSIO DOLFI: UNA VICENDA TRISTE E INCREDIBILE. IL DOPPIO STANDARD DEL CENTROSINISTRA (E DEL PD) TRA PISTOIA E FOLLONICA

Devo essere sincero quando ho letto i titoli della Nazione (scoprendo solo poi che fosse l'edizione di Grosseto del mese di giugno di quest'anno...) ho pensato che riportassero le dichiarazioni indignate di esponenti dei, fin troppo buoni e distratti, esponenti del centrodestra o dell'estrema sinistra pistoiesi, sulle decisioni istituzionali che hanno catapultato a Palazzo di Giano l'assunzione del giovanissimo Alessio Dolfi, noto esponente, al di là dei legami familiari, della "sinistra capecchiana e furfariana" del Pd pistoiese.

No, i titoli gridati della Nazione, raccontavano della vera e propria sollevazione del Partito Democratico di Follonica contro la nomina di un social media manager da parte del sindaco di centrodestra del comune costiero della provincia di Grosseto (si veda oltre...)

Una nomina che, se non erro, peraltro prevede un prudente incarico annuale e uno stipendio sinceramente modesto (corrispondente, casualmente, esattamente alla mera indennità di 25.000 euro, percepita dal Capo di Gabinetto di Capecchi Manuele Braghero in qualità di anche Vice Presidente di Acque Spa).

Un partito, quello Democratico, nel quale non senza diverse controversie politiche, Alessio Dolfi (come risulta dai suoi curriculum in rete persino nel sito del Pd della Toscana) ha ricoperto incarichi come membro della segreteria comunale pistoiese fino a pochissime settimane prima delle elezioni amministrative, pur risiedendo singolarmente, come è noto, in un altro comune (Serravalle Pistoiese).

Quasi subito dopo l'esito elettorale Alessio Dolfi è stato assunto, con uno stipendio di tutto rispetto, certamente superiore al suo omologo di centrodestra nel Comune di Follonica, in qualità di responsabile social media manager strettamente personale all'interno dell'Ufficio di Gabinetto del sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi che ha motivato pubblicamente la sua nomina anche con il fatto che il Dolfi, da poco iscritto, credo, a Lettere Moderne presso l'Università di Firenze, necessiti del suo personale aiuto durante i compiti e gli studi.

E' noto, peraltro, che per pasticci e atti illegittimi (forse anche illeciti, ma su questo bisogna verificare ulteriormente...) combinati nelle nomine e nella gestione delle figure del Portavoce e del Capo di Gabinetto, il Comune di Pistoia e il sindaco allora in carica (Renzo Berti) hanno subito una durissima e definitiva condanna, anche risarcitoria, da parte della Corte dei Conti.

Si tratta di un atto che ha fatto "scuola" in tutti i Comuni italiani in cui il nome: "Pistoia" equivale tristemente a quello che mai bisogna fare, anzi, direi, nemmeno pensare.

Lasciando (almeno per ora) l'ipotesi di illeciti, concentriamoci, invece, su atti che, come la nomina di Alessio Dolfi, appaiono (anche in questo caso è necessaria una, peraltro doverosa, verifica) illegittimi.

Per quale motivo, a mio parere, consultate (e non meramente con l'intelligenza artificiale) la giurisprudenza e la prassi in materia la nomina di Alessio Dolfi a social media manager personale nell'Ufficio di Gabinetto del sindaco di Pistoia non appare legittima?
Perchè: "l'utilizzo di fondi pubblici per scopi personali o promozionali - come sembra essere avvenuto in questo caso - viola il principio di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, configurando un uso distorto degli uffici di staff e potenziali profili di danno erariale".
Ci muoviamo, va riconosciuto, sul filo di lana: il Comune di Pistoia potrebbe eccepire, che ne so, che Alessio Dolfi non si occuperà, ad esempio, del, peraltro non troppo lontano, compleanno di Giovanni Capecchi o della promozione dei suoi libri (ci pensa da solo il sindaco che, tra poco, promozionerà e presenterà nei canali comunali, come è legittimo, ma forse non proprio opportuno, il proprio recente volumetto su Pinocchio).
I limiti normativi degli uffici di staff
  • L'Articolo 90 del TUEL (Testo Unico Enti Locali): consente ai sindaci di creare uffici di supporto (staff) a contratto, ma esclusivamente per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo proprie dell'organo politico, non per la cura della persona o della reputazione privata del politico.
  • Il principio di pertinenza istituzionale: La comunicazione pubblica (regolata in Italia dalla Legge 150 del 2000) deve riguardare l'attività dell'ente, i servizi e le informazioni di pubblica utilità per la cittadinanza.
  • Il divieto di sviamento del fine: destinare risorse e personale pagato dal Comune per la promozione esclusiva dell'immagine personale del sindaco viola il nesso di corrispettività tra la spesa pubblica e il beneficio per la collettività, un principio ribadito con fermezza anche dalla giurisprudenza contabile.
I rischi legali e contabili
  • Danno erariale: La Corte dei Conti sanziona e condanna gli amministratori pubblici che utilizzano denaro o personale dell'ente per finalità estranee ai compiti istituzionali.
  • Responsabilità amministrativa: Lo stipendio erogato al dipendente di staff per mansioni di natura puramente politica o personalistica può essere considerato una spesa ingiustificata e posta a carico del sindaco che ha disposto la nomina (come è avvenuto, in passato, all'ex sindaco di Pistoia Renzo Berti).
1. Comunicazione Istituzionale vs Comunicazione Politica
La Legge 150 del 2000, che disciplina l'attività di informazione e comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni, traccia una linea netta tra ciò che può essere finanziato dall'ente e ciò che deve rimanere a carico dei singoli partiti o dei politici. 
Comunicazione Istituzionale (A carico del bilancio pubblico)
  • Obiettivo: Informare i cittadini sui servizi erogati, sulle scadenze, sulle normative locali, sulle allerte meteo e sulle iniziative di pubblica utilità.
  • Tratto distintivo: È neutrale, impersonale e priva di finalità propagandistiche o di ricerca del consenso elettorale. Il focus è l'Ente (il Comune), non la persona che lo guida.
  • Strutture dedicate: L'Ufficio Stampa e l'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (URP). 
Comunicazione Politica (Vietata con fondi dell'ente)
  • Obiettivo: Promuovere l'immagine del singolo amministratore, esaltare i meriti personali della sua fazione politica o attaccare gli avversari.
  • Tratto distintivo: Mira alla ricerca del consenso e alla fidelizzazione dell'elettorato.
  • La figura del Portavoce: La Legge 150/2000 prevede la figura del Portavoce (assegnabile allo staff), il quale ha una funzione fiduciaria e può occuparsi della comunicazione di "indirizzo politico". Tuttavia, la giurisprudenza evidenzia che persino il portavoce (quindi, in questo caso non Alessio Dolfi, ma Gabriele Acerboni) deve muoversi entro i confini delle attività politico-istituzionali dell'ente, senza mai sfociare nella cura esclusiva dell'immagine privata o della reputazione personale del Sindaco. 
2. Gli orientamenti della Corte dei Conti
La Corte dei Conti interviene nei casi in cui i soldi dei contribuenti vengano distorti per finanziare la cosiddetta "propaganda personalistica" o l'attività di cura dell'immagine privata degli amministratori. I giudici contabili applicano rigorosamente alcuni criteri: 
Il principio dell'impersonalità della comunicazione
Secondo la consolidata giurisprudenza contabile, i canali di informazione pubblica e le risorse umane destinate alla comunicazione non possono essere usati come una "vetrina" per il Sindaco. I post sui social media istituzionali o gestiti da personale di staff devono descrivere i provvedimenti dell'Amministrazione e non contenere lodi personali, foto focalizzate unicamente sul volto dell'amministratore in contesti non istituzionali, o post dal tono prettamente elettorale.
Orientamenti e casistiche di condanna per danno erariale
Nei casi in cui sia emerso un uso distorto degli uffici di staff per scopi personali, la Corte dei Conti ha stabilito che:
  • Mancanza di utilità per l'ente: pagare un professionista (come un Social Media Manager) per gestire pagine personali del sindaco o per fare unicamente "storytelling" della sua figura privata configura un danno erariale diretto. Questo avviene perché l'ente locale sostiene un costo a fronte del quale non riceve alcuna utilità pubblica, realizzandosi invece un arricchimento ingiustificato del politico.
  • Profili di colpa grave: la giurisprudenza (si veda l'orientamento espresso in tema di assunzioni illegittime in staff, es. Corte dei Conti, Sez. Giurisdizionale, confermato nei principi da Cassazione Civile) ribadisce che il Sindaco risponde a titolo di colpa grave se firma contratti di collaborazione o incarichi di staff le cui mansioni reali si rivelano estranee alle finalità istituzionali sancite dall'[Articolo 90 del TUEL].
  • Il caso dei periodici e dei social "di parte": molte sentenze contabili (es. le storiche pronunce sulle pubblicazioni dei giornalini comunali focalizzati solo sul volto del Sindaco, applicabili oggi per analogia ai profili social e alle sponsorizzazioni web) puniscono le spese sostenute per diffondere messaggi volti a evidenziare il successo personale del Sindaco anziché informare i cittadini. In questi contesti, i giudici condannano gli amministratori a restituire di tasca propria le somme spese per i compensi dei professionisti o per i costi di gestione della comunicazione contestata.

Ma lasciate le dotte citazioni giurisprudenziali, divertiamoci insieme a leggere su la Nazione le dichiarazioni del Partito Democratico di Grosseto (sì, lo so il Pd è un partito "federalista" e variegato, però...), in merito all'assunzione da parte di un sindaco di un social media manager...

https://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/social-media-manager-follonica-jg6wexwr

Follonica, 10 giugno 2026 – Polemiche sulla nomina del nuovo social media manager del Comune di Follonica. Il nuovo soggetto è stato assunto per la promozione turistica tramite affidamento diretto sulla piattaforma Start Toscana. Un figura che al Comune costerà 25mila euro per un anno, con possibilità di estendere il contratto ad un secondo anno.

Tra i compiti della nuova figura già individuata dall’ente c’è anche quello di formare il personale del Comune sulla gestione dei canali social, una specifica attività che sarà considerata un elemento aggiuntivo dell’appalto. Dalla determina pubblicata sull’albo pretorio del Comune la nuova figura dovrà concentrarsi sul turismo e sul marketing territoriale negli ambiti culturali e sportivi, organizzare e gestire i canali social, fare dei piani editoriali, creare i materiali, redigere report e proporre e attuare un percorso di formazione ai dipendenti comunali rispetto alla gestione dei canali social.

Cristiano Battisti

“Rimaniamo increduli di fronte ad un impiego così avventato dei soldi pubblici dice Cristiano Battisti (ritratto nella foto), vicesegretario e responsabile della legalità per il Partito Democratico di Follonica – Si tratta di soldi versati dai cittadini attraverso le tasse, ci vuole molto più rispetto nell’accedere alle risorse pubbliche. Non è accettabile veder spendere oltre 25 mila euro per un social media manager, quando il Comune di Follonica ha già nel suo organico le figure adatte a svolgere questo tipo di lavoro”.

“O l’amministrazione Buoncristiani ritiene che le persone già presenti in Comune non siano in grado di svolgere questo lavoro o i dipendenti non sono ingaggiati in modo condiviso da tutta la giunta – afferma Battiti – Effettivamente i social del comune sono incentrati sulla figura del sindaco e molto poco sugli assessori. Inoltre, dalla determina di affidamento diretto del servizio di social media manager, non si capisce che tipo di lavoro dovrà svolgere questa nuova figura. Non sappiamo la quantità di lavoro che avrà né si conoscono gli obiettivi che dovrà raggiungere. Non è chiaro, quindi, se la cifra impiegata, può essere congrua o meno al lavoro richiesto. Sono tante le domande alle quali dovrà rispondere l’amministrazione follonichese “prima tra tutte – conclude – perché ritiene necessario spendere ulteriori risorse pubbliche per affidare all’esterno attività che potevano essere svolte dagli uffici”.

Che altro aggiungere, a parte ricordare la promessa elettorale da parte di Giovanni Capecchi (non mantenuta senza fornire alcuna spiegazione in merito) di ridursi sensibilmente l'indennità di sindaco, parametrandola al suo precedente stipendio, per contribuire alla riduzione dei costi della politica?

Una promessa fatta, poco prima delle primarie, in primis ai tanti cittadini e cittadine che, me compreso, avevano firmato per la sua candidatura.

Credendoci.

Francesco Lauria