lunedì 26 gennaio 2026

SALUTE E SICUREZZA: QUALI DIRITTI E QUALI RUOLI PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI?

Le LAVORATRICI e i LAVORATORI, hanno diritto ad essere informati, formati, tutelati e rappresentati, sui temi della SALUTE e SICUREZZA?

Quali sono i ruoli in azienda? Come questi ruoli e queste figure interagiscono?

CARMINE MARMO, storico formatore attivo presso il Centro Studi Cisl di Firenze e della Cisl Emilia Romagna (ma anche presso tante realtà diverse, anche aziendali, multinazionali comprese), insieme a FRANCESCO LAURIA e STEFANO GREGNANIN ci parla pragmaticamente, sul canale Youtube IL BUON LAVORO, del diritto dei lavoratori ad essere formati e rappresentati sui temi della salute e della sicurezza:



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4 commenti:

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  3. Uno dei cardini della salute è la salute mentale di cui il sindacato,
    purtroppo non si occupa o lo fa in maniera marginale.
    È cruciale considerare questo aspetto, non solo nelle trattative aziendali, ma anche al proprio interno, dentro le proprie strutture sindacali.
    E' da poco in libreria il libro di Cristopher Dejour: Lavoro e salute mentale. Questo lavoro, uscito per la prima volta nel 1980 e arricchito da diverse nuove edizioni, è un classico degli studi sulla sofferenza causata dal lavoro. A oltre quarant’anni di distanza, nonostante l’indubbia intensificazione del dibattito nello spazio pubblico su tale tema, la condizione psichica dei lavoratori non è per niente migliorata. Al contrario, il suo continuo deterioramento è la prova della mancanza di volontà da parte delle imprese e delle istituzioni di cambiare la situazione. Christophe Dejours, da tempo riconosciuto come una delle voci più autorevoli in questo campo di ricerca, ha anticipato il destino del lavoro nell’epoca neoliberale e la vertiginosa crescita delle sue psicopatologie, fino ad arrivare ai numerosi e ricorrenti casi di suicidio. Perciò il testo, per la prima volta disponibile per il pubblico italiano, è indubbiamente sempre più attuale. «Come capirà rapidamente il lettore, questo libro, pieno di riscritture e ripensamenti, mostra che il rapporto tra lavoro e salute mentale non può prescindere dalla questione del potere, né dalla specifica struttura psichica di ogni persona, dai suoi bisogni, dai suoi desideri, dalle sue aspirazioni e dal modo in cui l’organizzazione del lavoro a esse si attaglia o meno. […] Non può esserci salute se il lavoro non ha un senso sociale e collettivo. Quando queste condizioni vengono a mancare – quando la dignità viene progressivamente erosa – il lavoro diventa terreno fertile per la malattia» (dall’Introduzione di Francesca Coin)."
    Spero si parli anche di questo il 31 a Firenze.

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  4. Grazie Brigida. Certamente è un tema fondamentale che, peraltro, ho anche trattato in questi mesi...

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