mercoledì 27 maggio 2026

NEGLI OCCHI DI MANLIO E DI FRANCO: "CONTINUIAMO A LOTTARE PER UNA SOCIETA' PIU' GIUSTA". 28 MAGGIO 1974 - 2026. INSIEME, OLTRE L'INDIFFERENZA.

Quando, dopo oltre quindici anni, ho risentito la voce di Manlio Milani mi stavo avvicinando a piedi verso Guernica, un luogo iconico del Novecento, dove il 26 aprile 1937 la popolazione fu falcidiata dal terribile bombardamento reso eterno, nel suo grido infinito di dolore, da Pablo Picasso.

Non va dimenticato che quel terribile bombardamento fu diverso da tanti altri: non aveva più di tanto ragioni militari, ma servì, soprattutto, per testare contro la popolazione civile, nuove terribili armi che sarebbero poi state usate da nazisti e fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Manlio Milani si avvicina ai 90 anni. Si deve principalmente a lui se a Brescia non accostiamo solo la "Loggia del silenzio", ma alimentiamo anche la "Casa della Memoria".

Quando mi risponde nella mia salita verso Guernica sono accompagnato da una pioggia insistente, proprio come era insistente la pioggia, a Brescia, quella mattina: il 28 maggio 1974.

Cinquantadue anni fa.

Chi si ricorda di Livia? Chi?

Quando gli occhi di Manlio, scampato per un puro caso, alla strage che uccise la moglie e i suoi amici, ricordano la giovane moglie, insegnante e militante della Cgil scuola (ma allora il sindacato confederale, a partire dagli insegnanti era molto unitario...) sono ancora più dolci, ancora più crocifissi.

Non ci sentiamo da quindici anni, ha quasi quaranta di febbre, ma mi risponde, mi accoglie, mi chiama Francesco e, quasi, si scusa di non avere fiato.

Mi promette che scriverà ai pistoiesi in occasione dell'iniziativa del 15 maggio su Piazza della Loggia e lo farà, lasciandomi senza parole per il sentimento di riconoscenza.

Così come, tra mille impegni, interverrà, con un video, anche la generosa, magnifica, inestimabile Benedetta Tobagi.

Come ho raccontato al circolo di Capostrada a vedere in anteprima nazionale, nella città di Licio Gelli, il docufilm, dedicato alla strage fascista e di Stato di Piazza della Loggia, a Brescia, a ricordare i suoi caduti antifascisti (è riduttivo, come dice sempre Benedetta, parlare di "vittime") eravamo in pochi, pochissimi.

Non più di quaranta persone.

Oggi non voglio fare altre polemiche, anche se ho il vomito nel cuore.

Oggi voglio fare solo un appello, a chiunque legga questo mio post:

prendete un amico/a, una compagna, un compagno, soprattutto un figlio, una figlia, un/una nipote.

Prendete un padre, una madre, un nonno/a, fatevi raccontare gli anni Settanta, non solo come anni di piombo e terrore, ma soprattutto, come anni di partecipazione e diritti.

Fateli sedere accanto a voi.

Guardatevi negli occhi, scopritevi nudi nel cuore e nell'anima.

Impiegate una cinquantina di minuti di silenzio e di parole, di memoria e di lotta, di resistenza e dolcezza, di democrazia e di rivolta civile per vedere questo docufilm che è volutamente libero da copyright.

Ecco il link: https://www.arcoiris.tv/scheda/it/91868/addC

I depistaggi, lo stupro della democrazia, come ci racconta Manlio Milani nel docufilm, vivono, si alimentano del silenzio e dell'oblio.

Ma il silenzio, può anche essere uno spazio di libertà e di empatia, in cui abbassiamo il nostro rumore e ascoltiamo, invece, la ricerca della Verità.

Perchè, come dice benissimo Benedetta Tobagi, è ora di smettere di parlare di misteri sulle stragi italiane, ora si può parlare di verità, storica e, per Brescia, pur incompleta, pur tardiva, pur beffarda, anche giudiziaria.

E' ora, infatti, dopo il silenzio, dopo l'ascolto, di tornare a parlare e a parlarci.

Non ci parliamo più, annegati nei telefonini, non ci guardiamo più negli occhi, men che meno ascoltiamo il nostro e altrui cuore.

Il 28 maggio non è un semplice anniversario e, di sicuro, non riguarda solo la città di Brescia e il suo mai sopito dolore.

Il 28 maggio Giorgia Meloni non è mai stata a Brescia e, ne sono sicuro, non ci sarà nemmeno oggi.

Ma noi possiamo tendere la mano a chi, vicino a noi, guarderà questo nuovo preziosissimo docufilm, leggerà le parole di Manlio, ascolterà il messaggio ai pistoiesi di Benedetta, ricorderà l'impegno di Pace di Giovanni Bachelet, presente a Capostrada.

Il 28 maggio ci fa riflettere sia sulla violenza del potere che sulla violenza politica diffusa, complice dell'autoritarismo di Stato.

Il 28 maggio, ricordando anche Aldo Moro e il suo: "guardate ai politici presenti ai funerali di Piazza della Loggia, per comprendere chi ha promosso la strategia della tensione" dobbiamo stringerci in un abbraccio.

Un abbraccio vero, non finto.

Come si strinse in un abbraccio tutta la città di Brescia, accogliendo seicentomila persone ai funerali dei caduti della strage di quella mattina piovosa del 28 maggio 1974.

Il servizio d'ordine lo assicurò il sindacato, lo Stato, infatti, non era più lo Stato, non aveva più alcuna autorevolezza, perchè la strage di Brescia fu una strage annunciata, beffarda, sicura dell'impunità complice delle istituzioni nazionali e non solo.

Da quel palco interveniva con parole che andrebbero tutte rilette, comprese quelle che non poterono essere pronunciate, Franco Castrezzati.

Partigiano e sindacalista, il primo, in Italia, prima di Pierre Carniti, Bruno Trentin, Giorgio Benvenuto a credere, già a metà degli anni Cinquanta, nell'unità sindacale.

Franco è scomparso pochi mesi fa all'età di 99 anni. Infermo, non ha mai rinunciato alla piazza, alla memoria, ogni 28 maggio.

Oggi Franco non ci sarà.

Ci sarà il suo grido ai giovani che mi affidò in una intervista nel 2014, a quaranta anni dalla strage:

"Continuiamo a lottare per una società più giusta".

Oggi in Piazza a Brescia dobbiamo, idealmente, esserci tutti e tutte. Ore 10 e dodici minuti.

Perchè la democrazia, la pace, la libertà, la giustizia possono morire nella nostra complice, terribile, sterile indifferenza.

Ma gli occhi profondi e veri, forti e dolcissimi di Manlio non ce lo consentiranno mai...

"Non distruggere i sogni", il saluto a Pistoia di Manlio Milani:

https://sognaredasvegli.blogspot.com/2026/05/non-distruggere-i-sogni-la-lettera-ai.html

"Perchè ricordare Brescia", il video di Benedetta Tobagi per l'iniziativa del 15 maggio scorso:

 https://www.youtube.com/watch?v=5oeYmSeEX4k

"Per una società più giusta"L'intervista del 2014 a Franco Castrezzati:  

https://cislbrescia.it/wp-content/uploads/2014/05/Continuiamo-a-lottare-per-una-societ%C3%A0-pi%C3%B9-giusta.pdf

Francesco Lauria

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