Mi è stato fatto notare che non scrivo più granchè della Cisl.
Avendo, in realtà, dopo averci pensato a lungo, fatto altre scelte sindacali, un po' di respiro mi appare fisiologico.
Ma se dolore e rabbia si sono sedimentate, non la si è la voglia, l'aspirazione di giustizia che si confronterà con la Cisl, in uno scontro ovviamente, almeno in apparenza impari, nella realtà processuale del lavoro, la mattina del prossimo 21 ottobre, a Firenze.
Nel frattempo non è che manchino le occasioni di riflessione e dibattito: quanto successo alla Fisascat di Milano, ad esempio, appare abnorme, con storici dirigenti, decine di delegati e centinaia di iscritti di fatto messi alla porta da un commissariamento inaspettato quanto, almeno all'apparenza, molto violento, nei modi e nei toni.
Davvero singolare, poi, che siano state svolte due ispezioni nella stessa struttura, a distanza di pochi mesi l'una dall'altra, e con esiti diametralmente opposti.
Davvero.
Ma, nel dare la massima solidarietà a chi ha perso il posto di lavoro, la missione di una vita, o, semplicemente, ha dovuto accettare "conciliazioni tombali" e l'obbligo di tacere, per sempre, anche sulle proprie, peggiorate, condizioni di lavoro e di retribuzione, c'è anche da sorridere. Pur amaramente.
Sto ovviamente parlando del Premio dedicata a Tina Anselmi e promosso dalla Cisl Puglia.
Quando, nel 2024, la Cisl Puglia che ha da alcuni anni promosso il premio dal nome e dalla dedica impegnativi, lo consegnò a Luigi Sbarra, ormai prossimissimo al salto in politica nel centrodestra e nel Governo Meloni, queste furono le motivazioni: "la dedizione e il concreto impegno che riesce a trasmettere ogni giorno a tutta la Cisl, con l'obiettivo di renderla sempre più un sindacato moderno, responsabile e autonomo, contrattualista e partecipativo".
Di fronte a tutto ciò, uno pensa di aver raggiunto l'apice del servilismo sciocco, dell'autoreferenzialità, del ridicolo, insomma.
E, invece, no.
Tre giorni fa, a Bari, si è raggiunta l'apoteosi.
Il Premio Tina Anselmi (povera Tina!), dalle mani del fidatissimo Antonio Castellucci (e per questo pluripremiato con le contemporanee segreteria Usr e la reggenza nazionale della Fai Cisl) è giunto, indovinate un po', nelle mani di...
.... Ma certo! Di Daniela Fumarola.
So che in un mondo normale tutto questo normale non lo è, forse nemmeno spiegabile, qui si raggiunge davvero il grottesco.
Ma nella Cisl di oggi, sinceramente comincia ad essere, tutto, normale, accettato, giustificabile.
Questa la motivazione del Premio a Daniela Fumarola: “un riconoscimento a chi dedica la propria vita agli altri, ad una donna con un percorso umano e sindacale capace di coniugare concretezza e valori”.
Se dovessimo prendere Sbarra come punto di riferimento (ahimè ci tocca...) dovremmo pensare che, forse anche forte del premio dedicato a Tina Anselmi, allora saremmo prossimi allo sbarco in politica (indovinate dove).
Lo sbarco di Daniela Fumarola, di colei che guidava la Cisl provinciale, mentre l'llva dei Riva riempiva, oggettivamente, Taranto, dei suoi di veleni, colpendo tutti e tutte, a partire dai bambini, a partire, proprio, dai lavoratori e dai loro familiari.
Su tutto questo consiglio la lettura di un libro significativo, intitolato, non a caso: "Malesangue".
Il primo maggio alternativo, non solo musicale, che ormai da diversi anni si celebra nella città pugliese, ci spiega che lavoro e ambiente, non solo non sono incompatibili, ma possono divenire sinergia vincente per il futuro.
Come antidoto a certa follia arrogante riprendiamo in mano i testi e i pensieri di Tina Anselmi, quella vera., la nostra prima donna Ministra, nel 1976 (e appare incredibile che per trenta anni i Ministri italiani siano stati solo uomini...).
Poi, per carità, ci saranno anche tutti i permessi della famiglia e la Cisl Puglia (accettandone però le critiche) è liberissima di premiare chi vuole.
Inoltre, certamente, Daniela Fumarola, lo si è visto anche dai contenuti della piattaforma appena approvata da Cgil Cisl Uil su relazioni industriali, contrattazione e rappresentanza, dove Landini sembra svanito, donna concreta lo è.
Andrebbe verificato meglio, a mio parere, per mia esperienza e in sincerità, nel fare che cosa e con quali obiettivi reali.
Francesco Lauria



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