martedì 4 agosto 2026

SAN RAFFAELE: PERCHE' E' STATA LICENZIATA LA SINDACALISTA MARGHERITA NAPOLETANO? UNA STORIA GRAVISSIMA CHE RIGUARDA TUTTI/E.

Perchè è così importante, da cittadini/e, conoscere le ragioni (motivi veri, non quelli finti) per le quali è stata, qualche giorno fa, pretestuosamente licenziata Margherita Napoletano, presso l'Ospedale San Raffaele di Milano?

Margherita è una storica lavoratrice, sindacalista, coordinatrice delle Rsu presso il San Raffaele, ed è esponente nazionale della Cub Sanità.

Le ragioni del suo gravissimo licenziamento che ha, davvero, indignato tutti e tutte, a prescindere dalla sigla sindacale e, direi, persino dalla collocazione politica, sono totalmente da ritrovare nella sua coraggiosa, competente, generosa, ostinata azione di tutela delle persone e dei lavoratori/lavoratrici presso il grande complesso ospedaliero privato dell'ospedale del capoluogo lombardo.

Chi volesse capire di più e farsi una cultura, da un lato come si fa davvero sindacato in un luogo di lavoro difficile e dall'altro come non si tutelano le persone e i pazienti nella sanità privata, spesso con turni al limite dello sfruttamento, contratti nazionali (Aiop) non rinnovati per decenni, progressioni tabellari che penalizzano i più deboli da un punto di vista salariale come gli infermieri e le infermiere, promesse non mantenute da parte dell'azienda, smantellamento brutale e immediato dei contratti integrativi.

C'è però un punto che congiunge tutti i tasselli di questo sistema, mi si passi il termine tautologico, malato: l'esternalizzazione della privatizzazione sanitaria e della cura attraverso appalti a cooperative che, anche in reparti assolutamente delicati, secondo Margherita (sarà poi la magistratura a fare luce) hanno messo, alla fine del 2025, durante uno dei famigerati cambi di appalto, gravemente a rischio, almeno in un caso, anche la vita di un paziente.

Tutto questo è stato raccontato magistralmente e pacatamente da Margherita al canale Youtube Rosso Fastidio il primo marzo scorso, ma anche, con enorme impatto, sulla Rai (servizio pubblico) nella trasmissione Report (anch'essa sotto attacco) nell'ambito dell'inchiesta: "La punta dell'iceberg".

Rosso Fastidio è, peraltro, lo stesso canale che, con migliaia di visualizzazioni, ha raccontato anche il mio licenziamento discriminatorio, illegittimo, ritorsivo, retroattivo e politico, subito da parte della Cisl nazionale a ottobre 2025 e su cui inizierà a pronunciarsi il Tribunale del Lavoro di Firenze il prossimo 21 ottobre 2026.

Qui il link dell'intervista a Margherita Napoletano a Rosso Fastidio, assolutamente da visionare, per capire, da cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici, che fine sta facendo, assediato da privatizzazioni ed esternalizzazioni selvagge e da contrazione voluta delle risorse nella Sanità Pubblica (non solo nella Regione Lombardia governata da oltre trent'anni dal centrodestra) il Sistema Sanitario Nazionale, promosso nel 1978, con voto sostanzialmente unanime del Parlamento, dalla Ministra della Sanità Tina Anselmi.

https://www.youtube.com/watch?v=9kSSPJh3wVA&t=1165s

Margherita Napoletano è stata licenziata dall'Ospedale San Raffaele sulla base di formali e del tutto pretestuose, direi ridicole, fantomatiche violazioni delle norme di sicurezza interne.

Lo stesso San Raffaele, appartenente al Gruppo San Donato, che, con turni di 48 ore da parte degli infermieri, con istantanei cambi di appalto non accompagnati dalla minima formazione necessaria, anche in reparti più che critici, sembra aver messo a rischio, invece di curare, la salute dei propri pazienti.

Ma che cosa viene specificamente contestato a Margherita che, lo ricordo, è la coordinatrice di tutte le Rsu (rappresentanze sindacali unitarie elette dai lavoratori e dalle lavoratrici) della struttura milanese?

Tenetevi forte...

  • Presenza non autorizzata: l'accusa, davvero ridicola, di aver introdotto (peraltro come faceva senza alcun problema da decenni) e ospitato all'interno di una sala assegnata al sindacato una studentessa liceale.
  • Tutoraggio improprio: l'aver fatto da tutor alla studentessa, impegnata in un percorso di alternanza scuola-lavoro (PCTO), mettendo a rischio la sicurezza della struttura (come? Incredibile...)
  • Abuso del diritto di critica: la direzione ha contestato il superamento dei limiti consentiti nell'esercizio della libertà sindacale e del diritto di critica. E questo punto, credo, anche per il ruolo rivestito da Margherita, si commenti da solo. 
  • Aver fatto presente e mostrato a una studentessa (che non era una passante, ma che era coinvolta in percorsi formali di alternanza-scuola lavoro) che esistono dei diritti costituzionali e dei luoghi e dei processi democratici sul posto di lavoro rappresenta, oggi, nel 2026, la peggiore delle colpe, da reprimere con la massima e cieca durezza. Senza alcuno spazio per il dialogo.

    La gravissima vicenda subita da Margherita Napoletano ha lasciato davvero sbigottiti, innescato fortissime e generalizzate proteste interne all'ospedale, sfociate in scioperi della fame di lavoratori e sindacalisti (cui anche io ho partecipato), presidi permanenti dei lavoratori incatenati alle panchine (e intimoriti dall'azienda) e, ovviamente, l'avvio del ricorso legale per impugnare il licenziamento.


    Incontrandola per portarle la mia solidarietà, mi hanno colpito molto la sua calma, determinazione, ostinata speranza.

    Il non guardare mai solo a se stessa, a quello che le è successo personalmente, dopo decenni di lavoro. Un lavoro che, pur nelle difficoltà quotidiane, lei stessa ama e porta avanti, da sempre, con impegno, competenza, passione. 

    Hanno fatto il giro del web le sue foto con i cartelli non sul suo personale reintegro, ma del movimento: "Sanitari per Gaza".


    Margherita non è una sindacalista a tempo pieno, pur avendo responsabilità importanti, anche nazionali, nella Cub Sanità, ma una rappresentante eletta dai suoi colleghi e dalle sue colleghe sul suo posto di lavoro che, peraltro, la Legge, lo Statuto dei Lavoratori dovrebbe tutelare meglio dalle temerarie ritorsioni padronali.

    Il 6 agosto, alle ore 16, insieme ad altre vicende molto esemplificative, paradigmatiche dello sfruttamento del lavoro e della compressione dei diritti democratici, la storia, la vicenda, il licenziamento di Margherita approderanno alla Camera dei Deputati.

    Non importa, in questo caso, la sigla politica che, meritoriamente, ha deciso di accendere i riflettori e di aprire, finalmente, un dibattito serrato su quello che sta avvenendo nel nostro paese, anche attraverso i famigerati decreti sicurezza promossi e approvati dal Governo di destra guidato da Giorgia Meloni.

    Quando, in piazza a Prato, salendo su una panchina e brandendo un megafono improvvisato (finalmente "sindacalista da marciapiede", come ci esortava ad essere, con il suo esempio, l''indimenticabile Pierre Carniti...), ho parlato ai lavoratori pachistani licenziati dai pronto moda e repressi dalla polizia, li ho guardati tutti negli occhi.

    Li ho visti.

    Ho visto la loro paura e la loro determinazione, ho percepito come solo insieme si può resistere un minuto di più rispetto al padrone, allo sfruttamento, alla più vigliacca delle repressioni e delle menzogne.

    Ho ascoltato le loro parole, spesso tradotte dall'urdu, meglio, sulle orme di Don Lorenzo Milani, ho ascoltato il loro "prendere parola", il loro esempio di "cittadini sovrani", termine che nessun Salvini o Vannacci potrà mai usurpare, rubare, distorcere, stravolgere nel significato.

    Don Lorenzo, prima dell'esilio di Barbiana nel 1954, mille volte si è confrontato, si è esposto sullo sfruttamento del lavoro nella piana pratese e sestese a San Donato di Calenzano (certi nomi, nella storia, curiosamente ricorrono...).

    Mille volte ci ha detto, più tardi anche in Lettera a una professoressa, insieme ai  ragazzi e alle ragazze di Barbiana, che il voto e lo sciopero sono strumenti sacrosanti e che fare, essere sindacalista, rappresentante dei lavoratori è un modo, importante, per praticare l'amore e dare un senso alla vita.

    Per "cercare un fine", per costruire, insieme, Giustizia.

    Prendendo a prestito l'incipit di un libro di Salvatore Livorno, pensando proprio a Milano, dove per decenni ha operato, prima di trasferirsi nell'autunno della vita a Gerusalemme, riprendo le parole del Cardinale Carlo Maria Martini proprio sulla figura del (della) sindacalista.

    Parole che voglio dedicare a Margherita Napoletano e a tutti/tutte coloro che, me compreso, sono con lei, con cuore, anima e corpo, in questa dura, difficile e lunga, ostinata e bellissima lotta nonviolenta:

    "Il (la) sindacalista è colui (colei) che si mette in leale rapporto con gli altri, responsabile dei diritti umani, capace di reggere l'utopia e di contagiare anche coloro con cui opera agli stessi suoi entusiasmi.
    Sa essere presente e sa motivare le scelte, conosce il più possibile il lavoro di ciascuno e, perciò è competente, cerca di capire e guarda all'essenziale.
    Non ha preoccupazioni per i propri interessi monetari e rifiuta il privilegio che è il tarlo di ogni convivenza.
    Preoccupandosi di ciascuno(a) difende non i soldi, ma il valore delle persone, lottando anche per il giusto riconoscimento economico". 

    # IO STO CON MARGHERITA.
    PER IL SUO DIRITTO AL LAVORO E ALLA DIGNITA'
    E PER IL DIRITTO DI TUTTI E DI TUTTE
    AD UNA SANITA' DEMOCRATICA, ACCESSIBILE ED EFFICIENTE
    PRESIDIO PUBBLICO DI VALORE COSTITUZIONALE.

    Francesco Lauria

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