mercoledì 29 luglio 2026

PER UN'ECONOMIA SOCIALE, DISARMATA ED ECOLOGICA: IN MEMORIA DEL PROF. LORENZO CASELLI

Noto con vero rammarico che ne' il Centro Studi Nazionale CISL di Firenze, ne' la CISL confederale e persino nemmeno la Fim Cisl, hanno sentito il dovere di ricordare, in occasione della sua scomparsa, all'eta' di 87 anni, il prof. Lorenzo Caselli.

Ligure e "carnitiano" doc, Caselli era un economista importante, grande esperto di economia sociale e industriale e di responsabilita' sociale d'impresa, materie da lui insegnate per oltre quarant'anni all'universita'.

Sono stato per molti anni quadro responsabile nazionale della CISL su diversi di questi temi e, ovviamente, con Caselli ci siamo incrociati piu' volte anche in ambito formativo presso il Centro Studi Cisl di Firenze.

Il prof. Lorenzo Caselli, solo per citare qualche sua responsabilita' e' stato Presidente Nazionale di Sindnova CISL, direttore del Centro Studi nazionale CISL di Firenze dal 1981 al 1985 (precedendo l'emiliano Pippo Morelli nell'incarico), Presidente nazionale del Meic, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, promosso dall'Azione Cattolica.

Fu, va detto, anche il direttore che, al suo insediamento, allargò una profonda frattura interna al Centro Studi, dettata non solo da problemi personali, ma anche di diverse visioni sul ruolo strategico del Centro e dei formatori stessi, divisi tra approccio contenutistico e metodologico.
Dopo una intensa e accesa due giorni di discussione e confronto ligure, al mare, alcuni formatori decisero, quasi inevitabilmente, di andarsene da Firenze.

E' una vicenda molto diversa, ma che talvolta e' stata accostata alla mia, certamente ancora piu' dolorosa e violenta, di ottobre 2025.

Come mi ha opportunamente ricordato oggi Gianni Alioti, per decenni responsabile internazionale della Fim Cisl, ligure come Caselli, quest'ultimo fu, sin dagli anni Settanta un docente fondamentale per i giovani attivisti sindacali in particolare della Fim Cisl, prima in Liguria e poi in ambito nazionale.

Si deve a lui la riflessione non tanto accademica, ma sul campo, di come il sindacato dei consigli, dopo il lungo ciclo di lotte del 1968-1975, dovesse passare dal "come e dove produrre" al "cosa e per chi produrre".


Una riflessione, peraltro, molto cara anche a Pippo Morelli, su questo in totale consonanza con il suo predecessore sulle colline di Fiesole.

Caselli, ricorda ancora Alioti, è stato una stella polare, come economista industriale, per quanti, nella Fim, nella Cisl, nel sindacato unitario, si sono impegnati nella diversificazione e riconversione nel civile dell'industria militare.


Non solo, dopo il gravissimo e non casuale incidente di Seveso il professore rappresentò un punto di riferimento culturale per le lotte in difesa dell'ambiente che ricercavano, in modo avanguardistico, un primo incontro tra sindacalismo ed ecologismo.

Tutti temi e sensibilità oggi assolutamente attuali e fondamentali, anche se, per citare un altro ligure, purtroppo anche "in direzione ostinata e contraria" rispetto ai nostri furiosi, roventi e maledetti anni Venti del Duemila.

Da un punto di vista personale, conosciutolo ovviamente in tempi più recenti, di Lorenzo Caselli ho un buon ricordo.

Sempre disponibile al confronto, aperto alle innovazioni, anche di matrice europea, molto efficace e sobrio in aula con i corsisti.

Credente e cristiano sociale, a lui vanno una profonda preghiera e un pensiero, anche in supplenza non richiesta, di chi, nella Cisl e nella Fim nazionali e al Centro Studi Cisl di Firenze, privo di senso della storia e della memoria, oggi lo ha tristemente dimenticato.
Francesco Lauria

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