Una settimana fa avevo realizzato un'ampia riflessione e rassegna di posizioni politiche e associative sul tema del c.d. "raddoppio" dell'inceneritore di Montale, impianto di smaltimento dei rifiuti, situato nella piana tra Prato e Pistoia, di cui da anni è prevista la chiusura.
Per chi volesse riprendere le mie parole (come al solito non proprio sintetiche...) qui il link: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/08/montale-perche-nel-tempo-del.html
La pluridecennale vicenda dell'inceneritore di Montale rappresenta questione di dimensione almeno regionale, non solo locale, esempio direi lampante di mancanza di visione strategica, tradimento delle promesse fatte e scippo della giustizia geografica, da parte di un'intera classe politica, peraltro confusa, contraddittoria, drammaticamente incerta tra la tutela e la promozione della salute pubblica e il business, anche finanziario, dello smaltimento dei rifiuti.
Una classe politica, ovviamente, sia di centrosinistra che di centrodestra.
Ultimamente, anche professionalmente, mi sto occupando, a livello locale, nazionale ed europeo, della VIG (Valutazione di Impatto Generazionale) formula un po' burocratica e bruxellese per definire politiche che, a partire dai territori per giungere al pianeta, non possono che dare piena priorità alla tutela e alla promozione delle nuove e delle future generazioni.
Conosco già le spuntate (e sputate...) obiezioni: basta con i nimby, quali sono le alternative, i rifiuti li portiamo a casa tua in cucina, che male c'è a guadagnarci dallo smaltimento, c'è un inceneritore nel centro di Copenhagen, etc, etc....
Prima di commentare compulsivamente o di criticare con ignorante veemenza, suggerisco, pertanto, la lettura attenta dell'articolo dove, ovviamente, posto le riflessioni e le proposte alternative di chi, da decenni, si occupa del tema, non tanto le mie.
Infine, diamo a Cesare ciò che è di Cesare.
O meglio, a Legambiente di Pistoia, ciò che è di Legambiente di Pistoia.
Avevo scritto dell'apparente afasia dell'associazione ambientalista (unica tra le associazioni ambientaliste del territorio, che io sappia), ipotizzando la possibilità che essa fosse dovuta ad uno storico collateralismo con i partiti di centrosinistra (Pd in particolare).
Legambiente ha realizzato, sia chiaro, tante azioni e attività significative, ed ha avuto certamente un'evoluzione importante in più di quarantasei anni di vita (è nata il 20 maggio 1980), ma non va dimenticato che la "Lega per l'Ambiente" (così si chiamava in origine) nacque come mera "costola" dell'Arci (realtà associativa costituitasi nel 1957, a seguito dell'impetuoso sviluppo del movimento di costruzione di Case del Popolo in tutto il paese, promosso dal Partito Comunista Italiano allora guidato da Palmiro Togliatti).
L'Arci, è noto, fu, a sua volta, "costola" del Pci, così, più nel piccolo, come la Libertas, lo fu della Democrazia Cristiana, l'Aics del Partito Socialista Italiano, l'Endas del Partito Repubblicano Italiano, il CNS Fiamma, del Movimento Sociale Italiano, etc.
Si trattava del sistema complesso e variegato (che comprendeva, ad esempio, anche il mondo della cooperazione c.d. "rossa", "bianca" e, in alcune zone del paese, anche "verde" per quel che riguarda i Repubblicani e "nera", ad esempio nel basso Lazio) della c.d. "Repubblica dei Partiti", realtà importanti, imponenti e di massa.
Partiti, però, nel corso dei decenni, sempre più involuti e strumenti, macchine del potere, quando, negli anni Novanta del Novecento, lo storico cattolico Pietro Scoppola, coniò la precedente definizione, in parte dispregiativa, che accompagnava la sua attenta ricostruzione dell'evoluzione e della crisi del sistema politico italiano.
Tornando a noi e al tema della raccolta, gestione e smaltimento relativi al ciclo dei rifiuti, in questi giorni, oserei dire finalmente, Legambiente Pistoia ha battuto un colpo e ha diramato un comunicato in cui, abbastanza chiaramente, prende posizione contro il raddoppio dell'inceneritore di Montale.
Non solo, l'aspetto che a me pare più importante e significativo è che l'associazione ambientalista abbia preso pubblicamente posizione, a partire dal caso specifico di Montale e coerentemente con gli orientamenti nazionali, contro gli inceneritori in generale nell'ambito del ciclo di smaltimento dei rifiuti e a favore di un processo decisionale democratico e partecipato (il contrario di quanto avvenuto, fino ad ora, a Montale e non solo).
Qui il link: https://www.ecodallecitta.it/legambiente-chiusura-riconversione-inceneritore-montale/
Che dire?
Meno male e... meglio tardi che mai!
Benvenuti/bentornati.
Francesco Lauria, Presidente Associazione Sognare da Svegli




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