lunedì 3 agosto 2026

"NON PER BELLEZZA". UN PREZIOSO INCONTRO SUL LIBRO DI MARGHERITA BECCHETTI E LA RESISTENZA DELLE DONNE.

L'idea di presentare, all'epoca presso la Libreria Lo Spazio di Pistoia, il bel libro della storica parmigiana Margherita Becchetti: "Non per bellezza", sulla Resistenza al femminile, risale alla metà di aprile scorso.

I frantumi di una fine di campagna elettorale rovinosa hanno consigliato il rinvio di un'iniziativa che era stata comunque pensata per il dopo marasma elezioni (il 6 di giugno).

All'epoca si sperava, con Mario e Mauro (qui in una foto invernale e "giovanile"), i due proprietari dell'acculturata e "trendy" libreria cittadina di Via Curtatone e Montanara (che, ormai, si può definire, con un po' di sana ironia, la "libreria dell'era Giovanni Capecchi") e con Lavinia Ferrari, attivista per i diritti delle donne e futura consigliera comunale di Sinistra Italiana, che la gente, specialmente in una piccola città come Pistoia, avrebbe avuto finalmente un po' tempo per riflettere, dopo l'esito delle elezioni, senza dover fare, magari per la terza volta, il giro dei cugini e delle cugine per conquistare, per sè e/o per altri/e, mezza preferenza in più.

Il libro, edito da Mup, propone con capacità di sintesi e chiarezza/pulizia di scrittura, una profonda rilettura critica del ruolo delle donne nella Resistenza italiana, provando a scardinare i pregiudizi di genere che per decenni hanno ridotto la partecipazione femminile a un mero "contributo" secondario.

Anche il termine di "staffetta partigiana", pur così ben narrato/celebrato dalla quasi omonima canzone "urgente" di Vinicio Capossela, ricordata quest'anno anche all'Arun Festival di Orsigna, valorizza un termine oggettivamente "perimetrale", spesso volutamente riduttivo: una staffetta, se uomo/maschio, veniva, infatti, normalmente chiamata: "ufficiale di collegamento".

Il libro di Margherita, ricercatrice che conosco da venticinque anni (eravamo molto giovani...) e che, da sempre, si impegna con competenza e passione, nella minuziosa ricostruzione storica, anche attraverso il benemerito Centro Studi Movimenti della mia città, adotta la prospettiva della storia di genere per restituire piena centralità politica ed esistenziale alle donne partigiane, evidenziando anche le complessità del loro rapporto con i compagni uomini.

Il titolo del volume  si ispira a una celebre dichiarazione della partigiana Elsa Oliva. Nella primavera del 1944, salendo in montagna per unirsi a una formazione partigiana, la Oliva mise subito in chiaro le cose con gli uomini del distaccamento e dichiarò che non fosse lì per fare la serva o per cercare un fidanzato, ma pretese un'arma, specificando che l'avrebbe tenuta «non per bellezza». 

Si tratta di un aneddoto che ben riassume lo spirito del libro: la rivendicazione di una scelta di lotta consapevole, determinata e paritaria.

Prendendo a prestito i sei capitoli del saggio di Margherita Becchetti possiamo enucleare alcune parole chiave che lasciamo al lettore del libro approfondire/dettagliare personalmente:

Scegliere;

Trasgredire;

Pregiudizi;

Senza armi (non ci sono contraddizioni con la frase di Teresa Oliva);

Il male;

Crescere.

Un tema chiave del saggio, non sempre presente nei libri sulla Resistenza, è l'analisi del post-Liberazione. 

Nonostante la (tardiva!) conquista del diritto di voto (di cui ricorre quest'anno l'80° anniversario), l'esperienza liberatrice della Resistenza non si tradusse immediatamente, come è noto, in una reale emancipazione sociale delle donne nel dopoguerra. 

Molte partigiane vennero spinte a tornare alla "normalità" domestica e i loro meriti furono silenziati o minimizzati dalla memoria pubblica ufficiale, dominata da una narrazione prevalentemente maschile che, fin dalle sfilate del 25 aprile, spesso le escluse forzatamente dalla partecipazione o pretese che si dovessero vestire, in maniera "ben pensante", da infermiere.

Una delle foto iconiche della Resistenza italiana, utilizzata anche da Benedetta Tobagi per il suo splendido libro: "La Resistenza delle donne", una foto "femminile e armata" è notoriamente, però, un'immagine assolutamente pistoiese.

Queste brevi riflessioni e note altro non vogliono che essere un invito a: "salvare la data", quella del 22 settembre prossimo.

Con le Acli di Pistoia e della Toscana, la sezione Anpi di Quarrata, il Circolo Acli di Montemagno e l'Associazione Sognare da Svegli, da me pro tempore presieduta, e con il patrocinio della Città di Quarrata, abbiamo deciso, infatti, di proporre una presentazione del volume: "Non per bellezza" di Margherita Becchetti, proprio presso il "mitico" circolo di Montemagno.

Insieme a Margherita e a me,  a partire dalle ore 18, ci saranno il noto giornalista pistoiese Maurizio Gori che modererà l'incontro, la ricercatrice dell'Istituto Storico della Resistenza di Firenze e della Toscana Giada Kogovsek, la Presidente Regionale delle Acli toscane Elena Pampana.  Un ringraziamento particolare va al Presidente del Circolo Acli di Montemagno Marcello Bracali.

In attesa di una copiosa e curiosa partecipazione vi attendiamo il prossimo 22 settembre, in quel di Montemagno.

Completo questa anteprima con un estratto della testimonianza di Tina Anselmi, partigiana Gabriella, tratta dal suo volume, infinitamente stupendo, realizzato con Anna Vinci: "Storia di una passione politica. (La gioia condivisa dell'impegno)".

"Tina, nome di battaglia Gabriella, anni diciassette, giovane, come tante, nella Resistenza.

Non ho mai pensato che noi ragazze e ragazzi che scegliemmo di batterci contro il nazifascismo fossimo eccezionali, ed è questo che vorrei raccontare: la nostra normalità.

Nella normalità trovammo la forza per opporci all'orrore, il coraggio, a volte mi viene da dire la nostra beata incoscienza.

E così alla morte che ci minacciava, che colpiva le famiglie, gli amici, i paesi, rispondemmo con il desiderio di vita.

Bastava aprire la porta di casa per incrociare il crepitare delle armi, le file degli sfollati, imbattersi nella ricerca dei dispersi, partecipare all'angoscia delle donne in attesa di un ritorno che forse non ci sarebbe mai stato: ma le macerie erano fuori, non dentro di noi.

E se l'unico modo di riprenderci ciò che ci avevano tolto era di imbracciare il fucile, ebbene l'avremmo fatto.

Volevamo costruire un mondo migliore non solo per noi, ma per coloro che subivano, che non vedevano, non potevano o non volevano guardare. (...)"

Appuntamento, segnatelo, il prossimo martedì 22 settembre a Montemagno (Quarrata), ore 18:

"NON PER BELLEZZA, di Margherita Becchetti. Le donne nella lotta partigiana: conquista del voto e costruzione di uno spazio pubblico".

Non mancate! Segnate la data!

Francesco Lauria

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