domenica 2 agosto 2026

MEMORIA DELLE STRAGI TRA VIGLIACCA ARROGANZA E STUPEFACENTE INEDIA. TRA ALESSIO DOLFI E GIOVANNI CAPECCHI. "DOVE ERAVAMO RIMASTI?"

"Dove eravamo rimasti?"

Prendo in prestito, in punta di piedi, l'indimenticabile, commovente frase del presentatore televisivo Enzo Tortora, pronunciata quando tornò sugli schermi italiani, con la sua Portobello, purtroppo troppo brevemente.

Tortora aveva subito, negli anni precedenti, l'incredibile, criminale persecuzione della camorra che aveva provocato, con false dichiarazioni di pentiti, insieme alla leggerezza e all'irresponsabilità di certa magistratura, il suo arresto spettacolo e la successiva amara, dolorosa, ingiusta, illegittima detenzione.

Quella frase, ma soprattutto quello sguardo, pieno di dolore e di immensa dignità, che non aveva ceduto nè alla rabbia, nè alla vendetta, ma che reclamava e reclama ancora, piena giustizia, mi colpì fermamente e indelebilmente, anche se ero piccolissimo: dopo un mese esatto avrei compiuto solo quattro anni.

Riflettendo oggi, quello sguardo e quella frase di Renzo Tortora costituiscono, forse incredibilmente, il primo ricordo della mia vita.

E allora, in un contesto completamente diverso, riprendo, in ordine cronologico, i principali quattro articoli che si collegano a quello odierno:

1) GIOVANNI CAPECCHI, ALESSIO DOLFI E L'OLTRAGGIO AI CADUTI DI PIAZZA DELLA LOGGIA  https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/05/giovanni-capecchi-alessio-dolfi-e.html

2) NEGLI OCCHI DI MANLIO E DI FRANCO: "CONTINUIAMO A LOTTARE PER UNA SOCIETA' PIU' GIUSTA". 28 MAGGIO 1974 - 2026. INSIEME, OLTRE L'INDIFFERENZA. https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/05/negli-occhi-di-manlio-e-di-franco.html

3) GIOVANNI, GIULIANO E ILVO: I CAPECCHI TRA TROTSKY E FRAGAI, POTERI BANCARI E ACCADEMICI; LA P2 E I FANFANIANI DELLA DC; DEMOCRAZIA PROLETARIA E LISTE VERDI ARCOBALENO... (Prima puntata) https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/07/giovanni-giuliano-e-ilvo-i-capecchi-tra.html 

4) UNA LEGGE (FUOCO AMICO) E TANTO ALTRO "CONTRO" GIOVANNI CAPECCHI? (Seconda puntata): https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2026/07/una-legge-fuoco-amico-e-tanto-altro.html

A seguito del mio primo articolo e ad alcune ulteriori dure (e a mio parere sacrosante) considerazioni sul suo profilo politico, ricevetti, per raccomandata, una lettera diffida, che ritengo minatoria, da parte di Alessio Dolfi.

La lettera, probabilmente redatta da un legale, era firmata da solo, dall'imminente componente dell'Ufficio di Gabinetto del neo sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi.

Eravamo alla fine di maggio 2026 e mi feci un'ora buona di fila nell'ufficio postale di Viale Adua per ritirare la lettera scarlatta del Dolfi che, pur essendo generosamente accreditato di notevoli capacità digitali, nel 2026, ancora, non utilizza la PEC.

Presi sul serio le sue osservazioni e "minacce" tanto che immediatamente mi misi, insieme al mio legale, a rispondere, sempre per via raccomandata.

Contestavo, da un lato, un testo, a mio parere, ridicolo, falso e manipolatorio, e dall'altro rimarcavo i miei diritti e le mie richieste di risarcimento nei confronti del Dolfi stesso.

Il mio legale ha spedito la raccomandata a casa di Dolfi, luogo da cui era partita la sua.

E' risultato che, dopo un mese, l'assistente del sindaco Giovanni Capecchi non si era degnato di ritirare la raccomandata a lui indirizzata, facendola tornare indietro allo studio del legale.

Abbiamo quindi provato ad indirizzare la missiva (non conoscendo un indirizzo PEC del Dolfi) all'Ufficio di segreteria del sindaco sempre con destinatario Alessio Dolfi.

Nulla, nemmeno in questo caso alcun ritiro, almeno fino alla settimana scorsa, ultimo controllo. Segno, a mio parere, di infinita arroganza.

Ricordo che tra i fatti, sempre a mio parere gravissimi, commessi da Alessio Dolfi nei miei confronti ve ne è uno, davvero infame, posto in atto, soprattutto, nei confronti della memoria della Strage di Piazza delle Loggia e quindi della intera collettività.

Dolfi, credo e spero, se ne vergogni e per questo lo omette nella sua confusa corrispondenza, ma il 15 maggio scorso presso il Circolo ARCI di Capostrada si è svolto in incontro davvero significativo e importante (vedi articolo numero 3). 

Si è trattato di un incontro di rilievo nazionale che ha visto la partecipazione di autorevoli figure quali (da remoto) la scrittrice e storica Benedetta Tobagi e il Presidente dell'Associazione dei caduti di Piazza della Loggia, Manlio Milani e, in presenza a Pistoia, l’ex onorevole prof. Giovanni Bachelet, l’ex parlamentare e sindacalista pistoiese Renzo Innocenti, la Presidente del Circolo Valentina Vettori, la giornalista del quotidiano di diffusione nazionale Domani Daniela Preziosi, l’allora candidato sindaco Giovanni Capecchi e, nella veste di principale organizzatore, il sottoscritto. 

Durante l'incontro, sempre in anteprima nazionale, è stato proiettato il nuovo docufilm sulla strage di Brescia, a cura tra gli altri, di Daniela Preziosi, poi presentato a inizio giugno presso la Camera dei Deputati e a cui, anche io, nel mio piccolo, ho collaborato.

Come è noto, nel portare avanti la scriteriata azione di boicottaggio che aveva colpito, due giorni prima, anche l'iniziativa sull'accoglienza dei migranti svoltasi presso la Libreria Lo Spazio, anch'essa con ospiti di livello territoriale e nazionale, il Dolfi che, all'epoca, era il responsabile dell'agenda del candidato sindaco Giovanni Capecchi, aveva volutamente e beffardamente trattenuto e non consegnato per tempo le locandine dei due eventi che gli erano state concordemente affidate.

Come è dimostrato da prove documentali, solo l'intervento reiterato del coordinatore politico della campagna elettorale di Capecchi Agostino Fragai aveva evitato che le locandine, in particolare sull'evento del 15 maggio relative alla strage neofascista e di Stato di Piazza della Loggia, a Brescia, finissero direttamente nei cestini o nei bidoni della città.

L'azione di boicottaggio è stata sottolineata e palesemente ammessa, con dichiarazioni certificate agli inquirenti, dall'esponente di Sinistra Italiana (e dell'Anpi!) Paolo Filoni che ha dichiarato letteralmente che quelle iniziative, dopo le mie non condivise posizioni su Don Massimo Biancalani e le modalità di accoglienza a Vicofaro e Ramini, oltre ad altri fatti a me contestati dal "cerchio magico" di Capecchi, dovevano essere: "cancellate".

Il tutto avveniva, lo ripeto, con un violento e direi vigliacco boicottaggio, attuato mentre io mi trovavo all'estero, nei Paesi Baschi, per svolgere una parte del Cammino di Santiago del Nord.

Per onestà intellettuale Giovanni Capecchi ha partecipato, per ben due ore, all'evento del 15 maggio, è intervenuto, mi ha ampiamente pubblicamente ringraziato, ha ricevuto, sempre pubblicamente, un dono di Pace proveniente dalla città di Guernica, martoriata dalle bombe naziste e fasciste, tappa proprio del Cammino di Santiago del Nord.

Ovviamente ho trovato altre strade per contestare a Dolfi quando ignobilmente ha commesso e, altrettanto ovviamente, sono rimasto più che sconvolto quando ho appreso della sua, oggettivamente per me tuttora incredibile, nomina nell'Ufficio di Gabinetto del sindaco di Pistoia.

Non ho operato, però, a differenza di quanto affermino alcuni pasdaran del sindaco, alcun "dossieraggio" nei confronti di Giovanni Capecchi e, addirittura, della sua famiglia, riportando semplicemente la notizia, stranota e sedimentata, che il nonno del neosindaco di Pistoia, l'accademico e banchiere democristiano Ilvo Capecchi, facesse parte delle liste della loggia massonica segreta ed eversiva P2, guidata dal pistoiese Licio Gelli.

Circostanza che, infatti, incalzato da altri giornalisti, tramite il suo portavoce, Giovanni Capecchi non ha potuto smentire.

Il ruolo della P2 nelle stragi neofasciste e di Stato, a Brescia, come a Bologna (abbiamo ricordato ieri la memoria del 2 agosto 1980) è, ormai, acclarato, lo riconosce, a denti strettissimi, persino il Presidente del Senato Ignazio La Russa.

I testimoni diretti, cominciano ad avere molti anni e l'Italia è un paese dalla memoria corta e dal silenzio facile e omertoso.

Strappare o, quantomeno, occultare i segni resistenti di questa memoria è, a mio parere, un atto gravissimo, inqualificabile, mai giustificabile.

Di cui, a mio parere, risulta responsabile chi lo ha materialmente compiuto (Alessio Dolfi), ma, indirettamente, anche chi lo ha, evidentemente, giustificato e già dimenticato (Giovanni Capecchi).

Un Giovanni Capecchi che, anche nella sua veste attuale di sindaco di Pistoia, ripeto città dove Licio Gelli è nato, cresciuto e morto, dovrebbe risultare, non responsabile, ma, almeno, eticamente consapevole della propria storia familiare.

Sono ovviamente pienamente disponibile a sostenere, confermare, dimostrare, dettagliare quanto scritto in questo articolo in qualsiasi sede, anche giudiziaria.

Francesco Lauria

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