venerdì 21 agosto 2026

PISTOIA (E NON SOLO...) TRA VIOLENZA POLITICA E MINACCE. IL CASO BIANCALANI E', PURTROPPO, LA PUNTA DI UN ICEBERG.

"Vi veniamo a prendere noi a casa, con i migranti allontanati da Vicofaro, state attenti tu e il tuo cucciolo".

È questa, riassunta, l'ennesima minaccia ricevuta ieri sera, con l'aggravante che, per la prima volta, essa ha coinvolto non solo me, ma anche mio figlio minorenne.

Personalmente ho la stessa, identica posizione su Vicofaro e Don Massimo Biancalani dal 2017 e ritengo che riflettere su quanto avvenuto non ci limiti ad una dimensione locale, ma ci permetta orizzonti molto più ampi.

Come tanti, nella Chiesa e fuori di essa, sono, ovviamente, sempre più convinto e consapevole della progressiva e definitiva involuzione delle esperienze di pseudoaccoglienza migratoria e di pseudocura degli ultimi favorite dal sacerdote pistoiese/napoletano.

Era proprio l'agosto di nove anni fa quando il sito cattolico progressista di dimensione nazionale "Rosso Porpora" riprendeva un mio articolo su ReportQ, allora Report Pistoia, che prendeva le distanze umane, ecclesiali e politiche da questo personaggio così sopravvalutato, coccolato e blandito anche dai media mainstream.
In quelle stesse ore, addirittura, il Pd regionale si inventava un improbabile "picchetto" difensivo di Vicofaro, tutte vicende alimentate mediaticamente e partiticamente, illusioni ottiche, poi divenute problemi reali, concreti.
Non dobbiamo mai dimenticare che, nelle complicate esperienze di Vicofaro e Ramini, ci sono di mezzo persone in carne e ossa, con le loro fragilità, le loro paure, il loro vissuto spesso difficile, i loro limiti.
Persone che non hanno una rete di sostegno e che sono, frequentemente, completamente sole.
E ci sono comunità che si sono sentite abbandonate, espropriate persino dei sacramenti, giudicate, etichettate, calunniate, minacciate.
Avevo tollerato anche io minacce, insulti, diffamazioni e calunnie dopo un paio di miei articoli sull'errato modello di pseudoaccoglienza di Vicofaro e Ramini, pubblicati lo scorso aprile, in piena campagna elettorale.

Il primo contributo, che aveva suscitato tanto scandalo e la mia c.d. "messa al bando" e isolamento da parte del partito di Sinistra Italiana-Avs a Pistoia (come mi comunicò il capolista alle amministrative e futuro assessore Mattia Nesti a latere di un'iniziativa elettorale di Giovanni Capecchi a Iano, il 2 maggio scorso, alle ore 15.35, dientro al circolo Arci...) è recuperabile qui: https://www.reportpistoia.com/don-biancalani-pietismo-non-vera-accoglienza-e-integrazione-occorre-cambiare-rotta/
E' una posizione forte, che mi ha portato anche all'incontro e alla stima, credo, reciproca con i cittadini e i parrocchiani della frazione di Ramini, che ovviamente non pretendevo suscitasse acritico sostegno o invio di mazzi di fiori (crisantemi a parte...), ma un dibattito franco e aperto, magari duro, ma rispettoso sì, a dieci anni dall'esperienza iniziata a Vicofaro, vissuta tra: "silenzi e spari".


Avevo misurato la pressochè assoluta mancanza di segni di solidarietà, il tollerare a Pistoia la violenza politica, immagino solo per ora non fisica, a scapito, per me e per tutti/e, del diritto di critica, ovviamente bidirezionale.
Ho sofferto, sul tema importante della gestione e della progettualità dell'accoglienza, l'ipocrisia imbarazzante di chi, in questi mesi, magari per un misero seggio in consiglio comunale, ha smentito totalmente le proprie idee, il proprio credo, i propri proclamati ideali.
La propria volontà di cambiare, migliorare concretamente e davvero le cose, promuovendo, imparando anche da esperienze vicine, istituzionali e del volontariato, una vera accoglienza diffusa e partecipativa di bassa e media soglia, non alimentando razzismo e intolleranza, ma combattendoli quotidianemente.
Ho il voltastomaco, lo ammetto.
Mi ripugna, aborro una sinistra radical chic, che, in molti casi, mai si è fatta vedere concretamente in tanti anni a Vicofaro o a Ramini, (al di là dei contesti mediatici) e che non conosce realmente nemmeno uno dei migranti, non ha mai provato nemmeno a parlarci.

In queste ultime ore, per quel che mi riguarda, si è passato il segno, senza ritorno.


Sono consapevole di essermi personalmente esposto con una parte di città che, complice la necessità di riconquistare ad ogni costo il potere, era ed è pronta ad alimentare le manie di grandezza di chi si crede erroneamente e un po' ridicolmente un santo, senza macchia e senza peccato.

Non mi sento un paladino isolato e non rappresenta certamente una casualità il fatto che il comitato dei cittadini e dei parrocchiani di Ramini, una volta appreso con sollievo dell'esito del duro procedimento della Santa Sede contro don Biancalani, abbiano voluto ricordare le minacce, le angherie, le violenze, i soprusi, persino gli abusi edilizi, subiti ripetutamente in questi anni.

Non mi interessa, in alcun modo, a differenza di altre/i la vacua visibilità di un momento o campare, prosperare sugli hater, persone spesso problematiche che si nascondono dietro una tastiera sputando fuori il loro odio sterile e disperato.

Ho provato anche a raccontare, con equilibrio, ascoltando tutti (quelli disponibili al confronto ovviamente...) una mattinata a Ramini, senza nascondere, però, l'esasperazione e l'indignazione della gente comune, non verso i migranti, ma verso chi costruisce deliberatamente, senza il minimo senso di responsabilità, contesti ingestibili.

Il risultato è stato letto ben fuori i confini pistoiesi e ha contribuito a fare luce sulle ombre di questa esperienza: https://www.reportpistoia.com/noi-siamo-confine-una-mattina-in-ascolto-tra-ramini-e-belfast/
Come scritto all'inizio di questo articolo, per le mie, legittimamente criticabili, posizioni su Biancalani, Vicofaro e Ramini sono stato, di nuovo, pesantemente dileggiato e minacciato.
E questo, sinceramente, lo mettevo in conto.
Ora si arriva, però, a colpire (per ora, per fortuna, solo con le parole da tastiera) persino dei minori come mio figlio.
Si arriva a minacciare di entrare in casa, magari di spaccare tutto.
Domani stesso provvederò alla denuncia alla polizia postale e ai carabinieri, perchè chi tollera che accadano cosa del genere, chi le confonde con il normale scherno o dialettica politica, sottovalutandole, per me, ha già perso.
Ma se la responsabilità penale di qualche imbecille è ovviamente individuale quello che preoccupa, senza voler compiere generalizzazioni superficiali, è il clima generale.
Epurazioni, minacce, violenze, false accuse, decapitazioni in forme inquietanti di leadership riconosciute si sono avute, in questi ultimi tempi a Pistoia, magari proveniendo dalle stesse persone/ambienti in svariati contesti politici e sociali:

- nel movimento Pro Pal, ora molto indebolito, diviso e frammentato;

- in alcuni ambiti femministi, così estremisti-estremisti da essere diventati caricature paradossalmente patriarcali e"ultrawoke" di se stessi, lontanissimi, anche emotivamente, dalla propria importante e preziosa storia;

- in significativi e storici circoli della sinistra radicale cittadina, legati ad associazioni di dimensione nazionale, dove molti soci fondatori nemmeno più possono osare oggi entrare.

Occorre, quindi, voltare decisamente e urgentemente pagina.

Non solo a Vicofaro, anche a Ramini, che non può in alcun modo, soprattutto se si vuole preservare un'attività responsabile e positiva di accoglienza dei migranti, continuare ad essere affidata a don Biancalani, nemmeno grazie a dei prestanome, ecclesiastici o laici che siano.

Si violerebbero, in questo caso, anche i contenuti e la ratio del provvedimento della Santa Sede avverso all'ex parroco che, purtroppo, nonostante i fin troppo bonari consigli del nuovo vescovo, appare prigioniero dei suoi capricci e della sua vanità, in sostanza: "incapace di crescere".

Soprattutto, si asseconderebbero le incredibili rivendicazioni e pretese che il sacerdote pistoiese, privo di senso di realtà e attaccando a destra e a manca, ha espresso anche sabato 22 agosto in un'ingrata intervista al quotidiano La Nazione, dove, privo di vergogna, ha dispensato patenti di ipocrisia persino ad un nuovo vescovo che si è recato riservatamente da lui a Ramini qualche sera fa, lo ha ascoltato e ha persino valorizzato pubblicamente anche quel pochissimo di buono che è stato compiuto a Vicofaro (ormai parecchi anni fa).
L'Eucarestia nella ritrovata/restituita parrocchia di Santa Maria Maggiore di Vicofaro dello scorso 20 agosto è stata una bellissima, collettiva, plurale, molteplice, occasione di fede e di ri-costruzione di comunità e di speranza.
Tutto ciò dopo l'"annientamento", sono parole opportune proprio della Santa Sede, della vita pastorale durante la, già troppo lunga, era Biancalani.
Non lascerò che l'emozione, la bellezza, la motivazione all'impegno suscitate a Vicofaro dal nuovo Vescovo Augusto, vengano offuscate da un manipolo di esagitati estremisti che i migranti li usano e li ammassano senza accogliere proprio nessuno, noncuranti di essere divenuti cavalli di troia perfetti della destra più becera che, infatti, appena sente il nome Vicofaro stappa, ovviamente strumentalmente, fiumi di champagne.
Tornando alle minacce subite: attaccare i figli è, poi, proprio da vigliacchi.
Cari scrittori di vangeli apocrifi,, spacciatori di intolleranza, finti seminatori analfabeti, cari apostoli e discepoli della violenza, il tempo per voi e per i vostri danni è definitivamente finito.
Ora è, invece, il tempo, opportuno, il kairòs, proprio come ha detto il nostro Vescovo, di scrivere pagine nuove e di crescere davvero.
Imparando, sono per una volta totalmente d'accordo con il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi, anche dagli errori fatti.
Solo chi è caduto, infatti, può rialzarsi e tentare di vivere e condividere con l'altro/a pagine di Pace, convivenza, co-esistenza.

Solo chi ha stonato, chi è andato fuori ritmo, può suonare, come in una umile orchestra di campagna, uno spartito nuovo, una musica di Pace autentica, note di vero dialogo.

Cari i miei vietcong fuori tempo "Massimo", radical chic e miscredenti de noartri, tenetevi pure la vostra perfetta, inutile, sterile, ripetitiva arroganza.

Tenetivi anche la vostra finta radicalità che si piega all'istante di fronte alle briciole compassionevoli del potere o magari a un parassitario microfinanziamento pubblico.
Qui a Pistoia, nel nostro Paese, nell'Europa fortezza dei nuovi pericolosissimi nazionalismi, in un mondo attraversato dalle guerre, dall'economia armata, dallo sfruttamento del lavoro, dalla repressione dei diritti democratici e dalla crisi climatica (sempre più connessa alla questione delle migrazioni), c'è tanto da ricostruire.

Qui e ora c'è tanto da fare del bene (non paternalisticamente come, invece, accadeva a Vicofaro e a Ramini) mentre voi state imperterriti inesorabilmente, stabilmente, ontologicamente dalla parte permanentemente più sbagliata, nociva, infestante della storia.
Non da ora.

Purtroppo, per voi e con disagi per tutti/e.
Francesco Lauria

P.S. "Tra silenzi e spari" è il verso di una canzone. In questi anni su Vicofaro (e Ramini) ci sono stati tanti, troppi silenzi. Ma abbiamo, purtroppo, letteralmente assistito anche a qualche sparo.

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