lunedì 3 novembre 2025

PICCHIATORE E' COLUI CHE HA PICCHIATO: BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA DI ROBERTO PEZZANI, SEGRETARIO GENERALE FNP CISL ("la mia storia tra le dita" - QUINTA PUNTATA)

                                          Un'altra barzelletta Sovietica:..


Stalin un bel giorno si accorge che tutti quelli che incontra lo osannano e acclamano, pensa però che sia tutto finto per non beccarsi una pallottola, quindi vuole sapere cosa veramente la gente pensa di lui. Si rade i baffi, si trucca un pò e si mette una gonna, dopodiché va in una fabbrica di tostapane.

In mensa si siede accanto a un giovane operaio e gli chiede: "Compagno, sii onesto: che ne pensi di compagno Stalin?"

E quello allora risponde: "Sei pazza compagna? non posso parlarne qui in mensa con tutta questa gente! Dopo il pranzo vieni sul retro"

Allora vanno sul retro e Stalin gli chiede la medesima domanda, ma lui risponde:

"No, ancora qui non siamo al sicuro, qualcuno potrebbe starci spiando e balzare fuori! Andiamo nel campo a 3 km da qui"

Allora camminano per 3 km e finalmente in un campo aperto, dove nessuno li può sentire Stalin gli chiede: "Ora nessuno può sentirci, per favore dimmi cosa ne pensi veramente di compagno Stalin!"

Il tizio si guarda intorno, prima a destra poi a sinistra, e gli dice per conferma: "Sei SICURA che non lo rivelerai mai a nessuno? Mi prometti che ti terrai quanto di sto per dire fino alla tomba senza mai dire una sillaba a quelli della fabbrica?"

"Te lo prometto."

"Devo ammettere che mi piace molto il compagno Stalin!"


Era estate quando, per la prima volta, sono entrato nell'ufficio di Roberto Pezzani, a Bologna, in Via Milazzo 16, dopo non molto che era stato eletto segretario generale dell'Fnp Cisl Emilia Romagna.


Ho oltrepassato il bel murales che campeggia su tutta la facciata della sede (allora, come, immagino, oggi, siamo nel mese di novembre, con un bello striscione contro i femminicidi) e sono entrato...



Allora Pezzani aveva non da molto compiuto un atto, poi successivamente tardivamente ritirato, a mio parere davvero sbagliato, sfruttando una norma (comunque da rivedere e, ad oggi, non più attuata) che prevedeva la possibilità, per le piccole Usr e Federazioni regionali di categoria, di abolire la segreteria e concentrare tutto il potere (e le responsabilità) sul solo segretario generale.
L'Fnp Emilia Romagna che conta circa 150.000 iscritti e iscritte ed è una delle più grandi d'Italia, tutto è, comunque,  tranne che una piccola federazione regionale di categoria.
La vera e propria rivolta dei territori, ad ogni livello, e anche una opportuna riflessione della segreteria nazionale Fnp Cisl, post compianto Gigi Bonfanti, riporterà il Pezzani a miti consigli e lo "costringerà" a varare una segreteria, comunque di sua stretta fiducia ed osservanza.

Tornando a noi, Pezzani aveva da pochi mesi sostituito Loris Cavalletti, trasmigrato, come vice presidente (e presidente designato) ad Anteas Nazionale, cancellandone, in un battibaleno, anche il ricordo.
Non che avesse tutti i torti, Loris è, notoriamente, un gran confusionario (l'ho sperimentato mio malgrado, anche direttamente), ma davvero a me Pezzani parse una specie di satrapo persiano (meglio, parmigiano come me) della serie: so tutto io, faccio tutto io, io sono io e voi (tu...) non siete un...

La materia del contendere era il blocco, davvero sovietico che Pezzani aveva imposto (non ho ancora capito su indicazione di chi...) al mio libro: "Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli" (non sono fortunato con i libri...)
Ero rimasto, sinceramente impressionato, dall'efficienza davvero sovietica/tedesco orientale, con cui Pezzani era riuscito, in pochi giorni, a far saltare la presentazione del mio libro (non ancora formalizzata) a Piacenza, a Pontenure, con la Cisl di Parma e Piacenza, ma soprattutto gli erano bastati quindici minuti (15!) per intervenire su Adelmo Lasagni, allora segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale (oggi in segreteria, ma Pezzani non c'è più, essendo stato promosso... della Fnp Cisl Emilia Romagna).
Tramite Federico Ghillani (un vero incubo permanente per il suo concittadino Pezzani) allora, come ora (per quanto tempo ancora?) segretario generale dell'Fnp Cisl Parma e Piacenza, avevo organizzato una presentazione del libro, con i pensionati della mia città e provincia (e territorio annesso ducale piacentino) presso il Museo Cervi, presieduto (allora come ora, ma in questo caso ancora per davvero poco) dalla mia amica, ex sottosegretaria alla Pubblica Istruzione, Albertina Soliani.
Anche se c'erano fior di precedenti di altri direttivi ducali (intesi come Parma e Piacenza, non Modena e Reggio Emilia) tenutisi in territorio al di là del confine del fiume Enza, cartina geografica alla mano Pezzani era riuscito (mortacci sua!) a far saltare la presentazione del mio libro, in quanto ipotizzata (solo ipotizzata!) in territorio straniero (come se fossimo ancora a prima dell'Unità d'Italia, in pieno Risorgimento...)
Siccome, però, io ne so una più del diavolo (come paiono, finalmente, essersi accorti in Via Po 21...) non mi sono dato per vinto.
Deve ancora nascere, infatti, un Pezzani che riesca a prendermi per il naso.
Grazie alla davvero eroica e coraggiosa sinergia di William Ballotta (allora segretario generale Cisl Emilia Centrale, oggi segretario regionale Usr Cisl Emilia Romagna) e (secondariamente, non voglio rovinargli i prossimi importanti sviluppi di carriera essendo davvero un bravo ragazzo) anche del componente di segreteria Andrea Sirianni, riesco, cartina geografica alla mano, a "fare fesso" Pezzani (e chi per lui...)
La presentazione, quasi carbonara, del mio libro viene, infatti, organizzata presso il Museo Cervi in una formula inedita, laboratori online di lavoro con i delegati delle federazioni di categoria, lavori di gruppo in presenza con aula rovesciata presso il Museo, relazioni in presenza con interventi, bellissimi, sia di Albertina Soliani che di Pierluigi Castagnetti (che, a pranzo, quando siamo solo io e lui, mi chiede se è vero che la Fnp Cisl Emilia Romagna ha finanziato la pubblicazione del mio libro su Morelli, rischiando questa volta sì, di farmi davvero secco, perchè una crocchetta di pollo mi va, di conseguenza, di traverso...).
La giornata si conclude gloriosamente, nel pomeriggio (dopo che sono stato soccorso con relativa manovra gastrica...) con un bellissimo parallelo sull'intreccio delle famiglie Cervi e Morelli nell'antifascismo reggiano e la visione del mappamondo sul trattore dei fratelli Cervi (per Danilo Battista e Alessandro Spaggiari, è una metafora, bellissima tra l'altro, non un pericolo!).
Da notare che, nella mattinata, erano stati presenti tre responsabili formazione della Cisl Emilia Romagna: Claudio Arlati (quello vero, non l'impostore che si aggira ora per i corridoi di Via Po a Roma...), Carmine Marmo (che verrà poi recuperato proprio in Emilia Romagna da Pezzani, Pezzani, infatti: "ha anche fatto cose buone..." e Gianni Vignali, anche lui parmigiano (siamo tantissimi!) storico collaboratore, in Usr Cisl Emilia Romagna, di Pippo Morelli.
Il tutto è stato ripreso dall'addetto stampa Silvio Cortesi della Cisl Emilia Centrale, anche lui poi duramente allontanato, qualche tempo dopo, dalla Cisl territoriale.
C'è da dire (non so se è una colpa per Pezzani...) che in quella occasione, davvero, abbiamo volato alto.
Il titolo acquisito dell'iniziativa (che si deve a Pierluigi Castagnetti...) è stato: "Il Sindacato come luogo "teologico". Morelli, Carniti e la straordinaria Scelta di Vita di una generazione".
Tutti i materiali, sono di parte, ma bellissimi, dell'iniziativa, a partire dal discorso, stupendo, di Pierluigi sono rinvenibili qui:


Ma la vita è davvero strana.
E meno di un anno dopo, primavera 2022, vengo contattato da Roberto Benaglia, segretario generale della Fim Cisl anche a nome dell'Fnp Cisl nazionale (allora retta, udite un po' da.. Daniela Fumarola!), della Cisl Emilia Centrale e della Cisl Emilia Romagna (troppa grazia...) per una presentazione, in pompa magna, del mio libro su Morelli.
L'iniziativa viene organizzata, con grande prestigio, presso l'aula magna dell'Università degli Studi di Reggio Emilia (e Modena, un po' potremmo dire, cislinamente parlando dell'Università dell'Emilia Centrale...)
Coinvolgo, come sempre, Chiara Morelli (la figlia maggiore di Pippo), Gian Primo Cella e Romano Prodi (la cui famiglia, in particolare il fratello Paolo, era legatissima alla famiglia Morelli, compreso Giorgio, fratello di Pippo, il partigiano "solitario", primo liberatore dai fascisti di Reggio Emilia, ferito a morte nel dopoguerra, siamo nel triangolo rosso, da un attentato comunista rimasto vergognosamente impunito).
L'iniziativa, cui partecipa anche Daniela Fumarola (Benaglia, viene sostituito all'ultimo per un impegno con Fincantieri dal concittadino bergamasco Ferdinando Uliano, anche se devo scrivere, se no da Monza mi massacrano, che Benaglia è un bergamasco acquisito per matrimonio, tra l'altro trattasi anche di un tifoso della Fiorentina e questo, oltre che imperdonabile è davvero incomprensibile...) si svolge di fronte a centinaia di persone, con un caldo inverosimile.
Nella foto, in prima fila, si vedono sia Pezzani (al centro, come potrebbe essere altrimenti...) e mio figlio Jacopo, autore, peraltro, di pregevoli fumetti sull'evento.


Vanno fatte due precisazioni: la prima è che l'iniziativa è stata introdotta dalla (allora) nuova segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo, bravissima e, oggettivamente, bellissima (spero non mi quereli!), qui in foto sorridentemente abbracciata proprio con Pezzani...


La seconda è che, non tutti, i tantissimi convenuti al convegno da tutta la regione (con pullman dalla Romagna...) sono venuti per stima mia o di Pippo Morelli.
Roberto Pezzani, infatti, ha detto a tutti: "con Lauria ci siamo chiariti, quindi o venite... o ..."
Insomma è stato lui il vero artefice e protagonista della (di tantissime) più prestigiosa e affollata presentazione del mio libro: Sapere, Libertà, Mondo (definizione che si deve a Bruno Manghi..., fate due più due e trovate i firmatari di uno degli appelli a mio sostegno di questi mesi...)

Ma lo so aspettate tutti il pezzo forte, quello non reggiano, ma parmigiano...
Da quando è stato reso un po' più noto il mio attuale conflitto (a colpi di ricorsi (miei) ai probiviri confederali, il primo verrà discusso il prossimo 25 novembre alle ore 17 e di querele (di entrambi pare...) sono veramente subissato da messaggi, pacchi, etc. da Parma.

Roberto Pezzani (davvero mi sfugge davvero il perchè...) non deve essere amatissimo nella sua (e mia) città.
Credo di aver ricevuto materiali/dossier fin dalla sua prima comunione, ma, come ho spiegato, in situazione analoga al reggiano, mio "persecutore", Alessandro Spaggiari (e fatto verbalizzare in sede di audizione disciplinare in Via Po), io i dossier, per di più spesso anonimi, sulle persone non li utilizzo mai, nemmeno fossero le: "più grandi serpi in seno che ha avuto la Cisl..."

Una cosa, però, fosse anche perchè devo giustificare l'epiteto di "picchiatore" nei suoi confronti, la devo circostanziare.
Ci trovavamo, a Parma, nella sede provinciale di Via Lanfranco, a metà del primo decennio degli anni duemila.


Pezzani, la cui biografia ufficiale e autorizzata (con tanto di Roberta Roncone come assistente di segreteria...) trovate qui: https://pensionati.cisl.it/segreteria-nazionale era il referente, nell'ambito funzione pubblica, della Fisos, che rappresentava, nella Cisl, i lavoratori ospedalieri (lui faceva radiologie, evito di fare dell'ironia...)
Il percorso di unificazione vero un unico sindacato della Funzione Pubblica era, come in tutta Italia, irto di difficoltà.
In particolare, a Parma, il conflitto (sostanzialmente di potere e relativo al tesseramento) era con i rappresentanti dei lavoratori degli enti locali, a Parma rappresentati dal sindacalista Gianni Zambernardi.
Nell'ambito di questo conflitto, un giorno, proprio nella sede sindacale, quella in cui si tutelano i diritti dei lavoratori fragli e che, Pippo Morelli, definiva: "comunità educante" si sentono delle urla altissime.
Pezzani che, basta guardarlo, è di corpulenta corporatura e tuttora piuttosto in forma, figuriamoci venti anni fa, quando io muovevo i primi passi in Cisl (per mia fortuna, in questo caso,  non a Parma...) mi dicono: "mette al muro" Zambernardi, peraltro di fronte ad altre persone, tra cui un obiettore di coscienza che non deve essersi fatto una grande opinione della Cisl...
Zambernardi, ferito, si reca al pronto soccorso di Parma (dai colleghi di Pezzani...NdR) con "numerose echimosi" e una non trascurabile prognosi.
Il ricorso ai probiviri non può che essere celere.
Pezzani, come è noto, (ma come me peraltro) era legato al nostro concittadino (ma quanti parmigiani ci sono???) Gigi Bonfanti, già braccio destro di Sergio D'Antoni e leader nazionale confederale.
Di Bonfanti ho curato io la redazione del libro, scritto da Alberto Aibino (anche lui parmigiano!!!) e pubblicato da Edizioni Lavoro, in occasione del congresso nazionale Fnp Cisl dello scorso giugno (sembra passato un secolo!): "Gigi Bonfanti. Il medico e il sindacalista illuminato".


Il resto è (abbastanza) noto.
Il "picchiatore" (colui che ha picchiato) Pezzani viene sottoposto a procedimento disciplinare/associativo (come ora peraltro...)
Bonfanti intercede vigorosamente per lui (vengono, non solo dalla stessa città, ma anche dallo stesso settore e categoria...)
Un'azione orrenda che, a detta di tutti, meritava l'espulsione viene sanzionata, dal collegio dei probiviri, solamente con una sospensione di sei mesi da iscritto e dalle cariche, peraltro, in buona parte, scontata durante i mesi estivi.
Il resto è notorio, l'unificazione della Funzione Pubblica si farà e Pezzani ne diventerà il leader, Zambernardi, pur non subito, verrà progressivamente emarginato...

Che poi Pezzani, non avesse il carattere che ha, sarebbe anche un bravo sindacalista.
Per leggere un po' di sue interessanti riflessioni sindacali potete acquistare qui: https://www.edizionilavoro.it/catalogo/manualistica/i-quaderni/prospettive-sindacali
il mio ultimo libro: "Prospettive Sindacali" (pubblicato, una prima volta, a inizio luglio 2025, poi bloccato da Via Po, e infine reso gloriosamente pubblico a inizio settembre 2025 (sembra, davvero, la preistoria...).
Nel volume, trovate, tra le tante altre interviste, tra cui quella a Maurizio Petriccioli, un'amplissima mia conversazione proprio con Roberto Pezzani, in dialogo con il suo predecessore alla Fnp Cisl Emilio Didonè, attuale Presidente di Plurale Ets.

I casi della Vita...

Il coriaceo,
Francesco Lauria


domenica 2 novembre 2025

IL RACCOMANDATO MARCO - IL PICCHIATORE ROBERTO - IL "SISTEMA" CRIMINOSO ("la mia storia fra le dita" - QUARTA PUNTATA)

Per le puntate precedenti: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/

Barzelletta meno sovietica:

La sera di capodanno del 1999 Putin è andato a letto sapendo di essere il nuovo leader della Russia.

La notte sogna di essere in una grande stanza dorata con tutti i leader passati della Russia: da Ivan il terribile a El'cin.


Lui chiede:

"Chi tra voi mi può dare più saggezza nel guidare Russia?"

Allora tutti si girano verso Iosif Stalin, lui si alza e dice schiarendosi la voce:

"Ti darò due consigli, è ciò che dovrai fare.

La prima cosa è che devi prendere tutti gli oppositori politici e mandarli nelle prigioni in Siberia, oppure giustiziarli.

La seconda è che devi colorare il Cremlino di blu."

Putin allora gli chiede:

"Perchè di blu?"

Stalin si gira verso tutti gli altri e dice:

"Visto, ve l'avevo detto che non avrebbe fatto domande sulla prima cosa!"


Era il 17 settembre, quando io e Marco Lai, il (protempore e fino a prova contraria) direttore del Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze ci siamo trovati, per l'ultima volta, faccia a faccia nel suo ufficio.

Un po' lo temevo, ma non immaginavo davvero che sarebbe stato anche il mio ultimo giorno, dopo oltre vent'anni, al Centro Studi di Firenze.

Di Lai ricordo ogni parola, ogni espressione del volto, ogni sospiro/ghigno sotto gli occhialoni.

L'inizio del colloquio è stato semplice, Lai era contento, in fin dei conti gli avevo passato tutti i materiali, tutti i contatti dei relatori, tutti i contenuti dei lavori a distanza (FAD), soprattutto tutti i materiali del colloquio di orientamento e selezione (si terrà, alla fine, il 10 ed 11 novembre prossimi) e i primi tre moduli (su cinque) già progettati del corso contrattualisti privati per la partecipazione.


Gli avevo fornito pronto, pronto anche lo staff, in parte cementato da dieci anni e più di mia direzione dei corsi, ereditati da Elisabetta Biliotti, (ma, andando più indietro anche da Pippo Morelli): Antonio Ingallinesi (Femca Nazionale), Alessandro Vicini (Filca Nazionale) Luana Franchini (Usr Cisl Basilicata, segretaria regionale e formatrice), Sabrina Brezzo (First Cisl Nazionale, segretaria generale aggiunta e formatrice).


Ho chiesto, lo ammetto, allo staff di rinunciare a partecipare al corso in mia (minima) solidarietà:

Ingallinesi e Vicini hanno rifiutato via messaggio, Franchini e Brezzo non hanno nemmeno risposto, se ricordo bene (la cosa mi ha fatto malissimo, potrei sbagliarmi, comunque, in alcuni casi, davvero dopo quasi vent'anni, ho, quasi tremando, chiuso i ponti con tutti/e).


Tornando al colloquio, esso ha preso una piega molto brutta e tesa quando ho chiesto a Lai-Putin (o dovrei scrivere Lai-Stalin?) se, almeno, si dissociava dalla contestazione disciplinare in cui mi veniva rimproverata la diffusione entusiasta di una foto di un calciobalilla ancora incelofanato in una sala secondaria (e sempre aperta) del Centro Studi, perchè: avrei: "rovinato una - fantomatica - cerimonia inaugurale (del calcetto, che forse, peraltro, manco è regolamentare...)".

Inutile dire che la cerimonia non c'è mai stata e il calcetto viene regolarmente usato da personale, corsisti e turisti... (ho faticosamente prodotto le foto di prova, lo so è incredibile, in sede di audizione disciplinare).



Tornando a Lai, ricordo davvero ogni inflessione del volto, altro che burocrati del nazismo o della Ddr, molto peggio!.

"Caro Francesco, tu hai violato, con la foto del calcetto, in forma gravissima, la privacy di Unitas Spa" non potrai che pagarne le conseguenze..."

Mi avesse detto che, approfittando della davvero infinita ristrutturazione ancora in corso al Centro Studi, aveva deciso di colorare, magari insieme a Putin, Trump, Maduro, Sbarra e Kim Jong-Un (non stupitevi, sono tutti politici di destra...),  tutta Via della Piazzola di blu mi avrebbe stupito di meno.


 

Non contento Lai ha aggiunto, con fare che io ho percepito anche come intimidatorio:

"Tu Francesco, non sei più degno della Cisl. Non sei degno di Pippo Morelli, tu sputi nel piatto in cui hai sempre mangiato!"

Ero così sconcertato e anche addolorato (mi faceva davvero pena, peraltro si tratta di un pensionato) che ho risposto quasi con pacatezza:

"Caro Direttore, lavorare con impegno e passione non è mangiare da un piatto. Pippo Morelli sarebbe stato ancora più radicale di me (non lo conosce proprio anche se Lai era presente durante tutta la direzione del Centro Studi di Pippo, dal 1985 alla fine del 1989) e, soprattutto, sei tu, a non avere nemmeno una goccia, una goccia di sangue cislino. Non hai preso nulla da tuo padre!! (il padre di Lai era dirigente apicale della Cisl in Toscana, è stato anche segretario generale della Cisl di Arezzo).


La citazione da parte di Lai di Pippo Morelli mi ha fatto, però, venire in mente una cosa che, fino ad oggi, non avevo rivelato a nessuno, nemmeno allo stesso Lai.

Durante le lunghissime e approfondite ricerche per la mia realizzazione del libro, pubblicato da Edizioni Lavoro, "Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli" mi sono imbattuto, nell'archivio di Morelli conservato presso Istoreco a Reggio Emilia, in una interessantissima dispensa ad opera dell'allora assistente del Centro Studi Gianni Tagliapietra che purtroppo, allora, preso dalla ricerca specifica su Morelli, non ho fotocopiato...


Tagliapietra che ora fa lo psicanalista (sarà un caso...?) a Venezia, è, come è noto ad alcuni, anche autore dello storico logo del Centro Studi, quello, con i colori Cisl e gli alberi...

Come ha testimoniato un altro assistente di allora, Carmine Russo, in occasione degli scritti e degli incontri di commemorazione dell'ex direttore del Centro Studi, il modenese Luigi Paganelli  (in verità in forma, anche comprensibilmente, edulcorata), il 1981 è stato un anno molto complesso per il Centro Studi di Firenze (un po' come, in forme diverse, il 2025...)
Siamo a cavallo tra la direzione di Paganelli e quella di Lorenzo Caselli, giovane e rampante professore "carnitiano" che ha la meglio, per il Centro Studi, su un altro professore sempre carnitiano che si direzionerà verso la rivista il Progetto: Luigi Ruggiu.
Marco Lai entra al Centro Studi come borsista Inas (allora diretto dal compianto e scomparso prematuramente Alberto Gavioli, modenese) nell'aprile 1981.
Lo scontro è già in atto.
Si tenta, nell'estate, una mediazione in una due giorni di ritiro al mare, in Liguria.
Formalmente la questione è la scelta tra: "formatori di metodo" e "formatori di contenuto", ma le vere ragioni di contenzioso sono anche altre.
Una di queste, non certo la principale, è proprio Marco Lai, l'ho riscontrato direttamente dalla lettura dei verbali (allora puntigliosissimi) del Centro Studi mentre, anche tra le carte presenti in Università Cattolica a Milano, ricercavo proprio la dispensa sui valori e le idee forza della Cisl di Gianni Tagliapietra (come può testimoniare il prof. Aldo Carera che ha provato, invano, ad aiutarmi nella ricerca...)
Marco Lai, a differenza di tutti gli altri candidati, salta i colloqui di selezione al Centro Studi.
Abbandona l'Inas (non credo nemmeno svolga, posso sbagliarmi, il previsto periodo di tirocinio presso il Centro Studi Cisl di Taranto, futura terra di elezione di Daniela Fumarola; magari fosse andato davvero a Taranto si sarebbero subito conosciuti e il loro platonico amore sarebbe scattato prima...) e, direttamente, viene assunto al Centro Studi.
C'è chi dice che, per circa tre anni, si rinchiude nel suo ufficio con studio matto e disperatissimo, senza svolgere attività formativa.
E' poi, proprio Pippo Morelli, che era uno che accendeva di fuochi, infuocava, infatti, magari non le piazze, me le anime e i cuori (per Alessandro Spaggiari e Danilo Battista: è una metafora, non un pericolo!) a spingerlo ad uscire dal suo comodo guscio (il "guscio fragile", lo ricorda qualcuno?) e a specializzarsi, pur non essendo un vero e proprio giurista, essendo "solo" laureato, come me peraltro, in Scienze Politiche, su salute e sicurezza e, più tardi, (pur in forma prevalentemente compilativa...) sul diritto del mercato del lavoro.

Ebbene Carmine Russo e Gianni Tagliapietra richiedono di mettere a verbale la loro contrarietà all'assunzione di Marco Lai in quanto (figlio d'arte...) raccomandato.
Di lì a poco, ma Lai c'entra poco, verranno "giubilati" dal neo direttore, il ligure Caselli, Carmine andrà, con il minimo inquadramento possibile, a Roma, in Via Po, in confederazione, Gianni Tagliapietra sarà parcheggiato, qualche anno, alla neonata Fondazione Corazzin in Veneto.

D'altronde il raccomandato Lai si sentirà per sempre più un (mancato) accademico, ma sarà sempre, a mio personale parere, soprattutto un mancato formatore sindacale.
Per ben due volte proverà ad entrare dalla porta principale all'Università, nella sua amata accademia.
E per due volte, (la mia fonte è lo stesso direttore Lai, me lo ha detto quando, insieme, salivamo verso Barbiana) anche abbastanza recentemente, sarà sonoramente bocciato, in quanto, nel suo ambito di possibile insegnamento, i suoi scritti sono risultati e stati giudicati: "ripetitivi e sostanzialmente privi di originalità/valore scientifici".
E poi lo stesso Marco Lai mi ha fatto scrivere minacciosamente da un avvocato romano quando ho parlato della sua: "banalità"!

Non stupisce davvero che questa e la precedente segreteria generale abbiano scelto Marco Lai (dopo quarantatre anni in Via della Piazzola, altro che Stalin...)  come direttore del (già glorioso) Centro Studi di Firenze.
Uno che chiede il permesso anche di spostare una penna sulla (propria) scrivania è perfetto per l'"elaborazione" (Daniela Fumarola copyright) di questa Cisl.

Stiamo parlando proprio di quel Centro Studi di Firenze che, fin dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento, ha accolto gli allievi di Don Lorenzo Milani, poi diventati sindacalisti (e sindacaliste...)
Un luogo non di "morte" come oggi: ma un luogo per: "praticare l'amore e dare un senso alla vita".
Come ho raccontato, in tre diverse edizioni (alla faccia di Ignazio Ganga...) in: "Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana. Don Milani e il mondo del lavoro".


Proprio quel Centro Studi dal quale io sono bandito a Vita (o fino a reintegra...)
Quel Centro Studi in cui il prossimo 10 novembre io potrò, sorvegliato, forse recuperare i miei file e i miei oggetti personali.
Non sarò solo (a meno che ce lo impediscano...) sarò accompagnato da Carmine Marmo, assistente (non raccomandato...!) del Centro Studi dal gennaio 1981 (prima quindi di Lai...) al 1997 e attuale responsabile formazione sindacale (in uscita...) della Fnp Cisl Emilia Romagna.
La stessa Fnp Cisl guidata, a livello nazionale, dal "picchiatore" parmigiano Roberto Pezzani.
Anche lui, come Lai, raccomandato.
Ma di questo e del: "sistema" Cisl (copyright Fausto Scandola...) parleremo nella quinta puntata (devo finire, infatti, di raccogliere tutti i dettagli della sospensione di Pezzani da parte dei probiviri, dai miei amici della Cisl di Parma...)

Il non particolarmente "rilassato" (copyright Danilo Battista...),
Francesco Lauria

sabato 1 novembre 2025

CISL E CENTRO STUDI DI FIRENZE: "LEGGERE LIBRI FA MALE E UN DISEGNO CRIMINOSO" ("la mia storia fra le dita" - TERZA PUNTATA)

"Ho iniziato un libro che mi impegnerà per anni, forse per il resto della mia vita. 

Non voglio parlarne, però, basti sapere che è una specie di summa di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie". 

                               Pier Paolo Pasolini, a proposito di Petrolio.

Prima puntata: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2025/10/cisl-e-centro-studi-cisl-di-firenze-per.html

Seconda puntata: https://fiesolebarbiana.blogspot.com/2025/10/cisl-centro-studi-cisl-di-firenze-il.html

Ieri ho avuto l'onore, dopo aver tanto atteso, di una risposta ad alcuni quesiti, pur evasiva, da parte Andrea Lombardi, Amministratore delegato di Edizioni Lavoro, storica, ultraquarantennale, casa editrice promossa dalla Cisl.

Come è noto, per una scelta i cui contorni ancora, almeno a me, nonostante abbia parecchio approfondito ed "elaborato,  non sono ancora chiari, durante il pieno vigore dell'Era Bonanni, Edizioni Lavoro venne parzialmente venduta dalla Cisl che ne conserva una quota di minoranza, pur rilevante, e si "fuse", o quasi, con Avagliano Editore.

Il proprietario principale, oggi, è ALI-AGENZIA PER IL LAVORO, riscontrabile qui: https://alilavoro.it/ una "cosa grossa", addirittura fornitore tecnico della nazionale italiana di calcio.

  

Non ho ancora capito perchè (ci sarà sicuramente qualche ragione contrattuale e non vado oltre...) le dipendenti di Edizioni Lavoro (o alcune di esse) devono svolgere qualche giornata lavorativa al mese proprio in Ali.

Per Edizioni Lavoro ho scritto, da solo, o in collaborazioni con altri/altre tantissimi libri, a partire, proprio, dal volumetto sul Processo del Lavoro (mai avrei pensato mi sarebbe stato così utile), redatto tra il 2009 e il 2010.

Fa abbastanza sorridere (il sito della casa editrice, nonostante le velleità digitali dell'attuale direttore, non è mai stato granchè) che sulle pagine web di EL a me dedicate se ne ritrovino solo otto e che manchi, addirittura, il collegamento al penultimo, su contrattazione collettiva e partecipazione dei lavoratori, peraltro uscito quest'anno: https://www.edizionilavoro.it/autori/manufacturer/francesco-lauria

E' noto dalla stampa, anche nazionale, che lo "sparo di Sarajevo" (lo dico per Danilo Battista ed Alessandro Spaggiari, è un riferimento storico, non una minaccia!) che ha visto deflagrare il mio ventennale rapporto con la Cisl, siano state la censura al libro di Guido Baglioni, tutt'ora non pubblicato, sulla cultura e la storia della confederazione e la duplice censura (poi abbandonata a inizio settembre) al mio libro: Prospettive Sindacali. Idee e strumenti per affrontare le transizioni nel lavoro e nella rappresentanza (volume che si doveva chiamare: "Sguardi nella Cisl", ma purtroppo ho dato retta alle perplessità del direttore...)

Censure diverse, su questo può aver ragione, solo in parte, Daniela Fumarola: la prima tutta politica (non andava bene il riferimento inserito da Baglioni, non da me, ad una certa "sudditanza"/attenzione eccessiva della Cisl alla: "narrazione meloniana"); la seconda tutta ingordamente interna (non andava bene, mantenere, pur in compresenza di quella con il successore Roberto Chierchia, l'intervista a Maurizio Petriccioli, ex potente segretario confederale e, per nove, anni, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica che, nel frattempo, in tempi brevissimi, era stato giubilato, pur essendo stato confermato (è vero, non trionfalmente), al congresso nazionale tenutosi a Firenze o meglio, chensi era: "dimesso per ragioni di salute".

Chi volesse approfondire la vicenda Petriccioli può farlo qui: https://ildomaniditalia.eu/petriccioli-un-addio-in-punta-di-piedi-che-fa-rumore-nella-cisl/(ci sarebbe poi anche il licenziamento per giusta causa, come il mio, intimato dagli ex colleghi di segreteria il 14 luglio 2025, due giorni prima del congresso confederale, della segretaria nazionale, avellinese e giuslavorista, Chiara Severino).

Il libro Prospettive Sindacali pareva essere andato esaurito, ma ho saputo recentemente, proprio da Edizioni Lavoro, che diversi ordini inviati (cosa credo mai successa alla casa editrice) sono stati poi cancellati in blocco, chissà perchè... :-)

Ad ogni modo chi fosse interessato ad acquistare la pubblicazione (se non altro per la curiosità del rumore che ne è scaturito) può farlo qui: https://www.edizionilavoro.it/catalogo/manualistica/i-quaderni/prospettive-sindacali


Molti dei miei libri sono stati utilizzati negli ultimi quindici anni nei corsi presso il Centro Studi di Firenze o sono il frutto generativo delle giornate di storiografia e cultura sindacale, da me dirette negli ultimi dieci anni; qui per approfondire: https://www.youtube.com/playlist?list=PL3cVCSPaxbwZ94-6hqyrhFGR3gki5M_ZK 

Penso a due pubblicazioni di cui vado molto orgoglioso, la prima, curata con Ettore Innocenti, su Giulio Pastore, la formazione e il Mezzogiorno e la seconda, curata con Adriana Coppola (una perla di questa organizzazione, formatrice, ricercatrice, saggista, avercene...) che ha origine da una frase, storica, proprio di Giulio Pastore ("Dobbiamo creare tutto dal nuovo") e che racconta poi decenni di incontri e positive "contaminazioni", in tutto il mondo, della cultura sindacale in divenire della Cisl.


 

E' abbastanza noto, anche perchè lo ha affermato (scherzando, ma fino ad un certo punto...) in diversi pubblici contesti che un attuale segretario confederale (lo dico subito, non è Ignazio Ganga, non vorrei che facesse chiedere al suo avvocato, che ne so, di pignorarmi anche l'aria che respiro...) abbia sottolineato, anche davanti al sottoscritto, che: "leggere libri fa male" e che lui se ne guarda e se ne è sempre guardato bene (poi, magari, si siede in qualche CdA, ma vai tu a capire la coerenza...)
Figuriamoci scriverli i libri!

Seguendo questa scia, io rivesto anche un'altra grave colpa per l'attuale dirigenza Cisl.
Tra il 2019 e il 2020 (la cosa si è conclusa a fine febbraio 2020, ma il Covid è stata solo una coincidenza) ho contribuito in maniera decisiva ad un fatto storico.
La riapertura, dopo anni di chiusura, con il pensionamento della mitica bibliotecaria Mila Scarlatti (quante ne ha subite, NdR...), della biblioteca del Centro Studi Cisl di Firenze.
Sono così attaccato al denaro (come affermano, ad esempio, in contesti vari, alcuni dirigenti dei Pensionati della Cisl Milano Metropoli...) che, all'inizio del 2019, ho promosso un accordo tra l'allora segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, il segretario generale della Cisl Toscana Riccardo Cerza, il direttore del Centro Studi Cisl Francesco Scrima, garante la mia ex amica, allora segretaria regionale Cisl Toscana, ferocemente antipetriccioliana, Francesca Ricci (così magari le salvo due volte, per me e per Maurizio, la non più sfolgorante carriera) per riaprire proprio la biblioteca in Via della Piazzola 71.

Come si compose l'accordo? 

Io avrei lavorato un giorno a settimana in Via Benedetto Dei a Firenze (sede regionale), dove un ex magazzino era stato riadattato a mio ufficio, con pc, avrei seguito insieme a Ricci l'Istel (l'Istituto di ricerca e formazione regionale di cui oggi, mi pare, si siano perse le tracce...), avrei curato l'indagine sui fabbisogni formativi, la formazione sindacale e, in parte, la ricerca per la Cisl regionale.

L'accordo fu approvato dall'Esecutivo della Cisl Toscana e partì...

In cambio la Cisl Toscana versava a Studium SRL (ve la ricordate, la società del Centro Studi Cisl pre-sentenza Canzano?), garanti il segretario confederale amministrativo di allora Piero Ragazzini e il responsabile dell'amministrazione confederale Marcello Milia, una quota in denaro, che veniva interamente utilizzata per retribuire, con contratto a termine, una giovane e bravissima bibliotecaria, accolta in Via della Piazzola, dopo regolari colloqui e procedura di selezione.
Nella pratica io lavoravo non più cinque, ma sei giorni a settimana con lo stesso stipendio (non mi fu tolto nulla dell'attività formativa o confederale) e permettevo, così, con il mio impegno volontario, professionale e militante, la riapertura della biblioteca.

Ma: "leggere libri fa male" e il Covid (insieme ad alcune disposizioni sui contratti a termine del c.d. "decreto dignità") portò alla fine di questa esperienza e alla richiusura, ad oggi definitiva, anche se mascherata con una inesistente: "fase di ristrutturazione" della storica Biblioteca "Mario Romani" del Centro Studi Cisl di Firenze... leggere qui per credere: https://www.centrostudi.cisl.it/la-biblioteca-mario-romani/ 
Il tutto è ampiamente noto all'attuale direttore del Centro Studi Marco Lai, che ha sempre "piagnucolato" per la chiusura della biblioteca, senza fare mai nulla di concreto.
Anzi ha recentemente promosso una, per me, incomprensibile cernita di libri che ne ha impoverito il patrimonio culturale, ulteriormente a mio parere,peraltro riconosciuto, in passato (erano i tempi lontani della direzione di tutt'altra figura, Guido Baglioni) anche dal comune di Firenze.


Mi fermo qui, anche perchè mi accusano di scrivere troppo per questi sciagurati tempi moderni e rinvio a domani, con la quarta puntata, la questione della trattazione (in profondità): "disegno criminoso"...

Francesco Lauria

P.S. Non facciamo lo stesso errore della segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola e non fermiamoci al nostro ombelico. Ad esempio oggi, non si possono non ricordare i cinquant'anni dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini (uno dei tanti misteri italiani), ma anche il rinnovo automatico dell'infame accordo-memorandum Italia-Libia sui migranti. 
Parlando di (pessima) politica, in quest'ultimo caso, centrosinistra e centrodestra, davvero, purtroppo, pari sono.

CASA DI VETRO CISL (NON REALE). DEFERIMENTO SEGRETERIA CONFEDERALE (MANCATA PUBBLICAZIONE REDDITI DEI DIRIGENTI)

Questa mattina non ho potuto esimermi dal deferire l'intera segreteria confederale della CISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori.

Qual è il motivo?

E' molto semplice, in piena e flagrante violazione del CODICE ETICO CONFEDERALE (riscontrabile qui... https://www.cisl.it/cose-la-cisl/codice-etico-e-trasparenza/ ) la segreteria confederale NON pubblica i propri redditi dal 2023, cliccare per credere: https://www.cisl.it/.../bilanci-tesseramenti-e.../

Per esempio non vi è alcuna pubblicazione, come segretaria generale, dei redditi di DANIELA FUMAROLA che, certamente, questa scorsa primavera/estate, visto il non trascurabile stipendio percepito dalla Cisl, ha presentato la propria dichiarazione in qualche sede Caf di Roma o di Taranto.


Non ce la si può cavare dicendo che qualche dato, stravecchio, è online, perchè a questo punto sarebbe sufficiente, che ne so, presentare la dichiarazione dei redditi di GIULIO PASTORE del 1956 o la busta paga di PIERRE CARNITI di quando faceva l'apprendista.

La cosa è ancora più grave per il fatto che tutte le strutture Cisl, categoriali e anche periferiche sono tenute alla pubblicazione dei "redditi dei dirigenti".
La mancata pubblicazione dei redditi dei segretari confederali (a meno che non li si consideri dei NON DIRIGENTI CISL) è quindi UN PESSIMO ESEMPIO E VIATICO per tutta l'ORGANIZZAZIONE.
Aggiungo poi che, dopo tanti anni, pubblicare la relazione di un commercialista di Avellino, eccola:
https://www.cisl.it/.../relazione-trattamento-economico... poi improvvisamente diventato dirigente sindacale e Inail apicale, pare un atto non di violazione statutaria, ma, in una situazione mediatica non semplice per la Cisl, di mancato buon gusto.

Basti ad esempio le smentite dettagliate che ne hanno fatto prima la trasmissione Report e poi, reo confesso, l'ex segretario generale Cisl RAFFAELE BONANNI: https://sindacalmente.org/.../La-risposta-di-Report-ad...


Mi chiedo, vista la sostanziale consueta autodenuncia dei vertici Cisl che si credono sempre "INSINDACABILI" come mai, per fare un po' di giustizia, ci voglia sempre, tra quattro milioni e passa di iscritti/e dichiarati/e, il sempre tanto vituperato LAURIA.

Confido che i probiviri agiscano e che la segreteria confederale, almeno su questo, ponga celere rimedio.